giovedì 25 marzo 2010

Alla Fiera del Nord

Come promesso, compatibilmente con impegni familiari e professionali, quest'anno torno a Cartoomics dopo un'assenza durata un buon lustro.

Sarò allo stand di Fumo di China (vicino alla mostra “La città nel fumetto” e di fronte allo stand di Star Shop/Star Comics: la mappa degli stand la trovate sul sito della manifestazione) venerdì pomeriggio e sabato fino a metà pomeriggio. Chi vuole una dedica o un disegnino, è avvertito!

Oltre ai libri ormai storici (“Dante, la Divina Commedia a fumetti”, già alla terza edizione e con l'Inferno in via di esaurimento) e alle novità dell'anno scorso (“Dante, La vita” e il mio primo romanzo, “S'i' fosse morte...”), sul bancone troverete anche la ristampa dell'esauritissimo “Berlustory” e, finalmente, l'atteso “Rinaldo, la Gerusalemme liberata a fumetti” in edizione, come d'abitudine, integrale in rigoroso bianco e nero.

Dopo la gestione di Bono e quella di Bona (sembra una barzelletta, ma questo succede all'ombra della madunina), quest'anno la manifestazione è gestita più direttamente dall'Ente Fiera. Vedremo i risultati nel bene e nel male. Peccato che non abbiano approfittato dell'occasione per cambiare il logo della mostra mercato, probabilmente il più brutto della categoria.

Per me, comunque, si tratta soprattutto dell'occasione di salutare di nuovo gli amici lettori di Milano e della Lombardia.


martedì 16 marzo 2010

Segnato da Segna

Ripubblico questi miei affettuosi pensieri sull'amico e collega (e maestro prima di tutto!) Pini Segna, già apparsi in coda alla mia lunghissima intervista postata su questo blog nell'agosto dell'anno scorso. Lo faccio per segnalare (e festeggiare) la nascita di un blog a lui dedicato, di cui trovate l'indirizzo nei link qui a fianco. Buona lettura!


Molti sono i personaggi dei fumetti che hanno riempito la mia vita e suscitato forti emozioni in me, la maggior parte ormai dimenticati o quasi. In ordine sparso, Akim, Pecos Bill, Buck Danny, Il Cavaliere Sconosciuto, Capitan Miki. Oltre a tutti quelli de Il Monello: Piccola Eva, Superbone, Fiordistella e, sopra tutti, l'originale, divertentisssimo Narciso Putiferio di Corbella. Dunque molti personaggi e, conseguentemente, molti autori. Ma uno solo mi ha "conquistato" fino in fondo e segnato indelebilmente; si tratta di Pini Segna, fino a qualche anno fa disegnatore di Zagor. All'epoca però non lavorava per la Bonelli: il suo editore era... lui stesso. Scriveva e disegnava storie a getto continuo, sfornava un personaggio dietro l'altro, dai tarzanidi come Jungla King ai cavalieri mascherati come Ringo, alla "telenovela" western Tim e Ox che mi innamorò definitivamente dell'autore. Quest'uomo che faceva tutto da sé, creando e editando in proprio le sue opere, per me aveva qualcosa di speciale. In età adulta, diventato fumettista anch'io, ho avuto modo di conoscerlo e ogni tanto mi capita di sentirlo per telefono. Forse non è un grande artista, e può darsi che il mondo del fumetto lo dimentichi (l'ha già fatto?) senza darsi troppa pena, ma per me è stato il più importante, addirittura l'unico. Come fumettista credo di dovere a lui, nel bene e nel male, tutto quello che sono. E dunque grazie, caotico, generoso, per me mitico Pini Segna!


lunedì 15 marzo 2010

Le due facce del Venditore

Una piccola curiosità che può interessare i lettori di questo blog. A chi ha letto il mio racconto inedito fanta-umoristico “Il venditore d'invasioni” qui postato in due parti fra settembre e ottobre è forse sfuggito che un racconto, stavolta a fumetti, con lo stesso titolo è apparso nel 2002 sul n.37 de il Giornalino. Il testo, servito dai gradevolissimi disegni di Fantuzzi, era anch'esso scritto da me. Trama e personaggi, però, a parte la figura del venditore d'invasioni, non hanno proprio niente in comune.

È successo che, dopo aver scritto il “finalino” (così nella redazione del settimanale paolino chiamano i racconti autoconclusivi), l'idea che era alla base di quella storiella per ragazzi ha continuato a frullarmi nella testa, finché ho deciso di farne una versione in prosa più adatta a un pubblico adulto. Chi ha voglia (e possiede quella copia del Giornalino), può divertirsi a confrontare i due diversi sviluppi del medesimo spunto.


giovedì 11 marzo 2010

A passo di volpe

Dopo un quindicennio esatto dalla nascita delle Edizioni Foxtrot, uscite dalla costola della Ned 50 che pubblicava la rivista Fumo di China e deputate alla pubblicazione dei miei vari fumetti, Dante in primis, ho sentito il bisogno di cambiarne il marchio, attualmente affidato in gestione alla “banda” dei riminesi di Cartoon Club.

Quello vecchio, una stilizzazione con forme geometriche di un balloon fumettistico, mi era ormai venuto a noia. Partendo dal significato letterale del nome della casa editrice, “passo della volpe” (nome di un ballo sincopato nato negli USA nel 1912 e poi arrivato anche in Europa), ho così disegnato una volpina stilizzata che mi accompagnerà nelle prossime avventure editoriali delle mie strisce.

A me fa simpatia. Mi sembra che dia un tocco di allegria in più, giusto ornamento a libri nati per far sorridere.

Il nuovo marchietto farà il suo esordio sulla copertina di “Rinaldo, la Gerusalemme liberata a fumetti”, che sarà in vendita fresca di stampa sul bancone dello stand di Fumo di China a Cartoomics tra un paio di settimane. E poi su tutti gli altri a venire, novità o ristampe che siano.


martedì 9 marzo 2010

Una striscia esangue

Come accennato qualche post più sotto, Manlio Gasparotto e Moreno Pirovano, il vulcanico duo che “cucina” la Gazzenda, diario-agenda de la Gazzetta dello Sport, quest'anno mi hanno chiesto di affiancare ai miei character Tinì Trantran e Rokko Cipolla un nuovo personaggio, magari un vampiro. Così, dopo aver suggerito di virare il progetto al femminile (almeno, con il transessuale e il macho, ho completato il ventaglio dei gusti sessuali... o ne dimentico qualcuno?), mi sono messo al lavoro.

Il caso ha voluto che arrivassi alla sfida più che preparato. L'estate scorsa, infatti, dopo aver letto “Dracula cha cha cha” di Kim Newman (Urania n. 1538), episodio leggerino-leggerino d'ambientazione italiana di una serie ucronica in cui i vampiri vivono tra gli uomini e in Inghilterra hanno visto salire al trono Dracula (i precedenti volumi della serie, “Anno Dracula” e “Il barone sanguinario”, probabilmente più interessanti di questo, li ha pubblicati Fanucci) mi sono risolto a “far fuori” tutti i libri vampirici che dormivano sui ripiani delle mie librerie in attesa di lettura. Nell'ordine ho perciò letto: l'inevitabile “Dracula” di Bram Stoker, indubbiamente il più tosto e affascinante anche a distanza d'un secolo o giù di lì; un paio dei romanzi di Anne Rice (“Intervista col Vampiro”, di cui subito dopo ho visionato anche la riduzione cinematografica - e mai la parola “riduzione” fu più adeguata – e “Scelti dalle Tenebre”): il cupo e disturbante "Lasciami entrare" dello svedese (scuola interessantissima su vari fronti) John Ajvide Lindqvist, da cui è stato tratto anche un film di successo che non ho ancora visto; lo sciapito “Lista di sangue” di P. N. Elrod, primo volume della serie The Vampire Files con protagonista il vampiro-giornalista buono Jack Fleming; l'adolescenziale “Twilight” di Stephenie Meyer preso in prestito da mia figlia Serena (subito dopo mi sono guardato anche il film); l'antologico “Storie di Vampiri” della Newton & Compton, dove ho scoperto che il primo racconto con protagonista un vampiro, intitolato appunto “Il Vampiro”, l'ha scritto il londinese di origini italiane John William Polidori, figlio del segretario di Vittorio Alfieri emigrato in Inghilterra. Non ho invece avuto la forza di andare a rispolverare “Ultimi vampiri” di Gianfranco Manfredi, letto con relativa soddisfazione qualche lustro fa e di cui ricordo ben poco.

Non pago dell'ingozzata, mi sono fatto prestare da mia cognata Elena il primo episodio della divertente serie di romanzi che hanno per protagonista Sookie Stackhouse, una specie di barista-telepate innamorata di un vampiro. L'autrice è Charlaine Harris, e in Italia la pubblica Delos Book. Credo ne abbiano tratto anche un telefilm.

Nonostante tanta preparazione, ho avuto qualche difficoltà a trovare il taglio giusto per la nuova strip. Quello del vampiro è un tema che prima o poi quasi tutti gli “strisciaioli” hanno provato a trattare, soprattutto i principianti, probabilmente attirati dalla constatazione che “non l'ha ancora fatto nessuno”. Salvo scoprire che dipende dall'impraticabilità dell'argomento. Nessuno, a quanto mi risulta, è infatti mai andato oltre le quattro o cinque strisce. Due gag sul morso al collo, un altro paio sulla somiglianza di sangue e vino... e non si sa più che scrivere. Così, quando ho provato a fare battute sul tema classico del vampirismo, anch'io mi sono puntualmente fermato dopo tre strisce!

Resettato il cervello, ho abbandonato il protagonista solitario alla Dracula e mi sono indirizzato sulla costruzione di un ambiente composito, ricco di comprimari, spostando insomma il tiro verso il perogattiano Zio Boris. Ho creato un entourage di vampiri, licantropi e frankenstein canini, e a quel punto tutto è filato via liscissimo. Vampirla (lo so, il gioco di parole è un po' scontato, ma era così adeguato!) è nata ufficialmente, le battute sono venute quasi da sole e, per quello che posso giudicare da autore, divertenti. I committenti ne sono sembrati soddisfatti. Moreno mi ha scritto che i primi layout d'assaggio che gli ho inviato lo “piegano di belva”! Speriamo che le strisce definitive facciano lo stesso effetto ai lettori della Gazzenda.

Per intanto vi posto lo schizzo della prima striscia e qualche “scarabocchio” di studio dei personaggini. Curiosi di sapere quale look ho scelto alla fine per la mia vampiretta? Si accettano scommesse. Sul finir dell'estate, quando l'agenda andrà in distribuzione, svelerò il mistero.


Vampirla è World © Marcello. All rights reserved. © 2010 RCS.

lunedì 8 marzo 2010

Nel mezzo del cammin... di carnevale!

Anche se non fa parte del programma di festeggiamenti per il quarantennale del mio Dante, è l'omaggio più delizioso, originale e apprezzato che il mio fumetto abbia mai ricevuto.

Olga e Agnese, che grazie all'intelligenza genitoriale della loro mamma Raffaella e del di lei attuale compagno Sergio, nonostante la giovanissima età sono già due “maturissime” lettrici di fumetti e non solo, a fine gennaio hanno scelto come lettura “prima del sonno” i fascicoli della mia Divina Commedia a fumetti. E ne sono rimaste così entusiaste che Olga ha chiesto alla madre di vestirsi appunto da Dante, per l'incombente Carnevale.

Il look scelto dall'improvvisata (ma bravissima) costumista-per-necessità Raffaella alla fine è stato quello dell'Alighieri classico, e non la sbarazzina minitunica del mio piccolo poeta di carta, ma sapere che questa inusuale “maschera” è nata dalla lettura delle mie strisce mi rallegra e mi commuove. Nelle foto inviatemi dall'amico Sergio vedete Olga immersa nelle sue letture serali, e in tutto lo splendore del suo costume carnevalesco.

E non finisce qui. Perché Agnese si è già prenotata per l'anno prossimo: si vestirà da Beatrice!

   

giovedì 4 marzo 2010

Un amico che non c'è più

Esattamente 20 anni fa si toglieva la vita Salvatore Deidda.

Era un bravo fumettista. Che aspirava a fare cose diverse da quello che gli offriva il panorama editoriale dell'epoca. Tra le pagine dei bonelliani come tra quelle del Giornalino si sentiva fuori posto. Come nella vita. Non ho mai saputo quanto e perché. La sua scelta finale mi lascia solo immaginare gli abissi di disperazione in cui si muoveva. Era un amico. Io, forse, non lo sono stato quanto avrei voluto, per lui. Visto che non mi sono accorto di quanto stava male. Né ho saputo aiutarlo.

Lui l'aveva fatto, con me. Mi aveva fatto conquistare una faticosa ma indispensabile dignità professionale, insegnandomi a fare fumetti senza scendere a compromessi, non tanto con gli editori, ma con me stesso. Questo è quello che conservo gelosamente dei troppi pochi anni della nostra amicizia. Insieme a una sua foto, a un paio di sue tavole originali e ai ricordi delle tante serate passate nella sua cameretta a Genova a discutere di disegno, o nella mia casupola a Quinciano a ridere di ditirambi, o delle sue visite nella casa di Pisa, dove anche mia moglie Patrizia gli si era subito affezionata.

Non credendo in vite ultraterrene, so che sopravviverà solo finchè sarà ancora vivo chi l'ha conosciuto. Non gli sopravvivono, purtroppo, i fumetti che sognava di disegnare e non ha fatto in tempo a realizzare.    

mercoledì 3 marzo 2010

Una giornata in Fortezza

Dopo un intero mese d'assenza dovuto a pressanti impegni professionali (di cui parleremo, con calma, tra qualche giorno. Per il momento le urgenze lavorative non sono ancora finite), eccomi di nuovo qui per una velocissima comunicazione: come già accennato qualche post più giù, dal 5 al 7 marzo si svolge a Sarzana, La Spezia, la sesta edizione di Fullcomics. Il bravo Salvatore Primiceri che organizza fin dall'inizio la simpatica manifestazione quest'anno ha davvero fatto le cose in grande. Per i particolari, dagli orari al ricchissimo programma, vi rimando al sito della mostra, www.fullcomics.it

Come potete vedere, io sarò presente alla Sala delle Capriate alle17.30 per incontrare gli appassionati e festeggiare con loro i 40 anni del mio Dante. Ma, sicuramente sabato e fors'anche domenica, mi troverete anche allo stand di Fumo di China, pronto alle abituali dediche su tutti i miei volumi, dall'intramontabile "Dante, la Divina Commedia a fumetti", al romanzo “S'i' fosse morte...”, passando per "Enea", "Omero", “Livorno Story” ecc.

Non aggiungo altro e torno al tavolo di lavoro. Per quelli che non verranno a Sarzana, l'appuntamento è tra qualche giorno su queste colonne.