Da circa un mese l'Aurea ha interrotto le uscite in edicola delle sue testate pubblicando negli ultimi numeri un "messaggio" che recitava così:
"Nei prossimi mesi la distribuzione in edicola potrebbe diventare più incerta. Sempre più punti vendita chiudono o riducono gli spazi riservati alle riviste, e questo significa che trovare ogni settimana Lanciostory o Skorpio potrebbe diventare più difficile. Per questo stiamo valutando una soluzione che molti lettori ci chiedono da tempo: rafforzare il sistema degli abbonamenti diretti, che permettono di ricevere le riviste a casa senza dipendere dalla distribuzione in edicola." Nello stesso numero delle riviste c'era un modulo da compilare per dichiarare senza impegno il proprio interesse per l'iniziativa. "Se il numero di richieste sarà sufficiente ad attivare il servizio, vi contatteremo direttamente via email", proseguiva il comunicato. Dopo di che, il silenzio. Tutte le pubblicazioni della casa editrice romana sono sparite dai chioschi e dai supermercati e pure la pagina Facebook è scomparsa dalla Rete.
Il 24 maggio Emilio Balcarce, autore che con l'Eura/Aurea ha collaborato per decenni, posta alcune copertine di suoi lavori disegnati da Juan Zanotto e scrive: "Con profonda tristezza mi dispiace comunicare che, sebbene la storica Editoriale Aurea non abbia ufficialmente chiuso, ha sospeso da aprile la pubblicazione delle riviste settimanali Lanciostory e Skorpio, scomparse dalle edicole. La loro attività editoriale sembra essersi completamente interrotta e hanno messo in vendita i loro uffici. Quasi mezzo secolo ho lavorato per loro, 49 anni dal 1977. L'Italia è stata la mia seconda patria fumettistica, anche se la prima in numero di lettori: in Argentina ho lavorato per 20.000 e lì per 50.000. Mi hanno pubblicato i primi tre libri della mia carriera quando si chiamavano Eura, che qui posto, e mi hanno comprato più di mille sceneggiature, essendo una fonte di lavoro anche per molti altri sceneggiatori e disegnatori argentini. Quindi è molto triste dirti ciao cara Aurea, eternamente grato."
Nei commenti aggiunge il banner (di ignota provenienza) che vedete qui sotto.
Da una rapida ricerca su internet salta fuori questa voce su Wikipedia (non si sa da chi postata): "Editoriale Aurea era (il corsivo è mio) un editore italiano di fumetti con sede a Maccarese, frazione di Fiumicino. Fondata e guidata da Enzo Marino (...) la casa editrice ha sospeso le pubblicazioni a partire dal 6 aprile 2026 ed ha presentato in data 12 maggio, presso il Tribunale Fallimentare di Roma dichiarazione di fallimento."
Una ricerca alla Camera di Commercio effettuata da un iscritto a un gruppo texiano non ha però trovato traccia di presenza della casa editrice nelle procedure di liquidazione in corso.
Dunque, come per il gatto di Schrödinger, dobbiamo dire che per il momento la casa editrice è sia viva che morta.
Sia viva che morta... nè viva nè morta.
RispondiEliminal'Aurea Vampira (bel nome per una vampira).
E' curioso come certe epoche storiche si concludano con un cerchio... agli albori della stampa, esistevano le sottoscrizioni per cui un libro veniva tirato in tante copie quanti erano gli interessati... è qui che si vuole ritornare? Il crowdfounding?
Non sarebbe meglio puntare su un'offerta di fumetto digitale o cose del genere?
Ma in fondo chissene... il genere è morto.
Don't be Undead, Aurea... Rest in peace...
Pare che ci siano stati dissidi interni tra i soci... e comunque credo che le vendite fossero già da tempo sotto i livelli di guardia. E' tutto il settore della stampa da edicola che è in crisi. Resisteranno ancora per un po' d'anni quelli con le spalle più forti, ma temo che per il fumetto il futuro sia solo in libreria (a prezzi da libreria) e, come dici tu, in qualche forma nel digitale. Ma molto dipende anche dal tipo di contenuti... quelli dell'Aurea, dell'Astorina e della Bonelli non "parlano" più alle nuove generazioni, e senza ricambio generazionale le cose sono destinate a finire naturalmente.
EliminaCerto, le nuove generazioni ...sono come la ranocchia morta che move le gambe se dai corrente... si eccitano per PeraToons e un qualsiasi mangaka, fosse anche Tofuso Unamoto, finché durerà la mangamania.
EliminaSuccede quando una forma di spettacolo (o d'arte) da forma di massa popolare che era diventa di nicchia.
La fotografia non ha soppiantato la pittura, ma l'ha costretta a inventarsi la pregnanza dei significati sociali, i messaggi, l'astrattismo, il linguaggio che va decifrato e spiegato (e per farlo ci vuole il critico)... e lo stesso il fumetto popolano, che si trasforma nel signor graphic novel, pregno di significati e degno della libreria con conseguenti prezzi.
Il digitale non mi sembra che lo si voglia sfruttare al meglio delle sue possibilità. Per esempio secondo me il vecchio esperimento televisivo Gulp-Supergulp, aggiornato ai tempi, sarebbe stato uno spunto per trovare una via interessante al fumetto (non "animazione") online, anche perché la tecnologia odierna abbatterebbe i costi, ma mi pare che non si sia proseguito su quel sentiero.
Il media non si è evoluto, nella sua forma oggi è obsoleto, anche il fumetto farà la fine dei dinosauri: erano dappertutto, oggi pochissimi superstiti impauriti si nascondono (forse) in qualche acquitrino scozzese... :D
PeraToons, secondo me, è un buon accesso per lettori/lettrici giovanissimi/e. Il problema è proporre qualcosa che parli loro quando cercheranno qualcosa che parli loro come i "giornalini" con i loro padri e nonni. Il formato dei manga, tutto sommato, non è molto diverso da quello di Diabolik o Alan Ford o Shanna Shokk. Cambiamo i temi ed il modo di proporli. Un tascabile con un tratto alla Toninelli o Danilo Maramotti o Alessandro Baronciani che racconti qualcosa che possa incuriosire un pubblico di teen agers, come per esempio la tendenza dei giovanissimi a seguire nei social eventi filtrati dalla critica di vere e proprie stars della rete vissuto come una combo di Matrix e 1984, potrebbe essere il prossimo Rat-Man...Mai la fine
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