martedì 27 ottobre 2009

Sono andato in Fumo

È in questi giorni in edicola e nelle fumetterie il numero 175 di Fumo di China, la nota rivista di critica e informazione sul fumetto con la quale da qualche tempo sono tornato a collaborare abbastanza stabilmente con sporadici articoli e una serie di rubrichette che mi sono inventato per divertimento. Oltre alla veterana “Mandati al Marcello” curo infatti “La macchina del tempo” e “Sfogliatine”. Ve ne parlo questo mese perché ospita anche una mia intervista a opera di Loris Cantarelli. Ne riporto le prime battute:

“Quarant’anni di carriera e di Dante! E dieci dall’ultima intervista a Fumo di China. Cos’è successo, nel frattempo?

È passata molta acqua sotto i ponti. Dagli albi delle Edizioni Foxtrot, i miei personaggi sono passati ai volumi di Cartoon Club Editore sbarcando anche nelle librerie generaliste; Dante ha imparato a parlare norvegese… e sta cominciando a farsi conoscere in Canada; ho realizzato la biografia di Berlusconi e la storia di Livorno, città in cui sono venuto a vivere dopo 17 anni milanesi; sempre parlando di strisce, ho creato due personaggi per la Gazzenda, come ben sanno i lettori di Fumo di China, e un altro per il Giornalino; ho pubblicato un romanzo e ne sto terminando un altro; ho scritto sceneggiature per videogiochi e un libro di barzellette di Geronimo Stilton; ho ricevuto qualche premio… e non so cos’altro dimentico!”

La chiacchierata prosegue occupandosi della genesi del mio romanzo uscito nel luglio scorso, dei festeggiamenti del quarantennale di Dante, del varo di questo blog e, dulcis in fundo, nientemeno che dell’evoluzione della situazione professionale dei fumettisti in Italia dagli anni 50 a oggi.

Ovviamente la mia intervista non è l’unico motivo di interesse della rivista, che spazia dal settantennale di Batman, agli incontri con Chuck Dixon, Roberto Battestini e Michele Medda, alla mostra di Art Spiegelman presso la galleria Nuages, al ritorno di Valentina Melaverde, e all'inedito di Romano Scarpa pubblicato su Disney Anni d'Oro. Oltre alle news, alle abituali rubriche e al solito florilegio di recensioni. Come sempre, insomma, vale tutti i 3 euro e 80 del prezzo di copertina!

Alluccallucca!

Come ogni anno, riecco la Gran Festa del Fumetto italico. Da quando è stata riportata dentro le mura, Lucca Comics & Games è davvero un ricco, colorato e festoso avvenimento che merita almeno una giornata di visita. I cittadini forse non saranno troppo contenti dell’intasamento di vie e parcheggi, i negozianti sicuramente sì.

Io, salvo malanni dell’ultim’ora, ci sarò come tutti gli anni, presente allo stand di Cartoon Club/Fumo di China (è il numero E95 nel Padiglione Napoleone), quest’anno rinnovato e ingrandito, per firmare i miei libri, vecchi e nuovi, perciò chi volesse approfittare delle giornate festivaliere per acquistare la rinnovata biografia di Dante e il mio romanzo d’esordio (vedi nei post di luglio) potrà averli con dedica e immancabile disegnino!

I due volumi non sono l’unica novità per i festeggiamenti del quarantennale. Cartoon Club ha infatti realizzato delle coloratissime spille dantesche, una “sagomata” (un po’ più costosa) e un paio rotonde, a prezzi popolarissimi. Potete ammirarle qui sotto, insieme a quella col logo di Cartoon Club. Purtroppo la foto non è eccelsa. L'autrice stessa non ne è soddisfatta... perciò evito di citarla!

Per parlare dei quarant’anni del mio personaggio e di quant’altro avete voglia, oltre che allo stand mi potrete trovare quest’anno, giovedì 29 alle ore 14, nella Sala Incontri di Palazzo Ducale, dove mi intratterrò con tutti quelli (i soliti diciassette che seguono il mio blog, I suppose) che avranno voglia di ascoltarmi e/o fare due chiacchiere con me. L’incontro si intitola ovviamente “Dante, 40 anni a fumetti” e vede la partecipazione di Paolo Guiducci, amico nonché solerte direttore di Fumo di China. Moderatore, Riccardo Moni.

Altro impegno che mi terrà lontano dallo stand, la partecipazione (venerdì 30 ottobre dalle 10,30 a mezzogiorno o giù di lì) con altri cento autori a “La carica dei 101”, iniziativa benefica telethoniana in occasione dei 101 anni del fumetto italiano. Ogni autore dovrà disegnare una vignetta della sceneggiatura approntata per l’occasione dallo zagoriano Moreno Burattini. Il patchwork-novel che ne uscirà sarà poi raccolto in volume, mentre le vignette originali saranno messe all’asta e l’intero ricavato andrà a Telethon. Dunque venite con le tasche piene! Gli autori si raccoglieranno in Piazza San Michele presso il Loggiato Pretorio, e da lì raggiungeranno l'Auditorium San Romano, dove avrà luogo la performance. Il consiglio è di portare anche le macchine fotografiche: quando vi ricapita di immortalare cento e uno autori che marciano a ranghi compatti per le vie di Lucca?

Sabato 31 ottobre alle ore 11.00, poi, sarò al Museo Nazionale del Fumetto e dell’Immagine in piazza S. Romano n.4 per festeggiare con tutta la banda de il Giornalino (e di G Baby) gli 85 anni del settimanale paolino per ragazzi che, come avete letto un paio di post fa, si è appena rifatto il look. Sarà proprio il neodirettore padre Stefano Gorla a tenere banco, in compagnia di Roberto Rinaldi, responsabile fumetti della San Paolo, del direttore del museo, Angelo Nencetti, e di Roberto Genovesi, uomo Rai, direttore artistico di Cartoons on the Bay nonché valente sceneggiatore. A moderare l’incontro provvederà il fumodichiniano Loris Cantarelli.

Per il resto, se non sono uscito a prendere un caffè o una boccata d’aria, mi trovate allo stand per far fronte come ogni anno ai vostri allegri e affettuosi assalti.

E dunque… a Lucca, a Lucca!


I disegni di Dante e Virgilio sono World © Marcello. All rights reserved

 

lunedì 26 ottobre 2009

La fine del racconto

Meglio tardi che mai, ecco la seconda parte del mio raccontino inedito di fanta-umorismo.

Chi si fosse sintonizzato solo adesso potrà trovare la prima parte nei post più vecchi, qui in fondo alla pagina.

Buona lettura!

 

Il Venditore d’Invasioni

di Marcello Toninelli

 

(Seconda parte)

 

Dal sedile posteriore del taxi, l’uomo con la benda nera e la gamba di legno guardava distrattamente fuori dal finestrino. All'interno di quello che appariva come un terrestre di probabile origine indoeuropea, il maggiore Wranno gemeva lamentosamente.

- Ma signore - lo apostrofò Wrin - non ha subìto davvero gli assalti di quell'animale! Il capobranco si è sfogato sull'Esomaschera e non…

- Lei, capitano, dimentica che grazie ai sensori di questo maledetto marchingegno si sente tutto come se lo si vivesse sulla propria pelle - lo azzittì l'ufficiale di grado superiore - e le assicuro che è stata un'esperienza niente affatto piacevole! Anzi, prima di scendere dall'auto sarà meglio che ci scambiamo la postazione!

Wrin fece spallucce e tornò a giocare con un programma di Voyeur Poker che aveva installato sul computer di bordo prima della partenza. Wrai riprese a mugolare, mentre consultava le istruzioni della missione: la seconda centralina di smistamento del teletrasporto si trovava nella parte meridionale di Terralunga, nel bel mezzo del terreno su cui era sorto Neo Eden, un movimento parareligioso fondato da un miliardario deciso a vivere come ai tempi di Adamo ed Eva. Il riccone aveva ricreato nel bel mezzo di una vasta radura stepposa un ambiente bucolico dove pochi fortunati potevano condividere con animali feroci resi docili da opportune manipolazioni genetiche un vero e proprio Paradiso Terrestre. Dato che i neoedenisti rifiutavano la tecnologia non direttamente funzionale alle loro scelte di vita, la grande tenuta privata non aveva cabine di teletrasporto né al proprio interno né per molti chilometri intorno, e per raggiungere il posto era necessario usare un qualche mezzo di locomozione.

Il taxi si fermò davanti al cancello del ricostruito Eden, scaricò il passeggero e ripartì. L'individuo con la gamba di legno azionò un segnalatore di presenza posto su una delle colonne ai lati della cancellata.

- A quanto pare per essere ammessi nella comunità occorre superare un test attitudinale che solo pochissimi individui di animo particolarmente sensibile ed elevato possono affrontare con successo - disse il maggiore  scorrendo una scheda contenuta nella memoria del computer. - Temo che non sarà facile, passare l'esame! D'altronde, cercare di entrare di nascosto sarebbe ancora più difficile. Il posto è sorvegliatissimo.

- Non falliremo - commentò lapidario Wrin dalla postazione superiore.

 

- Fratello! - gioì il fondatore di Neo Eden entrando a braccia aperte nella saletta dove l'uomo dalla gamba di legno sedeva in attesa del risultato del test. - Benvenuto tra noi. Hai superato la Prova col massimo punteggio! Non era mai accaduto! Sei degno di sedere alla mia destra!

Mentre una telecamera riprendeva la scena, una meravigliosa fanciulla dai capelli rosso Tiziano che indossava poco più di un fazzoletto di stoffa semitrasparente entrò a sua volta nella stanza e prese per mano il nuovo adepto sorridendogli radiosamente.

- Sorella Thanya ti accompagnerà nel tuo alloggio - spiegò il miliardario fissando l'orbo nell'unico occhio sano. - Sappi che qui dentro tutto ti è concesso!

- Tutto? - domandò l'uomo mentre percorreva un ampio corridoio guidato per mano dalla ragazza.

- Tutto - confermò lei infilandogli la lingua in un orecchio.

Una serie di brividi di piacere cominciarono a correre in tutte le direzioni lungo la spina dorsale del capitano Writto mentre i suoi sensi già risvegliati poco prima alla vista, anche se solo monoculare, della donna si misero a suonare la carica.

Nella postazione più in basso l'altro ufficiale, invece, piagnucolava stizzito.

 

- Notizie da Terralunga? - domandò il Supremo Governatore entrando nella Sala Controllo Missione.

- Sì, Eccellenza. Proprio in questo istante è entrato in funzione anche il secondo segnalatore: entrambe le centraline sono state sabotate dai nostri agenti! Possiamo procedere con il nostro piano d'attacco!

- Che ore sono, adesso, su Terralunga?  

- Le ventitré e quarantuno.

- Benissimo. I terralunghestri cominceranno a finire sull'astrocontainer esattamente tra sette ore convenzionali e diciannove minuti. Due ore più tardi, tornate a funzionare normalmente le teleporte, tutte le wriliane e i wriliani validi, in perfetto assetto di guerra, si teletrasporteranno su Terralunga per fare piazza pulita degli abitanti rimasti… e il pianeta sarà nostro!

I militari presenti nella Sala Controllo Missione salutarono le parole di Wromm Wromo con un fragoroso "Wrarrah!"

 

All'ora X, mentre il disco sigillato-a-tempo si apriva e la Camera di Interregolazione Galattica si affrettava a comunicare l'OPA dei wriliani al governo terralunghestre, le truppe di Wrili si riversarono nelle teleporte preprogrammate per trasportarli in ogni angolo di Terralunga. Scandendo con un martellante "wra-wra-wra" la propria corsa, i piccoli ma aggressivi soldati proboscidati entrarono uno dopo l'altro nelle cabine loro assegnate scomparendo con un leggero sfrigolìo in un bagliore azzurrino.

Ad attenderli fuori dalla teleporta d'arrivo, però, non c'erano città e campagne terralunghestri, ma solo l'interno di uno squallido, sterminato parallelepipedo metallico il cui unico arredamento erano le Teleporte Monodirezionali ad Accesso Multiplo da cui erano usciti.

La prima a comprendere la verità fu il sergente Wruss Wrussa: - Questo è l'astrocontainer diretto verso il Buco Nero!

- Dobbiamo tornare indietro, presto! - gridò il colonnello Wrad Wraddo, un vecchio wriliano tanto carico di medaglie al Merito di Pace quanto stolidamente privo di fantasia e tardo di riflessi.

- E come, stupido babbione raggrinzito? - lo aggredì la giovane sergente che da anni era costretta a eseguirne gli ottusi ordini. - Non hai letto i Piani d'Invasione? È proprio per impedire che i terralunghestri potessero tornare indietro che qui sono state installate solo cabine monodirezionali!

- Come ti permetti, sergente! - sbraitò l'ufficiale mentre la pelle del viso da rossa gli si faceva violacea. - Ti sbatterò davanti alla Corte Marziale appena… appena…

Il colonnello ammutolì di colpo. L'idea che per tutti loro non ci sarebbero state più corti marziali né niente altro aveva finalmente raggiunto anche i più reconditi meandri del suo cervello.

Le cabine del teletrasporto continuavano a vomitare wriliani armati e qualche sbalordito terralunghestre.

 

A Neo Eden c'era un megaschermo, nell'eventualità che qualche adepto desiderasse vedere uno dei servizi informativi che periodicamente le stazioni olovisive dedicavano alla setta, anche se generalmente i neoedenisti se ne disinteressavano. Avevano di meglio da fare. L'uomo con la gamba di legno trovò infatti la Sala Video deserta. Si spaparanzò in uno dei comodi divanetti e azionò il comando d'accensione inserito nel bracciolo della poltrona. Dovette girare un paio di canali, prima di trovare un notiziario.

- …il Governo ha ricevuto la comunicazione dell'OPA ostile dei wriliani pochi istanti dopo l'inizio della doppiora 9-10. Il Presidente Marchand ha immediatamente fatto scattare lo Stato di Allerta. Le nostre truppe sono state pronte a intervenire nel giro di un quarto di doppiora. Intanto, due commando del Genio Trasmissioni si sono portati presso le centraline del teletrasporto e hanno disattivato tutte le teleporte. Stranamente, però, neppure un soldato wriliano è arrivato su Terralunga in quei non pochi doppiminuti che gli attaccanti hanno avuto a disposizione per invaderci.

Dalla sua postazione all'interno dell'Esomaschera il maggiore Wranno (che quella mattina, stufo di assistere ai ripetuti amplessi virtuali del compagno, aveva preteso di riprendere il suo posto ai sensori) non credeva alle sue quattro orecchie. Cosa poteva essere andato storto? Quella notte, approfittando di una pausa tra un coito e l'altro con Sorella Thanya che aveva dimostrato una morbosa passione per i portatori di handicap, loro avevano sabotato regolarmente anche la seconda centralina…

- Si lamenta la sparizione di diverse centinaia di persone - stava dicendo ancora lo speaker - che nei doppiminuti trascorsi dalla ricezione dell'OPA al blocco delle teleporte hanno usato le cabine di teletrasporto, ma le segnalazioni stanno ancora arrivando e alla fine gli scomparsi potrebbero ammontare a un migliaio. Non è ancora chiaro se queste sparizioni siano o meno collegate alla tentata invasione wriliana.

- Sei qui. mio bello zoppetto? - flautò Sorella Thanya entrando nell'ampio locale. - Scusa se ti disturbo, ma ci sono due uomini che ti aspettano in Sala Visite.

L'uomo con la benda sull'occhio spense il video e si avviò silenziosamente per seguire la ragazza.

- Che ti succede - domandò lei in tono mieloso mentre lo guidava per un altro dei lunghi e luminosi corridoi della struttura - il gatto ti ha mangiato la lingua? O risenti anche tu delle due ore di sonno che ci hanno rubato stanotte rimettendo quella dannata Doppiora Legale?

- Do… doppiora legale? - ripeté l'uomo con voce strozzata.

- Ma certo. Non ti sei accorto che tutti gli orologi sono stati rimessi avanti di una doppiora? No, eh? Avevi altro da guardare, vero porcellone? - gli ansimò all'orecchio la fanciulla strusciandoglisi contro. La sensuale provocazione della donna non suscitò reazioni di alcun tipo nel maggiore Wranno. I suoi pensieri stavano andando in tutt'altra direzione: ora capiva perché il piano d'attacco wriliano era fallito: quel giorno Terralunga si era svegliata con due ore d'anticipo, e la gran massa degli abitanti aveva usato le teleporte prima che queste venissero collegate all'astrocontainer. Di conseguenza nella mezz'ora successiva, prima che il Presidente Marchand facesse bloccare il teletrasporto, solo pochi terrestri erano stati spediti nello spazio… insieme a tutte le truppe wriliane!

Ancora assorto in questi agghiaccianti pensieri, l'uomo con la gamba di legno entrò nella Sala Visite.

- Ti lascio solo coi tuoi amici - gli sussurrò Sorella Thanya. - Quando hai finito, sai dove trovarmi.

Due figure inquietanti attendevano in piedi al centro del piccolo ma confortevole locale: una specie di cubo dalle sembianze vagamente femminili e un tipo sogghignante che pareva un vampiro. Appena la neoedenista fu uscita dalla stanza, avanzarono verso l'orbo.

- Speravi di aver trovato il nascondiglio perfetto, eh, pezzo di merda? - lo aggredì la donna. - Ma ti è andata male. Per tua sfortuna Vladimir ha il vizio di guardare sempre le trasmissioni di Neo Eden…

- Ogni tanto si vedono delle belle gnocche seminude… e non costa niente - confermò l'altro sempre sogghignando.

- Ieri sera, invece, ha visto la ripresa in diretta della cerimonia d'accoglienza del nuovo adepto… e ha capito subito che si trattava del bastardo che stavamo inseguendo dall'altro giorno!

L'agente Miravlad afferrò per un braccio quello che credeva un normale immigrato clandestino e lo guidò verso l'uscita soffiandogli nell'orecchio: - Vieni. Non vogliamo sporcare questo bel posto… ma appena fuori di qui ti faremo pentire di essere venuto sul nostro pianeta senza essere invitato!

- Ma… ma… non potete portarmi via così senza un mandato o…

- Possiamo, possiamo - sorrise gelida la Schnappenbock mentre il terzetto si avviava verso l'auto degli agenti. - Forse non lo sai, ma c'è la destra, al governo.

Vedendo estrarre gli elettromanganelli, il maggiore Wranno pensò di aprire l'Esomaschera e raccontare la verità… ma si convinse subito che quei poliziotti non avrebbero riservato a due spie un trattamento migliore di quello che usavano agli immigrati clandestini. Si prese la testa tra le mani e iniziò a singhiozzare debolmente. Wrin, nella postazione sottostante, avviò il programma di Voyeur Poker.

 

Il Venditore d'Invasioni ascoltò con interesse le notizie provenienti da Terralunga, poi prese un fascicolo dalla scrivania e chiese alla sua segretaria di metterlo in contatto video col Triumvirato dei reggenti di Karkopek.

- Signori - esordì appena stabilito il collegamento - credo di aver trovato il pianeta che fa per voi. Ci sono rimasti solo vecchi, donne e bambini… invaderlo sarà uno scherzo. Soprattutto se utilizzerete il nostro articolo 121ZL.66 - “Condizionatore di massa”! Posso essere da voi per illustrarvelo domani mattina. Facciamo alle dieci ora locale?


Questo racconto e le immagini che lo accompagnano sono

World © Marcello Toninelli. All rights reserved


Le immagini sono studi di personaggi alieni realizzati per la mia

serie (di breve vita editoriale) Shanna Shokk.


venerdì 16 ottobre 2009

O Giornalino vestito di nuovo…

Quelli fra i diciassette frequentatori del mio blog che hanno la mia età coglieranno senza problemi la citazione contenuta nel titolo di questo post, visto che si tratta di una poesia passaggio obbligato dei nostri studi primari. Oggi non credo si studi ancora, e certamente non dappertutto (mia figlia Serena non l’ha mai sentita nominare).

Il ricordo di quel verso imparato a memoria nell’infanzia mi è venuto spontaneo quando mi sono trovato in mano il numero di questa settimana de il Giornalino, davvero “vestito di nuovo”. Complimenti dunque all’art director Sergio Mascheroni che ha studiato e realizzato la fresca, semplice e intrigante veste del settimanale cattolico che affronta il giudizio del pubblico mettendo in campo vecchi e nuovi personaggi, oltre alla consolidata e sempre più ricca parte giornalistica. Per i fumetti, in questo numero, fanno la parte del leone la nuova serie di taglio cartoonistico Doppio Zero di Bargellini e Luini, la biografia di Carlo Magno di Genovesi e Toppi, e un’overdose del sempre più surreale e irresistibile Pinky di Mattioli.

C’è anche, come avevo ventilato in un post precedente, la prima “puntata” di un mio nuovo personaggio, Capitan G, un supereroe improbabile quanto pasticcione che spero riesca a strappare più d’un sorriso ai lettori. Quale che sia la loro età. Il character è nato praticamente da solo: padre Stefano Gorla, il nuovo direttore, in occasione di una mia visita in redazione, facendomi vedere le prime prove della piccola “rivoluzione” grafica ora giunta in porto aveva sottolineato che intendeva far rimanere la “G” della testata come elemento caratterizzante, e un paio di giorni più tardi, per le misteriose vie della creazione artistica, quella G ha fatto scattare all’improvviso e senza preavviso (né intenzione cosciente da parte mia) qualche collegamento fra neuroni, così mi sono ritrovato di colpo con l’idea di un piccolo supereroe “del Giornalino” che non poteva chiamarsi che Capitan G, appunto. Ho preso il blocco degli schizzi, e il personaggio è uscito dalla penna al primo colpo!

I problemi sono venuti quando ho provato a scrivere qualche storiella, nella forma della tavola autoconclusiva caratteristica della maggior parte dei fumetti umoristici del settimanale. Non c’era verso… le battute non venivano, o comunque non “funzionavano”. Per un supereroe come Capitan G c’era bisogno di una “narrazione” più ricca di quella consentita dalle sei-otto vignette del panel "one-shot". Mi sono però ricordato che il bravissimo Steve (all’anagrafe Stefano Frassetto) utilizza per il suo esilarante Ippo.it la formula della “storiella” sviluppata in quattro strisce all’interno della singola pagina e ho deciso di adottarla. Con la cadenza della striscia, d’altronde già sperimentata in un numero ormai ragguardevole di volumi, non ho più avuto problemi. Le battute sono venute con facilità, e inventare i “supercattivi” avversari di Capitan G è diventato un gioco divertentissimo! Il risultato di quel parto inaspettato e delle mie successive fatiche, per fortuna, ha convinto anche la redazione che ha accolto con entusiasmo la mia estemporanea creazione. Ora, come sempre, il giudizio passa ai giovani (e meno giovani) lettori!

Capitan G è world © Marcello. Copyright 2009 il Giornalino/Periodici San Paolo.   


giovedì 8 ottobre 2009

Attenti al pollo!

Qualche buon motivo per correre in edicola a comprare il numero di questa settimana de il Giornalino.

Prima di tutto c’è una storia mia (testo, disegni e indicazioni di colore) che giaceva nel cassetto da qualche anno insieme a molti altri materiali accumulati durante la gestione di don Tarzia. Si tratta de “L’invasione dei polli galattici”, un finalino –come chiamano i racconti autoconclusivi nella redazione del settimanale paolino- che mi ero divertito un sacco sia a scrivere che a disegnare e che “riscopro” con piacere e divertimento dopo tanti mesi.

Ma non basta, naturalmente. Anche questo numero, per quanto consente la foliazione, è ricco di contenuti e qualità, cominciando da una surreale storiella dello jacovittiano Cocco Bill per mano di Luca Salvagno, proseguendo con un episodio di Gray Logan, l’affascinante fantasy di Vietti e Bastianoni (colori di Celestininomen omen, è il caso di dire) e concludendo con l’imperdibile riproposta, nell’ambito dei festeggiamenti per gli 85 anni della pubblicazione, di un’avventura del Commissario Spada di Gonano e De Luca. Gente, leggetevelo (perché lo sceneggiatore era bravo e originale) e soprattutto guardatevelo! È una festa per gli occhi. Io ci passerei le ore, sui disegni del grandissimo Gianni. Ma come faceva a fare delle tavole del genere! E quanto diavolo ci metteva a realizzarne una, con quella ricchezza di dettagli, quella raffinatezza di segno-e-disegno, quegli “effetti speciali”… davvero un mostro (ineguagliato) di bravura!

Un altro motivo per comprare e conservare questo numero è che si tratta dell’ultimo del “vecchio corso” tarziano. Padre Stefano Gorla, nuovo direttore dall’estate del 2008, dopo aver già ricalibrato il settimanale quanto a contenuti e cura di redazionali e impaginazione, si appresta finalmente a varare anche il restyling grafico del giornale. Insieme al quale arriveranno ulteriori nuovi personaggi. Compreso il protagonista di una mia serie a strisce… perciò ne riparliamo tra sette giorni esatti!

sabato 3 ottobre 2009

A Roma... con una strip!

Oggi giornalisti, sindacati, mondo della cultura, esponenti dell’opposizione e semplici cittadini preoccupati per la situazione dell’informazione in Italia si ritrovano in piazza del Popolo a Roma per partecipare alla manifestazione organizzata dalla Fnsi in difesa della Libertà di stampa.

Libertà che al momento esiste ancora, nessuno lo nega. Ma in ambiti sempre più ristretti, isolati e, quel che è peggio, quotidianamente minacciati.

Non potendo partecipare di persona, lo faccio idealmente ripubblicando qui una striscia dal fascicolo “Padan il Barbaro” pubblicato da Cartoon Club nel 2004, dunque in tempi purtroppo già ampiamente sospetti.


Padan il Barbaro è world @ Marcello.