lunedì 9 settembre 2019

Riaprono le scuole, che ridere!

Dall'11 settembre in alcune parti d'Italia riaprono le scuole (altrove il 12 o il 16).
Cercate di arrivarci preparati. Se nel programma scolastico ci sono uno o più classici della Letteratura, vi do un consiglio da amico: insieme al libro di testo, procuratevi le versioni a strisce umoristiche.
Moltissimi studenti, prima di voi, l'hanno fatto e in occasione delle mostre di settore vengono a ringraziarmi: "Ho fatto un'interrogazione fantastica!"; "Mentre i miei compagni brancolavano nel buio, io sapevo già tutta la storia!"; "All'esame la professoressa mi ha fatto i complimenti"!
E la cosa più bella è che per prepararsi così bene si erano fatti delle matte risate! Sì, perché leggendo la mia versione a fumetti è stato come passare le ore a sentir raccontare barzellette, ma senza accorgersene avevano imparato (e memorizzato facilmente) trama, personaggi e ambienti dell'opera che avrebbero poi dovuto studiare.
Ecco qui di seguito un rapido elenco dei "graphic bignami" che, negli anni, ho preparato per voi e i vostri figli/figlie.

Presso la Shockdom potete trovare la Divina Commedia, tutto Omero e i Promessi Sposi (anche in versione digitale).







Da Freecom/Cartoon Club trovate invece l'Eneide (con annessa biografia di Virgilio) e la Gerusalemme Liberata.






Se poi sentite ridere, in casa, non vi preoccupate: i ragazzi stanno studiando.




martedì 30 luglio 2019

Letture in vacanza

A luglio vi ho lasciati/e in pace perché ero un po' impegnato. Ora che posso prendermi una mezz'ora di tempo senza sentirmi in colpa, ne approfitto per suggerire qualche lettura a chi andrà in vacanza (al mare, ai monti, in campagna... o a casa propria) nel mese di agosto.


Non posso che cominciare da Dante, investigatore ante litteram insieme a Cecco Angiolieri nel mio primo romanzo giallo:


Nella Siena guelfa del 1286, in casa di Mino Tolomei si svolgono contemporaneamente un amichevole convivio di artisti e un incontro segreto tra i più importanti banchieri cittadini e alcuni personaggi misteriosi. Quando viene ucciso uno degli ospiti, tutto sembra accusare il giovane Cecco Angiolieri, ma l’amico e collega Durante Alighieri detto Dante è convinto della sua innocenza. Tra belle donne, inquietanti cavalieri templari e spietati mercenari, in mezzo a intrighi politici e vendette personali, il ventunenne poeta fiorentino dovrà ricorrere a tutta la sua logica e conoscenza dell’animo umano per cercare la sfuggente verità. Un originale romanzo che unisce Giallo, Storia e Letteratura.

Trovate qui l'edizione cartacea e qui l'ebook.


Se preferite la fantascienza, ecco un'altra lettura divertente quanto appassionante:



In un non lontano futuro, Serge Tillieux è l'unico superstite dell'esplosione del sub-spatier da crociera Itinerus III. Raccolto dai "pirati sociali" del Seattle comandati dall'affascinante Kish, il naufrago torna sulla Terra e scopre che qualcuno vuole ucciderlo per far sparire con lui il segreto che ha portato alla distruzione della nave da crociera. Riuscirà a sfuggire agli spietati sicari solo con l'aiuto della bella piratessa e dell'asociale investigatore privato Max Gross, ma prima dovrà raggiungere il "Pianeta Scomparso" per scoprire la causa di tante morti.

Un originale romanzo di fantascienza incalzante come un thriller.
La vicenda contiene anche il romanzo-nel-romanzo "Darkiller".


Trovate qui sia il volume cartaceo che l'ebook.


Se siete (o siete stati) lettori/lettrici di Zagor, forse troverete invece interessante questa mia "autobiografia professionale" degli anni dedicati allo Spirito con la Scure:


Un'intrigante raccolta di memorie e aneddoti da uno dei più apprezzati sceneggiatori italiani, che si è confrontato con il personaggio dello Spirito con la Scure e i suoi due creatori Sergio Bonelli e Gallieno Ferri per oltre un decennio, e che ha deciso di "vuotare il sacco" attorno alle proprie passioni e curiosità sull'universo narrativo che dal 1961 affascina lettori di tutte le età. In appendice, cinque illustrazioni realizzate da Marcello come documentazione per il disegnatore della storia “Un’impresa disperata”, inizio e fine della lettera di Gianni Bono con le indicazioni di Bonelli per completare una storia da lui iniziata e interrotta dopo quattordici pagine, il testo originale del progetto presentato da Toninelli per un rinnovamento della testata, la copertina e una striscia di ZigZagor , alcune vignette esemplificative dagli albi Zenith Gigante nn.254-255 (e TuttoZagor nn.203-204), il layout di una pagina della sceneggiatura inedita “La porta degli incubi” abbozzata da Marcello per indicare al disegnatore il montaggio delle vignette nella tavola, più l’elenco di tutte le storie realizzate dall'autore toscano, in ordine di scrittura e di pubblicazione (nella serie inedita e nella ristampa TuttoZagor).

Se non la trovate in fumetteria, l'editore sarà felice di spedirvela al volo a casa.



Se preferite letture più impegnative, potrebbe incuriosirvi un saggio che ho scritto con Maila Nosiglia:


All'indomani delle rivoluzioni americana e francese la borghesia delle nascenti repubbliche, per tenere lontana qualsiasi forma di democrazia (ritenuta pericolosa quanto inefficace) e impedire così che il potere appena strappato dalle mani di re e aristocratici finisse nelle mani del popolo, scelsero come sistema di governo quello rappresentativo basato sulle elezioni. Un sistema che produce oligarchie, ma al quale fu quasi subito appiccicato il termine di "democrazia", cioè proprio quello del genere di governo che si era voluto evitare. Da questo equivoco nasce buona parte dei guasti della politica coi quali ci confrontiamo ai nostri giorni: partiti-chiese impegnati in una interminabile guerra per bande per la conquista del potere, politici professionisti interessati solo alla propria carriera, corruzione diffusa, impotenza dei parlamenti e scelte di governo calate dall'alto dal mondo dell'imprenditoria e della finanza si tengono inestricabilmente in un sistema marcio e malato che ha smesso da tempo di dare i pochi, buoni frutti che solo casualmente è stato capace di produrre. è dunque ora di passare ad altre modalità per prendere le decisioni sui problemi che ci riguardano. Non c'è bisogno di inventare niente. La storia ci soccorre con le parole di Aristotele relative al sistema in uso nell'Antica Grecia, cioè il sorteggio: "eleggere è un modo di procedere oligarchico, mentre è democratico tirare a sorte." Ma è possibile applicare alla complessa società moderna questo strumento utilizzato in passato nel ristretto della Città Stato di Atene, in alcuni Comuni italiani, o nelle città spagnole della Corona D'Aragona? Sulla base delle esperienze di James Fishkin, di Terril Bouricious e degli studi di Yves Sintomer e David Van Reybrouck, gli autori di questo esaustivo saggio sostengono di sì. E spiegano come.

Trovate qui l'edizione cartacea e qui (e altrove) l'ebook.



Se invece preferite farvi due sane risate, ecco l'originalissimo "vocabolario" scritto da Piero Battaglia che io ho "commentato" con un bel numero di strisce di Dante:


“Certo che con questo ritmo i libri non si finiscono mai!”, commentava Mafalda (la piccola-grande contestataria protagonista della celebre striscia di Quino) vedendo il padre aprire un dizionario, leggere una riga e riporlo in libreria. Con l'inedito e originale “Nuovocabolario” di Piero Battaglia, questo non sarebbe successo: chiunque ne legge una riga non può infatti far a meno di proseguire la lettura... per scoprire uno dopo l’altro gli scombinati, inattesi, assurdi, divertenti significati nascosti che l’autore di Porlezza (CO) è riuscito a tirar fuori dalle parole che usiamo abitualmente, svelandoci un intero mondo nascosto dietro la facciata ufficiale dei vocaboli certificati dall’Accademia della Crusca.
In questa esilarante opera di decostruzione e reinvenzione, Battaglia è accompagnato dall’amico senese Marcello che, per l’occasione, riporta all’Inferno il padre della nostra lingua, vale a dire Dante Alighieri, naturalmente nella sua celebre versione a fumetti acclamata fin dal 1969 fra edicola, fumetterie e librerie... che qui rivive in nuove 65 strisce inedite.
Un libro sorprendente che piacerà a tutta la famiglia e che non potrete fare a meno di condividere con gli amici per ridere a crepapelle.

Potete procurarvelo in fumetteria o direttamente dall'editore.



Infine, se volete tener buoni un paio d'ore i vostri figli, comprategli Superstrunz (ma potete leggerlo anche voi, eh! E' una lettura buona per tutte le età):

 

In questa esilarante raccolta tutte le avventure dell'unico supereroe scatologico nell'intera storia del fumetto mondiale, nato dalla sfrenata fantasia di Marcello per il primo e unico numero della "rivista in scatola" Fritto Misto nel 1987 e proseguito su Fumo di China e poi in albi spillati per le ormai disciolte Edizioni Foxtrot.
Per ragazzi dai 7 ai 77 anni, dato che Toninelli avverte: «Se i più giovani si divertiranno alle disavventure scatologiche dello scombinato supereroe, le numerose citazioni fumettistico-cinematografiche e i diversi richiami storico-politici aggiungono altri livelli di lettura che rendono la lettura interessante anche per gli adulti».


Se questi suggerimenti non vi bastano, date un'occhiata a questo "riassunto" dei miei lavori.


E se non vi vanno bene neanche questi... andate a fare un bagno!



martedì 23 luglio 2019

La targa di Rimini(comix)

Eh, sì, mi hanno dato un altro premio.



Si è conclusa domenica 21 luglio l'edizione 2019 di Riminicomix, l'originale manifestazione che ormai da più di vent'anni accoglie in estate appassionati e vacanzieri all'insegna del fumetto, dell'animazione e del cosplay. Senza far pagare un centesimo per girare tra gli stand o visitare le mostre. Quest'anno, oltre a quella dedicata ai miei 50 anni di professione sempre al fianco di Dante, ce n'erano per i 70 della testata Topolino in versione libretto, per l'opera di Andrea Romoli, per le storie di Casty e Bonfatti "da Cattivik a Topolino" e, la più sorprendente di tutte, quella organizzata certosinamente da Davide Marchi, "Comicsgames, contaminazioni tra fumetti e videogame", tutte al Museo della Città, mentre all'Augeo Art Space erano esposti i lavori di Antonio Lapone, "Time after time", e alla Palazzina Roma le dodici opere andate a costituire il calendario 2019 della Polizia di Stato.





(Qui sopra, dall'alto in basso, l'ingresso del Museo, "l'introduzione" alla mia mostra,
e il sottoscritto che si gode i bei disegni di Andrea Romoli nella mostra a lui dedicata)

Per l'elenco degli incontri che si sono svolti nei quattro giorni dell'evento, vi basterà dare un'occhiata sul sito di Riminicomix, dove potrete soddisfare eventuali altre curiosità. Certo, non ci troverete le performance da prestidigitatore di Alfredo Castelli: per quelle bisognava essere presenti al suo incontro coi fan (o guardarsi il video dello streaming).
Quanto alla cronaca delle giornate, per quello che mi riguarda sono state particolarmente piacevoli e fruttuose. Piacevoli perché ho rivisto molti amici e colleghi (e pure un po' di lettori). Oggi si resta sempre in contatto grazie ai benedetti-maledetti social, ma il piacere di scherzare mentre, fianco a fianco, si disegna per gli appassionati (davvero di tutte le età) in occasione delle mattinate dei "Fumetti on the Beach", beh, è tutta un'altra cosa. E non sono molte le fiere di fumetto che consentono di "stare tra amici" in modo così continuato e rilassato.







(Dall'alto in basso, nelle foto di Maddalena De Marzo: 1) Andrea Romoli, disegna per i fan al bagno 26 per il tradizionale "Fumetti on the Beach"; 2) un'inquadratura degli autori al lavoro per soddisfare i lettori: ci sono anch'io, piccolo piccolo, di spalle, con la maglietta nera, che disegno danti "lunari" per la doppia ricorrenza dei 50 anni del personaggio e dello sbarco sulla luna; 3) qui mi si vede meglio; 4) finalmente è ora di pranzo... ma il piatto piange!)

E fruttuosa perché questa edizione è stata anche l'occasione per un breve ma fecondissimo braistorming con i responsabili della sezione editoriale per parlare del futuro di Fumo di China, Annuario del Fumetto e tutte altre pubblicazioni di Freecom/Cartoon Club. Per quanto posso, ho contribuito volentieri con la mia esperienza, e le idee non sono mancate. Nei mesi e negli anni a venire vedremo quanti dei semi piantati riusciranno a dare frutti.



(Da sinistra a destra, Marco Grasso, Laura Scarpa e il direttore di Fumo di China Loris Cantarelli)

E poi, a sorpresa, è arrivato il premio, come dicevo. A sorpresa perché, per quanto ne sapevo, la manifestazione assegna solo due premi: quello relativo alla "Fede a strisce" (quest'anno l'ha vinto la giovanissima Astrid con "La conversione di San Francesco"; da vecchietto quale sono ho seguito con grande tenerezza la consegna del premio, con la ragazza che cercava di essere all'altezza della cerimonia parlando in tono "professionale", ma alla fine non è riuscita a trattenere un toscanissimo "ganza", parlando della sua opera), e quello per la saggistica sui fumetti, vinto da "Come è bella l'avventura" di (e su) Mino Milani. Per quest'ultima categoria è stata decisa anche una menzione speciale a "Protofantascienza italiana". Per la Fondazione Rosellini che l'ha pubblicato lo ha ritirato Franco Spiritelli. Essendo stato informato della sua presenza, quando mi hanno chiesto di essere presente alla cerimonia ho pensato che volessero far consegnare a me il premio, vista la lunga amicizia che mi lega a Spiri e gli anni di lavoro spalla a spalla quando ero l'editore di Fumo di China. Invece ho scoperto che ogni tanto assegnano anche dei premi speciali, e sono stato il primo a essere chiamato sul palco per ritirare quello hanno deciso di darmi "alla carriera" per i cinquant'anni di professione.






(La consegna del premio... in due tempi, perché quando mi hanno chiamato sul palco a inizio cerimonia le targhe non erano ancora arrivate)

Che dire? Più di vent'anni fa, diventato impossibile per me e i miei soci continuare a occuparci di FdC, avevamo messo la testata sul mercato e tra le offerte ricevute avevamo scelto quella dei ragazzi di Cartoon Club, che già collaboravano con la rivista e dunque garantivano una totale continuità. La scelta si è rivelata felicissima, visto che dopo tanto tempo Fumo di China e l'Annuario del Fumetto sono ancora in edicola, cresciuti in qualità e autorevolezza. Ricevere un riconoscimento dalla banda dei riminesi, dunque, è per me un piacere doppio: perché viene da vecchi amici e da sinceri appassionati delle nuvole parlanti. Due volte grazie, perciò.  


(Alcuni degli ospiti della manifestazione al pranzo "ufficiale", da Massimo Bonfatti a Oscar Scalco, da Giovanni Freghieri ad Anna Lazzarini)



lunedì 24 giugno 2019

Presidente di mezzo mondo




Tranquilli, non ho sogni dittatoriali su metà delle terre emerse!

Il titolo di questo post si riferisce al compito di Presidente di Giuria che mi è stato chiesto di svolgere per la sesta edizione di CànevaRide, concorso internazionale di fumetti-vignette-illustrazioni. Il tema di quest'anno era "Tale il padre, tale il figlio". E come i due organizzatori dell'evento, Mario Zorzetto e Vincenzo Bottecchia, hanno scoperto negli anni, già trovare un tema che vada bene - e sia comprensibile - per culture diverse è un problema non da ridere. Infatti siamo abituati a dare per scontato che modi di dire, proverbi e concetti siano universali, ma non è assolutamente così. Già qualche anno fa, con "Fortuna e sfortuna" hanno scoperto che se nella cultura occidentale i numeri "portasfortuna" sono di zona in zona il 13 e il 17, nel mondo arabo non è così. Trovando un altro numero che ricorreva in molte vignette provenienti da paesi musulmani, sono dovuti ricorrere a internet per scoprire il mistero e verificare così che per gli arabi il numero sfigato è un altro.

Per parte mia ho cercato di fare il possibile, essendo la prima volta in assoluto che mi trovavo a dover valutare i risultati di un concorso di tale livello. Confesso che senza Vincenzo e Mario non ce l'avrei fatta: da autore, tendevo a privilegiare il puro lato tecnico, cioò qualità del disegno, efficacia della "battuta". Loro mi hanno aiutato a prendere la strada giusta, e insieme agli altri giurati siamo riusciti - credo - a scegliere le tre opere migliori, ragionando insieme sulle motivazioni che ci hanno condotto a tale scelta. Poi, da scribacchino, è toccato a me, metterle nero su bianco. Ed eccole qui, le opere vincitrici della 
6°edizione di Càneva Ride "Tale il padre, tale il figlio", premio Toni Zampol, concorso internazionale di satira di costume promosso da Pro castello Càneva, Comune di Càneva, Associazione Culturale Màcheri.


1° premio ad Affonso Alisson,  per aver realizzato un'opera amara di grande bellezza ed efficacia, rappresentando – simbolizzata nelle figure dei pesci – un'umanità condannata a inseguire di padre in figlio le esche che la Società gli lancia, prima per soddisfare bisogni reali necessari alla sopravvivenza e poi, superati quelli, bisogni immateriali e spesso utili solo allo spietato meccanismo consumistico.


2° premio a Kowalska Wieczorek Izabela, per aver concepito una illustrazione di taglio satirico di buona qualità sia per quello che attiene al contenuto che alla realizzazione grafica, aderendo al tema della continuità di scelte rappresentata dal bianco dei costumi comune alle due generazioni, ma superandolo regalandoci un messaggio di speranza nel passaggio dall'appartenenza a un'organizzazione basata sull'odio e la divisione, alla comune adesione delle nuove generazioni al messaggio d'amore diffuso da un immaginario universalmente condiviso.


3° premio a Mello Silvano per aver allargato, unico tra i partecipanti, il tema della continuità generazionale a tre diverse età che, nelle differenti modalità che la tecnica ha messo loro a disposizione d'epoca in epoca, condividono l'identica volontà di comunicare amore, e aver espresso questo concetto in un disegno di ottima qualità tecnica e immediatezza empatica.


Per correttezza di cronaca, mi corre l'obbligo di elencare i componenti dell'intera giuria che si è dovuta districare tra 172 opere di 94 autori di 25 nazioni diverse: il sottoscritto, fumettista umoristico, Presidente della Giuria; Pietro Francesco Manfè per la Pro Castello di Càneva; Mario Zorzetto per gli eredi Toni Zampol; Vincenzo Bottecchia, operatore culturale del fumetto; Giancarlo Rupolo, Fotografo.

Al momento di scegliere le opere migliori, naturalmente, non abbiamo badato né alla nazionalità né al sesso degli autori, ma solo alla bontà del lavoro. A scelte fatte ci siamo resi conto che i lavori vincenti erano opera di due brasiliani e una polacca.


 

domenica 2 giugno 2019

Morire di fumetto


L'annuncio da parte di  François Schuiten del suo abbandono del fumetto ha riportato con forza sul tavolo della discussione il tema: è ancora possibile vivere di fumetto?
Se ne occupa, tra gli altri il sito francese ActuaLitté, cominciando a fornire qualche dato: ci informa che per il 2019, grazie all'uscita di un nuovo Asterix, si attende una buona "annata" per la BéDé, ma già il 2018 con 44 milioni di volumi venduti e un giro d'affari di 510 milioni di euro aveva registrato una crescita del 2,5%. Che non sia tutto oro quello che luccica lo dimostrano però i crescenti lamenti da parte degli autori, perché se gli editori tengono botta (non ci scordiamo che nel conto ci sono anche le vendite di materiali esteri, dai manga ai comics), è per sceneggiatori e disegnatori che diventa sempre più difficile vivere di fumetto.


Infatti, a parte una manciata di nomi chiamati a scrivere e illustrare serie di grande successo come il citato Asterix o Blake e Mortimer, la maggior parte dei volumi fatica a vendere un numero di copie sufficiente a ripagare i mesi o gli anni di lavoro impiegati dagli autori per realizzarli. Lo stesso Schuiten ha sì dichiarato che intende smettere di fare fumetti perché ritiene di aver detto ormai tutto quello che aveva da dire nel settore e vuole gettarsi in nuove sfide, ma dice anche che gli occorrono "tre anni per completare un progetto" e non è facile trovare chi ti finanzia tanto lavoro per un volume, e aggiunge di aver fatto a lungo in passato lo scenografo per pagarsi il lavoro d'autore: "un  lavoro che mi permetteva di ritagliarmi il tempo di creazione". E aggiunge: "Del finanziamento della creazione parliamo tantissimo tra noi autori. E' sempre più difficile farne un mestiere. Perciò, sì, questo problema mi tocca: è ancora possibile immaginare dei progetti fuori dalle serie che hanno una propria notorietà? Come si può arrivare a finanziare decentemente i necessari anni di lavoro? Nel mio caso di disegnatore realistico questo implica documentazione, ricerche... ed è estremamente complicato."


Enrico Marini afferma invece (e sorride dicendo che questo non gli procurerà degli amici) di guadagnare molto bene con la BéDé. Impiega 7-8 mesi a fare un volume, massimo un anno, ma ammette che se dovesse fare un volume di Blake e Mortimer, con tutti i dettagli che lo stile di Jacobs richiede, ci metterebbe anche lui quattro anni. E confessa che non ne avrebbe davvero la pazienza!


Il dibattito (che si è svolto in occasione della Giornata Professionale nel contesto della 24esima edizione del Rendez Vous de la BD d'Amiens) ha continuato a girare intorno a questo punto: certo, una maggiore velocità d'esecuzione migliora le possibilità di far quadrare i conti per editori e autori, ma non risolve il problema del valore del tempo di creazione. Denis Bajram taglia corto: è sempre più difficile vivere di fumetto. Le vendite calano in tutto il mondo mentre la quantità di lavoro per gli autori aumenta, non fosse che per la necessità di doversi  ormai far carico anche della promozione. E, aggiungo io, per il fatto che dovendo fornire all'editore un file pronto per la stampa, è a nostro carico anche quello che un tempo era il lavoro del fotolitista.


Marini riconosce che accelerare il ritmo può non essere la giusta risposta, e che occorre dunque fare un altro lavoro: nella pubblicità, nel campo dell'illustrazione o addirittura per il cinema. E poi scherza: "Si può anche prendere in considerazione lo strip-tease. Ma se si ama questo mestiere, servono dei sacrifici". Aggiunge Yves Schlirf, direttore generale aggiunto della Dargaud Benelux che ha pubblicato il Batman di Marini: "Il fumetto non è un mestiere in sé. Lo diventa quando si vende. Come per la letteratura: mia moglie scrive romanzi e riceve un acconto di 1500 euro. Ma se vende 1500 copie, non è che il guadagno sia straordinario".

"Ormai servirà fare un altro mestiere. Non è con i fumetti che si potrà vivere." Sarà per questo che, in Italia, le Scuole di Fumetto si moltiplicano ogni anno? E tutti i nuovi autori sfornati che andranno a fare? Apriranno altre scuole di fumetto? Nel nostro Paese, infatti, la situazione è forse peggiore che in Francia: mentre là il mercato del fumetto funziona ormai da qualche decennio come quello della letteratura e ha perciò trovato un suo equilibrio (almeno dal punto di vista degli editori), da noi fino all'altro ieri gli autori erano abituati a un rapporto para-impiegatizio: lavorando per serie che tenevano bene l'edicola, potevano produrre ogni mese lo stesso numero di pagine e garantirsi così uno "stipendio fisso". Questo è sempre meno possibile, e presto saremo costretti anche noi a contare solo sulle modalità di produzione del settore librario... ma il passaggio, che rischia di essere rapido e traumatico, potrebbe lasciare a spasso diverse centinaia di operatori.

Dobbiamo davvero preparaci a morire di fumetto?



giovedì 23 maggio 2019

Quel gran genio dell'Alberico



Alberico Motta era nato a Monza il 6 ottobre del '37. Autore versatile, ha attraversato tutta l'epoca d'oro del fumetto popolare italiano lasciandovi il segno non trascurabile del suo multiforme geniaccio.

Già a quattordici anni si era presentato a Giuseppe Caregaro, titolare delle Edizioni Alpe, dal quale non ottenne lavoro ma utili consigli. Per l'esordio nel settore ha dovuto attendere ancora qualche anno. Nel '52, quindicenne, entra come redattore grafico part time alla Dardo dove, alternando il lavoro e gli studi di perito industriale, "sistema" tavole di altri autori, impagina e realizza titoli e inserti pubblicitari. Due anni più tardi le sue prime illustrazioni appaiono finalmente sul quindicinale per l'infanzia Cri-Cri. Comincia anche a dedicarsi alle copertine, per la rivista di racconti western El Coyote e per le raccolte de Il grande Blek.



E' l'inizio di una attività frenetica che lo vede lavorare su testate come Chicchirichì, Cucciolo, Tiramolla, Geppo, Nonna Abelarda, Tom & Jerry, Felix, Chico, la tedesca Fix und Foxy e Topolino. Quando sul finire degli anni Settanta i robottoni giapponesi invadono gli schermi dei televisori italiani, Motta si inventa Big Robot, se non l'unico prodotto similare realizzato in Italia, sicuramente il più originale e longevo, recentemente ripubblicato da Kappalab.





L'autore monzese non era un cesellatore di vignette. Non gli interessava produrre tavole ricche di particolari e "artisticamente" strabilianti. Al contrario, inseguiva la massima efficacia col minimo sforzo. Da ragazzo, uno dei fumetti che più mi attraevano e incuriosivano era Napoleone Sprint, che appariva su non so più quale testata della Alpe o di Bianconi. Il protagonista era una versione moderna del Napoleone storico alle prese coi problemi del traffico moderno. Quello che mi affascinava in quei brevi episodi era il contrasto tra i personaggi realizzati nella maniera più umoristicamente sintetica che si possa immaginare, e le automobili (Napoleone guidava una Fiat Cinquecento) realizzate invece con proporzioni e dettagli assolutamente realistici. All'epoca non sapevo il nome dell'autore di quelle strane storielle, e solo molti anni dopo scoprii che fra i tremila tipi esistenti di "trasferibili" professionali (i caratteri usati per fare i titoli, prima che il computer spazzasse via l'intero comparto industriale, così come i "puntini" che permettevano di realizzare i toni di grigio su fumetti come Diabolik, per non citare che uno dei più noti) c'erano anche dei fogli che riproducevano vari tipi di automobili. Ed ecco quel geniaccio di Alberico che, evidentemente ispirato dalla possibilità di riempire pagine e pagine di fumetti lavorando la metà ma ottenendo un prodotto di grande perfezione, si inventa il personaggio che gli permette di sfruttare al meglio questo trucco. Regalando a noi lettori un protagonista fantozziano che, alla guida della sua utilitaria, si trasforma psicologicamente in un "imperatore" della strada, prepotente e collerico. E insieme un non banale spaccato sociologico dell'Italia dell'epoca. (Qui sotto una versione tarda di Napoleone Sprint, col personaggio più "realistico" e l'auto - non più una Cinquecento - normalmente disegnata)


Ma Alberico non era soltanto un autore di fumetti per ragazzi, più o meno belli, più o meno conosciuti. Era piuttosto uno di quei rari autori "pensanti" sempre alla ricerca di nuove sfide, di idee che uscivano dal tranquillo corso dei fiumi dell'editoria mainstream e creavano rivi capaci di scavarsi percorsi diversi, magari tortuosi, forse destinati a fare poca strada, ma comunque ridisegnando la geografia del settore. In questo senso, il suo lavoro più personale è sicuramente la rivista SuperGames (poi diventata Supergiochi) per la Mondadori. Un prodotto editoriale totalmente ideato e realizzato da Motta che ci ha riversato tutto il suo gusto per il colore, l'inventiva per i giochi... e qualche scorciatoia (come le foto "solarizzate" per farle sembrare disegni) per fare in fretta, tanto per non perdere le buone abitudini.







All'epoca avevo avuto il pacere di conoscerlo, collaborando allo stesso studio milanese per il quale realizzava anche illustrazioni di albi da colorare per l'infanzia. Dove, abituato a lavorare con l'abituale fretta, senza documentazione e riflettendo poco su quello che disegnava, buttò giù una diligenza con la "carrozzeria" di un'automobile, intagli per le ruote compresi. Quando glielo feci notare se ne stupì. E naturalmente non si preoccupò minimamente di rifare il disegno. Come credo non abbia mai corretto il Topolino camminante che aveva disegnato con braccio e gamba avanti dallo stesso lato del corpo. Quando gli feci notare (sì, lo so, sono sempre stato un "maestrino" rompicoglioni) che quando si cammina se si porta avanti la gamba destra si porta avanti il braccio sinistro e viceversa, si stupì ancora di più: non ci aveva mai fatto caso.



Insieme abbiamo passato molte giornate allegre, e ancora più allegramente abbiamo condiviso più volte la tavola nell'intervallo del pranzo insieme agli altri collaboratori dello studio. Alberico era il classico "compagnone", capace di stare festosamente in compagnia anche coi colleghi più giovani. Se io mi sono permesso di "correggergli" un paio di errori, da lui ho avuto molto di più: vederlo lavorare in redazione era una continua fonte d'apprendimento. Conosceva tutti i passaggi tecnici della preparazione di un giornale, e li svolgeva con pari rapidità ed efficacia. Mi sono tornati tutti utilissimi quando, qualche anno più tardi, mi sono improvvisato editore.

Dopo che ho interrotto la collaborazione con lo studio, ci siamo persi di vista. L'ho risentito qualche anno fa, "ritrovato" su uno dei tanti social che collegano le persone in tutto il mondo (credo si trattasse di LinkedIn, in questo caso). Ci siamo scambiati un paio d'email; ho così scoperto che da qualche tempo si occupava soprattutto di pubblicità con un'agenzia che aveva aperto col figlio, poi siamo tornati alle nostre occupazioni quotidiane e non ci siamo più sentiti. Oggi ho saputo che, all'età di 81 anni, se n'è andato per sempre.