giovedì 24 ottobre 2019

Un bilancio positivo

Con questo libro, metto il punto a cinquant'anni di professione.



Si tratta di un traguardo di tutto rispetto, e penso che qualunque autore potrebbe ritenersi soddisfatto e appagato della gran mole di cose fatte nei dieci lustri d'attività: ho certosinamente elencato in appendice al volume tutti i lavori realizzati durante questo arco temporale. Confesso che mi meraviglio io stesso d'aver fatto tante e differenti cose.


Naturalmente nel volume non c'è solo quell'elenco. Per festeggiare tanto tempo passato in mezzo ai fumetti, ho pensato di raccogliere gli articoli più significativi scritti in questo periodo: riflessioni, ricordi, analisi e recensioni. Ho corretto, aggiornato e integrato tutti i pezzi apparsi su riviste come fox trot!, Fumo di China, Annuario del Fumetto o, online, in questo blog e su Giornale Pop. Ci ho aggiunto altri capitoli, fra cui quello - piuttosto lungo e articolato - che apre il libro, sull'uso della didascalia.


A corredo dei testi, ho aggiunto un gran numero di illustrazioni grandi e piccole (e anche piccolissime), qualcuna tratta dal Diario G del 1996 che celebrava i 100 anni del Fumetto, ma la maggior parte realizzate appositamente per il volume.


In chiusura ho inserito un portfolio di tavole a fumetti, illustrazioni e strisce umoristiche, a cominciare dalle dodici di Pier Giorgio che mi fecero da apripista su Off Side (furono pubblicate sulla Pagina dei Lettori) per il debutto del mio Dante. Col fallimento della casa editrice le strisce sparirono, e le ho ridisegnate per questa occasione: se lo meritavano! Ci sono anche le prime tavole di un volume per l'editore Paquet che rinunciai a realizzare, e le due - mai viste! - di Blake e Mortimer che mi furono commissionate da un'agenzia letteraria internazionale.


Insomma, credo che i motivi d'interesse per questo tomo da 256 pagine siano più d'uno. Oltre a portarlo alle (non molte) fiere del fumetto a cui parteciperò nei prossimi mesi, sto prendendo contatti in questi giorni per la distribuzione nelle fumetterie, ma se la cosa non andasse in porto sarà comunque acquistabile con un clic su Amazon o, se preferite, con bonifico direttamente dall'editore (senza spese di spedizione) scrivendo a: onlineditasca@gmail.com  



venerdì 18 ottobre 2019

Ricomincio da cinquanta


Con la pubblicazione del libro (50 anni con) "La testa tra le nuvolette" - ne parlo qui - ho ufficialmente chiuso un lunghissimo periodo della mia vita e della carriera professionale.
I cinquant'anni al servizio del fumetto mi hanno procurato quest'anno anche due premi, quello di Lucca Collezionando e quello di Cartoon Club.
Per iniziare i prossimi anni da fumettista, quanti che siano, il premio più bello arriva però ancora da Cartoon Club (per conto di Freecom).
In occasione dell'ultima Riminicomix, con Paolo Guiducci e Loris Cantarelli, ci siamo ritagliati un paio d'ore di brainstorming per ragionare su come affrontare le sfide che l'attuale crisi dell'editoria e le novità tecnologiche pongono a chi lavora nel settore. L'incontro è stato quanto mai proficuo. Le idee non sono mancate e più d'un progetto è stato messo in cantiere. I frutti si vedranno nei prossimi mesi.
Il primo però è già maturato, e porta il nome di Fritto Misto, lo stesso della pazza "rivista in scatola" che mi ero inventato con gli amici Paolo Di Pietrantonio e Stefano Casini negli anni Ottanta (ne ho parlato qui).



Come ho spiegato in un'intervista su Fumo di China di questo mese (è il n. 291, in arrivo nelle edicole in questi giorni; non perdetevelo: è, come sempre, un numero ricchissimo per chi ama i fumetti), con l'età ho capito che per il mio carattere il massimo della felicità professionale è poter curare una pubblicazione "minestrone" dove buttar dentro ogni volta quello che c'è nel frigo (cioè nella mia testa sempre in ebollizione e nei miei cassetti). E mi sono ricordato di aver già concepito una rivistina del genere, appunto Fritto Misto... anche se all'epoca eravamo in più d'uno a lavorarci.
Così, qualche mese fa ho messo insieme un numero "di prova" con materiali che avevo nel cassetto e ho spedito il mio progetto agli editori potenzialmente interessati. Il primo ad accogliere la proposta è stato Cartoon Club/Freecom, perciò questa estate abbiamo messo a punto i dettagli tecnici (posizionando la pubblicazione, per prezzo e formato, nel segmento occupato dallo Scottecs Megazine di Sio... anche se io non ho certo le sue legioni di followers) e adesso, dopo più di trent'anni, Fritto Misto torna in edicola. Consapevoli delle difficoltà che tutto il settore sta vivendo, abbiamo privilegiato i contenuti facendo un albo a basso costo di realizzazione ma, spero, ad alto tasso di divertimento. Ci direte (anzi, dimostrerete) voi se è stata una scelta giusta.

Avete visto sopra la copertina. Qui sotto, ecco un assaggio dei contenuti:
- si comincia con una parodia "in salsa gay" dell'Uomo Ragno; un episodio completo di 42 pagine;




- si prosegue con quello che rischia di essere il mio lavoro più impegnativo di sempre: DIO, la Bibbia a fumetti;



- ...e poi strisce già apparse qua e là ma poco viste come Tinì Trantran e l'orchetto Orki, qualche vignetta, una spruzzata di testi redazionali e, dulcis in fundo (che più in fundo non si può: l'abbiamo messo in quarta di copertina!) un mio nuovo personaggio, il Vecchio. Al quale spero di non somigliare mai.



Che altro dire? Se vi ho incuriosito abbastanza, fate un salto in edicola o in fumetteria con un paio di monete da due euro in mano... e buon divertimento.

Dati tecnici della pubblicazione:
Trimestrale
F.to 15x21 cm.
Spillato
64 pagine in B/N più copertina a colori
€ 4.00



Per l'acquisto online direttamente dall'editore:


lunedì 9 settembre 2019

Riaprono le scuole, che ridere!

Dall'11 settembre in alcune parti d'Italia riaprono le scuole (altrove il 12 o il 16).
Cercate di arrivarci preparati. Se nel programma scolastico ci sono uno o più classici della Letteratura, vi do un consiglio da amico: insieme al libro di testo, procuratevi le versioni a strisce umoristiche.
Moltissimi studenti, prima di voi, l'hanno fatto e in occasione delle mostre di settore vengono a ringraziarmi: "Ho fatto un'interrogazione fantastica!"; "Mentre i miei compagni brancolavano nel buio, io sapevo già tutta la storia!"; "All'esame la professoressa mi ha fatto i complimenti"!
E la cosa più bella è che per prepararsi così bene si erano fatti delle matte risate! Sì, perché leggendo la mia versione a fumetti è stato come passare le ore a sentir raccontare barzellette, ma senza accorgersene avevano imparato (e memorizzato facilmente) trama, personaggi e ambienti dell'opera che avrebbero poi dovuto studiare.
Ecco qui di seguito un rapido elenco dei "graphic bignami" che, negli anni, ho preparato per voi e i vostri figli/figlie.

Presso la Shockdom potete trovare la Divina Commedia, tutto Omero e i Promessi Sposi (anche in versione digitale).







Da Freecom/Cartoon Club trovate invece l'Eneide (con annessa biografia di Virgilio) e la Gerusalemme Liberata.






Se poi sentite ridere, in casa, non vi preoccupate: i ragazzi stanno studiando.




martedì 30 luglio 2019

Letture in vacanza

A luglio vi ho lasciati/e in pace perché ero un po' impegnato. Ora che posso prendermi una mezz'ora di tempo senza sentirmi in colpa, ne approfitto per suggerire qualche lettura a chi andrà in vacanza (al mare, ai monti, in campagna... o a casa propria) nel mese di agosto.


Non posso che cominciare da Dante, investigatore ante litteram insieme a Cecco Angiolieri nel mio primo romanzo giallo:


Nella Siena guelfa del 1286, in casa di Mino Tolomei si svolgono contemporaneamente un amichevole convivio di artisti e un incontro segreto tra i più importanti banchieri cittadini e alcuni personaggi misteriosi. Quando viene ucciso uno degli ospiti, tutto sembra accusare il giovane Cecco Angiolieri, ma l’amico e collega Durante Alighieri detto Dante è convinto della sua innocenza. Tra belle donne, inquietanti cavalieri templari e spietati mercenari, in mezzo a intrighi politici e vendette personali, il ventunenne poeta fiorentino dovrà ricorrere a tutta la sua logica e conoscenza dell’animo umano per cercare la sfuggente verità. Un originale romanzo che unisce Giallo, Storia e Letteratura.

Trovate qui l'edizione cartacea e qui l'ebook.


Se preferite la fantascienza, ecco un'altra lettura divertente quanto appassionante:



In un non lontano futuro, Serge Tillieux è l'unico superstite dell'esplosione del sub-spatier da crociera Itinerus III. Raccolto dai "pirati sociali" del Seattle comandati dall'affascinante Kish, il naufrago torna sulla Terra e scopre che qualcuno vuole ucciderlo per far sparire con lui il segreto che ha portato alla distruzione della nave da crociera. Riuscirà a sfuggire agli spietati sicari solo con l'aiuto della bella piratessa e dell'asociale investigatore privato Max Gross, ma prima dovrà raggiungere il "Pianeta Scomparso" per scoprire la causa di tante morti.

Un originale romanzo di fantascienza incalzante come un thriller.
La vicenda contiene anche il romanzo-nel-romanzo "Darkiller".


Trovate qui sia il volume cartaceo che l'ebook.


Se siete (o siete stati) lettori/lettrici di Zagor, forse troverete invece interessante questa mia "autobiografia professionale" degli anni dedicati allo Spirito con la Scure:


Un'intrigante raccolta di memorie e aneddoti da uno dei più apprezzati sceneggiatori italiani, che si è confrontato con il personaggio dello Spirito con la Scure e i suoi due creatori Sergio Bonelli e Gallieno Ferri per oltre un decennio, e che ha deciso di "vuotare il sacco" attorno alle proprie passioni e curiosità sull'universo narrativo che dal 1961 affascina lettori di tutte le età. In appendice, cinque illustrazioni realizzate da Marcello come documentazione per il disegnatore della storia “Un’impresa disperata”, inizio e fine della lettera di Gianni Bono con le indicazioni di Bonelli per completare una storia da lui iniziata e interrotta dopo quattordici pagine, il testo originale del progetto presentato da Toninelli per un rinnovamento della testata, la copertina e una striscia di ZigZagor , alcune vignette esemplificative dagli albi Zenith Gigante nn.254-255 (e TuttoZagor nn.203-204), il layout di una pagina della sceneggiatura inedita “La porta degli incubi” abbozzata da Marcello per indicare al disegnatore il montaggio delle vignette nella tavola, più l’elenco di tutte le storie realizzate dall'autore toscano, in ordine di scrittura e di pubblicazione (nella serie inedita e nella ristampa TuttoZagor).

Se non la trovate in fumetteria, l'editore sarà felice di spedirvela al volo a casa.



Se preferite letture più impegnative, potrebbe incuriosirvi un saggio che ho scritto con Maila Nosiglia:


All'indomani delle rivoluzioni americana e francese la borghesia delle nascenti repubbliche, per tenere lontana qualsiasi forma di democrazia (ritenuta pericolosa quanto inefficace) e impedire così che il potere appena strappato dalle mani di re e aristocratici finisse nelle mani del popolo, scelsero come sistema di governo quello rappresentativo basato sulle elezioni. Un sistema che produce oligarchie, ma al quale fu quasi subito appiccicato il termine di "democrazia", cioè proprio quello del genere di governo che si era voluto evitare. Da questo equivoco nasce buona parte dei guasti della politica coi quali ci confrontiamo ai nostri giorni: partiti-chiese impegnati in una interminabile guerra per bande per la conquista del potere, politici professionisti interessati solo alla propria carriera, corruzione diffusa, impotenza dei parlamenti e scelte di governo calate dall'alto dal mondo dell'imprenditoria e della finanza si tengono inestricabilmente in un sistema marcio e malato che ha smesso da tempo di dare i pochi, buoni frutti che solo casualmente è stato capace di produrre. è dunque ora di passare ad altre modalità per prendere le decisioni sui problemi che ci riguardano. Non c'è bisogno di inventare niente. La storia ci soccorre con le parole di Aristotele relative al sistema in uso nell'Antica Grecia, cioè il sorteggio: "eleggere è un modo di procedere oligarchico, mentre è democratico tirare a sorte." Ma è possibile applicare alla complessa società moderna questo strumento utilizzato in passato nel ristretto della Città Stato di Atene, in alcuni Comuni italiani, o nelle città spagnole della Corona D'Aragona? Sulla base delle esperienze di James Fishkin, di Terril Bouricious e degli studi di Yves Sintomer e David Van Reybrouck, gli autori di questo esaustivo saggio sostengono di sì. E spiegano come.

Trovate qui l'edizione cartacea e qui (e altrove) l'ebook.



Se invece preferite farvi due sane risate, ecco l'originalissimo "vocabolario" scritto da Piero Battaglia che io ho "commentato" con un bel numero di strisce di Dante:


“Certo che con questo ritmo i libri non si finiscono mai!”, commentava Mafalda (la piccola-grande contestataria protagonista della celebre striscia di Quino) vedendo il padre aprire un dizionario, leggere una riga e riporlo in libreria. Con l'inedito e originale “Nuovocabolario” di Piero Battaglia, questo non sarebbe successo: chiunque ne legge una riga non può infatti far a meno di proseguire la lettura... per scoprire uno dopo l’altro gli scombinati, inattesi, assurdi, divertenti significati nascosti che l’autore di Porlezza (CO) è riuscito a tirar fuori dalle parole che usiamo abitualmente, svelandoci un intero mondo nascosto dietro la facciata ufficiale dei vocaboli certificati dall’Accademia della Crusca.
In questa esilarante opera di decostruzione e reinvenzione, Battaglia è accompagnato dall’amico senese Marcello che, per l’occasione, riporta all’Inferno il padre della nostra lingua, vale a dire Dante Alighieri, naturalmente nella sua celebre versione a fumetti acclamata fin dal 1969 fra edicola, fumetterie e librerie... che qui rivive in nuove 65 strisce inedite.
Un libro sorprendente che piacerà a tutta la famiglia e che non potrete fare a meno di condividere con gli amici per ridere a crepapelle.

Potete procurarvelo in fumetteria o direttamente dall'editore.



Infine, se volete tener buoni un paio d'ore i vostri figli, comprategli Superstrunz (ma potete leggerlo anche voi, eh! E' una lettura buona per tutte le età):

 

In questa esilarante raccolta tutte le avventure dell'unico supereroe scatologico nell'intera storia del fumetto mondiale, nato dalla sfrenata fantasia di Marcello per il primo e unico numero della "rivista in scatola" Fritto Misto nel 1987 e proseguito su Fumo di China e poi in albi spillati per le ormai disciolte Edizioni Foxtrot.
Per ragazzi dai 7 ai 77 anni, dato che Toninelli avverte: «Se i più giovani si divertiranno alle disavventure scatologiche dello scombinato supereroe, le numerose citazioni fumettistico-cinematografiche e i diversi richiami storico-politici aggiungono altri livelli di lettura che rendono la lettura interessante anche per gli adulti».


Se questi suggerimenti non vi bastano, date un'occhiata a questo "riassunto" dei miei lavori.


E se non vi vanno bene neanche questi... andate a fare un bagno!



martedì 23 luglio 2019

La targa di Rimini(comix)

Eh, sì, mi hanno dato un altro premio.



Si è conclusa domenica 21 luglio l'edizione 2019 di Riminicomix, l'originale manifestazione che ormai da più di vent'anni accoglie in estate appassionati e vacanzieri all'insegna del fumetto, dell'animazione e del cosplay. Senza far pagare un centesimo per girare tra gli stand o visitare le mostre. Quest'anno, oltre a quella dedicata ai miei 50 anni di professione sempre al fianco di Dante, ce n'erano per i 70 della testata Topolino in versione libretto, per l'opera di Andrea Romoli, per le storie di Casty e Bonfatti "da Cattivik a Topolino" e, la più sorprendente di tutte, quella organizzata certosinamente da Davide Marchi, "Comicsgames, contaminazioni tra fumetti e videogame", tutte al Museo della Città, mentre all'Augeo Art Space erano esposti i lavori di Antonio Lapone, "Time after time", e alla Palazzina Roma le dodici opere andate a costituire il calendario 2019 della Polizia di Stato.





(Qui sopra, dall'alto in basso, l'ingresso del Museo, "l'introduzione" alla mia mostra,
e il sottoscritto che si gode i bei disegni di Andrea Romoli nella mostra a lui dedicata)

Per l'elenco degli incontri che si sono svolti nei quattro giorni dell'evento, vi basterà dare un'occhiata sul sito di Riminicomix, dove potrete soddisfare eventuali altre curiosità. Certo, non ci troverete le performance da prestidigitatore di Alfredo Castelli: per quelle bisognava essere presenti al suo incontro coi fan (o guardarsi il video dello streaming).
Quanto alla cronaca delle giornate, per quello che mi riguarda sono state particolarmente piacevoli e fruttuose. Piacevoli perché ho rivisto molti amici e colleghi (e pure un po' di lettori). Oggi si resta sempre in contatto grazie ai benedetti-maledetti social, ma il piacere di scherzare mentre, fianco a fianco, si disegna per gli appassionati (davvero di tutte le età) in occasione delle mattinate dei "Fumetti on the Beach", beh, è tutta un'altra cosa. E non sono molte le fiere di fumetto che consentono di "stare tra amici" in modo così continuato e rilassato.







(Dall'alto in basso, nelle foto di Maddalena De Marzo: 1) Andrea Romoli, disegna per i fan al bagno 26 per il tradizionale "Fumetti on the Beach"; 2) un'inquadratura degli autori al lavoro per soddisfare i lettori: ci sono anch'io, piccolo piccolo, di spalle, con la maglietta nera, che disegno danti "lunari" per la doppia ricorrenza dei 50 anni del personaggio e dello sbarco sulla luna; 3) qui mi si vede meglio; 4) finalmente è ora di pranzo... ma il piatto piange!)

E fruttuosa perché questa edizione è stata anche l'occasione per un breve ma fecondissimo braistorming con i responsabili della sezione editoriale per parlare del futuro di Fumo di China, Annuario del Fumetto e tutte altre pubblicazioni di Freecom/Cartoon Club. Per quanto posso, ho contribuito volentieri con la mia esperienza, e le idee non sono mancate. Nei mesi e negli anni a venire vedremo quanti dei semi piantati riusciranno a dare frutti.



(Da sinistra a destra, Marco Grasso, Laura Scarpa e il direttore di Fumo di China Loris Cantarelli)

E poi, a sorpresa, è arrivato il premio, come dicevo. A sorpresa perché, per quanto ne sapevo, la manifestazione assegna solo due premi: quello relativo alla "Fede a strisce" (quest'anno l'ha vinto la giovanissima Astrid con "La conversione di San Francesco"; da vecchietto quale sono ho seguito con grande tenerezza la consegna del premio, con la ragazza che cercava di essere all'altezza della cerimonia parlando in tono "professionale", ma alla fine non è riuscita a trattenere un toscanissimo "ganza", parlando della sua opera), e quello per la saggistica sui fumetti, vinto da "Come è bella l'avventura" di (e su) Mino Milani. Per quest'ultima categoria è stata decisa anche una menzione speciale a "Protofantascienza italiana". Per la Fondazione Rosellini che l'ha pubblicato lo ha ritirato Franco Spiritelli. Essendo stato informato della sua presenza, quando mi hanno chiesto di essere presente alla cerimonia ho pensato che volessero far consegnare a me il premio, vista la lunga amicizia che mi lega a Spiri e gli anni di lavoro spalla a spalla quando ero l'editore di Fumo di China. Invece ho scoperto che ogni tanto assegnano anche dei premi speciali, e sono stato il primo a essere chiamato sul palco per ritirare quello hanno deciso di darmi "alla carriera" per i cinquant'anni di professione.






(La consegna del premio... in due tempi, perché quando mi hanno chiamato sul palco a inizio cerimonia le targhe non erano ancora arrivate)

Che dire? Più di vent'anni fa, diventato impossibile per me e i miei soci continuare a occuparci di FdC, avevamo messo la testata sul mercato e tra le offerte ricevute avevamo scelto quella dei ragazzi di Cartoon Club, che già collaboravano con la rivista e dunque garantivano una totale continuità. La scelta si è rivelata felicissima, visto che dopo tanto tempo Fumo di China e l'Annuario del Fumetto sono ancora in edicola, cresciuti in qualità e autorevolezza. Ricevere un riconoscimento dalla banda dei riminesi, dunque, è per me un piacere doppio: perché viene da vecchi amici e da sinceri appassionati delle nuvole parlanti. Due volte grazie, perciò.  


(Alcuni degli ospiti della manifestazione al pranzo "ufficiale", da Massimo Bonfatti a Oscar Scalco, da Giovanni Freghieri ad Anna Lazzarini)



lunedì 24 giugno 2019

Presidente di mezzo mondo




Tranquilli, non ho sogni dittatoriali su metà delle terre emerse!

Il titolo di questo post si riferisce al compito di Presidente di Giuria che mi è stato chiesto di svolgere per la sesta edizione di CànevaRide, concorso internazionale di fumetti-vignette-illustrazioni. Il tema di quest'anno era "Tale il padre, tale il figlio". E come i due organizzatori dell'evento, Mario Zorzetto e Vincenzo Bottecchia, hanno scoperto negli anni, già trovare un tema che vada bene - e sia comprensibile - per culture diverse è un problema non da ridere. Infatti siamo abituati a dare per scontato che modi di dire, proverbi e concetti siano universali, ma non è assolutamente così. Già qualche anno fa, con "Fortuna e sfortuna" hanno scoperto che se nella cultura occidentale i numeri "portasfortuna" sono di zona in zona il 13 e il 17, nel mondo arabo non è così. Trovando un altro numero che ricorreva in molte vignette provenienti da paesi musulmani, sono dovuti ricorrere a internet per scoprire il mistero e verificare così che per gli arabi il numero sfigato è un altro.

Per parte mia ho cercato di fare il possibile, essendo la prima volta in assoluto che mi trovavo a dover valutare i risultati di un concorso di tale livello. Confesso che senza Vincenzo e Mario non ce l'avrei fatta: da autore, tendevo a privilegiare il puro lato tecnico, cioò qualità del disegno, efficacia della "battuta". Loro mi hanno aiutato a prendere la strada giusta, e insieme agli altri giurati siamo riusciti - credo - a scegliere le tre opere migliori, ragionando insieme sulle motivazioni che ci hanno condotto a tale scelta. Poi, da scribacchino, è toccato a me, metterle nero su bianco. Ed eccole qui, le opere vincitrici della 
6°edizione di Càneva Ride "Tale il padre, tale il figlio", premio Toni Zampol, concorso internazionale di satira di costume promosso da Pro castello Càneva, Comune di Càneva, Associazione Culturale Màcheri.


1° premio ad Affonso Alisson,  per aver realizzato un'opera amara di grande bellezza ed efficacia, rappresentando – simbolizzata nelle figure dei pesci – un'umanità condannata a inseguire di padre in figlio le esche che la Società gli lancia, prima per soddisfare bisogni reali necessari alla sopravvivenza e poi, superati quelli, bisogni immateriali e spesso utili solo allo spietato meccanismo consumistico.


2° premio a Kowalska Wieczorek Izabela, per aver concepito una illustrazione di taglio satirico di buona qualità sia per quello che attiene al contenuto che alla realizzazione grafica, aderendo al tema della continuità di scelte rappresentata dal bianco dei costumi comune alle due generazioni, ma superandolo regalandoci un messaggio di speranza nel passaggio dall'appartenenza a un'organizzazione basata sull'odio e la divisione, alla comune adesione delle nuove generazioni al messaggio d'amore diffuso da un immaginario universalmente condiviso.


3° premio a Mello Silvano per aver allargato, unico tra i partecipanti, il tema della continuità generazionale a tre diverse età che, nelle differenti modalità che la tecnica ha messo loro a disposizione d'epoca in epoca, condividono l'identica volontà di comunicare amore, e aver espresso questo concetto in un disegno di ottima qualità tecnica e immediatezza empatica.


Per correttezza di cronaca, mi corre l'obbligo di elencare i componenti dell'intera giuria che si è dovuta districare tra 172 opere di 94 autori di 25 nazioni diverse: il sottoscritto, fumettista umoristico, Presidente della Giuria; Pietro Francesco Manfè per la Pro Castello di Càneva; Mario Zorzetto per gli eredi Toni Zampol; Vincenzo Bottecchia, operatore culturale del fumetto; Giancarlo Rupolo, Fotografo.

Al momento di scegliere le opere migliori, naturalmente, non abbiamo badato né alla nazionalità né al sesso degli autori, ma solo alla bontà del lavoro. A scelte fatte ci siamo resi conto che i lavori vincenti erano opera di due brasiliani e una polacca.


 

domenica 2 giugno 2019

Morire di fumetto


L'annuncio da parte di  François Schuiten del suo abbandono del fumetto ha riportato con forza sul tavolo della discussione il tema: è ancora possibile vivere di fumetto?
Se ne occupa, tra gli altri il sito francese ActuaLitté, cominciando a fornire qualche dato: ci informa che per il 2019, grazie all'uscita di un nuovo Asterix, si attende una buona "annata" per la BéDé, ma già il 2018 con 44 milioni di volumi venduti e un giro d'affari di 510 milioni di euro aveva registrato una crescita del 2,5%. Che non sia tutto oro quello che luccica lo dimostrano però i crescenti lamenti da parte degli autori, perché se gli editori tengono botta (non ci scordiamo che nel conto ci sono anche le vendite di materiali esteri, dai manga ai comics), è per sceneggiatori e disegnatori che diventa sempre più difficile vivere di fumetto.


Infatti, a parte una manciata di nomi chiamati a scrivere e illustrare serie di grande successo come il citato Asterix o Blake e Mortimer, la maggior parte dei volumi fatica a vendere un numero di copie sufficiente a ripagare i mesi o gli anni di lavoro impiegati dagli autori per realizzarli. Lo stesso Schuiten ha sì dichiarato che intende smettere di fare fumetti perché ritiene di aver detto ormai tutto quello che aveva da dire nel settore e vuole gettarsi in nuove sfide, ma dice anche che gli occorrono "tre anni per completare un progetto" e non è facile trovare chi ti finanzia tanto lavoro per un volume, e aggiunge di aver fatto a lungo in passato lo scenografo per pagarsi il lavoro d'autore: "un  lavoro che mi permetteva di ritagliarmi il tempo di creazione". E aggiunge: "Del finanziamento della creazione parliamo tantissimo tra noi autori. E' sempre più difficile farne un mestiere. Perciò, sì, questo problema mi tocca: è ancora possibile immaginare dei progetti fuori dalle serie che hanno una propria notorietà? Come si può arrivare a finanziare decentemente i necessari anni di lavoro? Nel mio caso di disegnatore realistico questo implica documentazione, ricerche... ed è estremamente complicato."


Enrico Marini afferma invece (e sorride dicendo che questo non gli procurerà degli amici) di guadagnare molto bene con la BéDé. Impiega 7-8 mesi a fare un volume, massimo un anno, ma ammette che se dovesse fare un volume di Blake e Mortimer, con tutti i dettagli che lo stile di Jacobs richiede, ci metterebbe anche lui quattro anni. E confessa che non ne avrebbe davvero la pazienza!


Il dibattito (che si è svolto in occasione della Giornata Professionale nel contesto della 24esima edizione del Rendez Vous de la BD d'Amiens) ha continuato a girare intorno a questo punto: certo, una maggiore velocità d'esecuzione migliora le possibilità di far quadrare i conti per editori e autori, ma non risolve il problema del valore del tempo di creazione. Denis Bajram taglia corto: è sempre più difficile vivere di fumetto. Le vendite calano in tutto il mondo mentre la quantità di lavoro per gli autori aumenta, non fosse che per la necessità di doversi  ormai far carico anche della promozione. E, aggiungo io, per il fatto che dovendo fornire all'editore un file pronto per la stampa, è a nostro carico anche quello che un tempo era il lavoro del fotolitista.


Marini riconosce che accelerare il ritmo può non essere la giusta risposta, e che occorre dunque fare un altro lavoro: nella pubblicità, nel campo dell'illustrazione o addirittura per il cinema. E poi scherza: "Si può anche prendere in considerazione lo strip-tease. Ma se si ama questo mestiere, servono dei sacrifici". Aggiunge Yves Schlirf, direttore generale aggiunto della Dargaud Benelux che ha pubblicato il Batman di Marini: "Il fumetto non è un mestiere in sé. Lo diventa quando si vende. Come per la letteratura: mia moglie scrive romanzi e riceve un acconto di 1500 euro. Ma se vende 1500 copie, non è che il guadagno sia straordinario".

"Ormai servirà fare un altro mestiere. Non è con i fumetti che si potrà vivere." Sarà per questo che, in Italia, le Scuole di Fumetto si moltiplicano ogni anno? E tutti i nuovi autori sfornati che andranno a fare? Apriranno altre scuole di fumetto? Nel nostro Paese, infatti, la situazione è forse peggiore che in Francia: mentre là il mercato del fumetto funziona ormai da qualche decennio come quello della letteratura e ha perciò trovato un suo equilibrio (almeno dal punto di vista degli editori), da noi fino all'altro ieri gli autori erano abituati a un rapporto para-impiegatizio: lavorando per serie che tenevano bene l'edicola, potevano produrre ogni mese lo stesso numero di pagine e garantirsi così uno "stipendio fisso". Questo è sempre meno possibile, e presto saremo costretti anche noi a contare solo sulle modalità di produzione del settore librario... ma il passaggio, che rischia di essere rapido e traumatico, potrebbe lasciare a spasso diverse centinaia di operatori.

Dobbiamo davvero preparaci a morire di fumetto?