mercoledì 11 gennaio 2017

Un debito chiamato Banack


Qualche anno fa un lettore di Zagor, rileggendo l'episodio della River Patrol da me scritto nel lontano aprile del 1985 e pubblicato sugli albi Zenith nn. 291 e 292 (Zagor Gigante 240 e 241), constatava che lo Spirito con la Scure aveva promesso a Cico di raccontargli un giorno come aveva conosciuto l'indiano Banack che li aveva aiutati in quell'avventura (disegnata dallo scomparso Franco Donatelli)... ma poi non l'aveva mai fatto.






































Il commento del lettore mi fece ricordare che, effettivamente, a suo tempo avevo presentato all'allora responsabile della testata Decio Canzio un soggetto dove si narrava come Zagor e Banack si fossero conosciuti prima che il giustiziere di Darkwood incontrasse il messicano. Il soggetto era un po' buttato lì e Canzio giustamente me lo bocciò. Per un po' non pensai più a Banack, poi decisi di interrompere la collaborazione con la casa editrice e la faccenda rimase in sospeso. Per vent'anni, nessuno degli sceneggiatori che hanno lavorato alla collana ha pensato di dare risposta alla curiosità di Cico. E dei lettori.
Resomi conto del piccolo "debito" che avevo nei confronti di questi ultimi, scrissi all'amico Moreno Burattini, da anni curatore della serie, proponendo di scrivere una storia per saldare quel conto in sospeso. Moreno passò la mia richiesta all'allora direttore editoriale Marcheselli che ritenne non fosse il caso di aggiungere altro materiale al già molto in attesa di essere pubblicato, perciò non se ne fece niente.
Col tempo la situazione è lentamente cambiata. Anche per far fronte al generalizzato calo di vendite dei prodotti da edicola (basta guardare i dati dei principali quotidiani e riviste negli ultimi dieci anni per rendersi conto di quanto le nuove tecnologie stiano devastando il settore), in via Buonarroti si sperimenta e si rischia di più. In questo contesto si è deciso di realizzare un "maxi" Zagor dalla formula inedita; con il titolo "I racconti di Darkwood", il volumotto programmato per settembre 2017 ospiterà una storia di "contorno" (leggibile a sé stante) che contiene al suo interno diverse storie-nella-storia di 40 pagine ciascuna affidate ad autori diversi.
Moreno, memore del mio "debito" coi lettori, quando ci siamo visti all'ultima Lucca ha pensato di offrirmi uno di quegli spazi per permettermi di saldarlo. Io ormai non ci pensavo più, e sulle prime ho storto la bocca davanti alla proposta: se mi fosse interessato scrivere ancora storie di Zagor "tradizionali" avrei continuato a farlo 25 anni fa. Poi mi sono ricordato di Banack, perciò ho ringraziato Burattini e accettato la proposta.
La storia che avevo pensato qualche anno prima era piuttosto complessa, e non comprimibile nelle 40 pagine messemi a disposizione. Così ho dovuto inventarmi un'avventura del tutto diversa. L'importante era dare ai lettori un racconto che rispondesse alla domanda rimasta inevasa così a lungo.
Ho consegnato la sceneggiatura durante le feste di Natale, e qualche giorno dopo ho saputo che verrà disegnata da Matteo Toffanetti, di cui vedete in alto una bella vignetta. Infatti, dei sei disegnatori che lavoreranno al "maxi", ben quattro non faranno parte dello staff abituale della serie.
Il mio "ritorno" sulle pagine di Zagor è dunque "una tantum". Saldato il "debito" coi lettori, sono già tornato a lavorare ad altri progetti, di cui leggerete puntualmente su questo blog.
Ora non resta che attendere settembre. La curiosità di vedere cosa salterà fuori dall'inedita collaborazione fra me e Toffanetti, lo confesso, è tanta. 


4 commenti:

  1. Grazie. Confesso di essermi divertito a rimettere mano allo Spirito con la Scure... una tantum! :-)

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  2. Mi fa piacere Marcello, per il tuo ritorno una tantum e per gli esperimenti editoriali. Tra l'altro, dal prossimo giugno verrò lanciata una miniserie di sei numeri, a colori e con formato insolito dal classico bonelliano, con sei episodi legati a una serrata continuity. Lo sceneggiatore, di cui Moreno non ha ancora rivelato l'identità, sarà un esterno alla serie e i disegantori (eccetto due) saranno anche loro non zagporiani. Tra l'altro, nel Maxi I racconti di Drkwood, oltre ad altri disegnatori ospiti, troveremo una sceneggiatrice e il debbutto zagoriano di Paolo D'Orazio. Insomma, sono aperte delle formule che potranno dare un apporto una tantum.

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  3. Sì, avevo letto di questa miniserie. E non posso trattenermi dal sorridere: 25 anni fa ho lasciato la Bonelli perché il mio progetto di cambiamento non era stato accettato. Cosa proponevo? Di fare due collane parallele, uno con lo Zagor "classico" e una con uno Zagor più "moderno". Cosa che è stata fatta recentemente su Dylan Dog, dove vanno avanti parallelamente un "nuovo" DD e un "Old Boy" con storie di tipo classico. Lo Zagor "moderno" che proponevo, di fatto, a parte nuovi disegnatori (poi arrivati sulla serie normale), prevedeva... solo una continuity interna alle storie. Mi fa piacere che quello che per la casa editrice allora era improponibile, oggi sia prassi. Peccato per i 25 anni perduti! :-)

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