venerdì 6 dicembre 2019

Quando la recensione la fanno i lettori


In principio fu "La mattina dopo". Il suo autore, Mario Calabresi, si è inventato di inserire sulla copertina del libro delle finte fascette sulle quali, anziché il giudizio di un critico o un collega come in quelle che vengono messe veramente sopra la copertina dei romanzi, ha pubblicato i giudizi dei lettori. 


Al giudizio dei lettori ho sempre tenuto: non a caso, quando ci inventammo il Premio Fumo di China, decidemmo di affidare il compito di giudici ai lettori della rivista.
Così, quando abbiamo iniziato a pubblicizzare la nuova rivista Freecom/Cartoon Club, il mio one man magazine Fritto Misto, il sempre attento a quello che succede Loris Cantarelli mi ha suggerito di replicare il giochino portandolo nel mondo del fumetto da edicola. Per fortuna i giudizi dei lettori, su Facebook e Instagram, cominciavano a fioccare, e - complice il sempre prezioso Photoshop - è partita l'iniziativa delle fascette sulla copertina del primo numero con l'Omoragno in primo piano. Ne ho già raccolte un discreto numero, che ho postato in varie pagine di Facebook (la mia, quella di Fritto Misto, quella di Fumo di China ecc.) e Instagram. E' giunta l'ora di raccoglierle tutte sul blog.  Se ne arriveranno altre, le aggiungerò man mano.
Buona visione.
































E, per chi ha avuto la pazienza di scorrere le fascette fin qui, un paio di piccole anteprime dal secondo numero (che andrà in edicola a fine gennaio... tanto per ricaricarvi di buonumore appena avrete smaltito lo stress delle feste): l'immagine di copertina e un disegnino del protagonista dell'episodio completo: "Toporinco e il mistero della Kiazza". Non devo mica spiegarvi di quale storica avventura disneyana è la parodia, vero?





mercoledì 4 dicembre 2019

Te lo spiego io, il fumetto!





Per festeggiare i cinquant'anni di carriera fumettistica (iniziata con Dante - che dunque festeggia insieme a me - su Off Side nel novembre del 1969) ho messo insieme questo libro che raccoglie tante cose diverse. Ve ne faccio uno stringato elenco:
- I principali articoli, riflessioni e analisi sul mondo del fumetto che, negli anni, ho scritto per riviste cartacee come Fumo di China o online come Giornale Pop oltre che per il mio blog, su cataloghi e quant'altro. Ne ho aggiunto qualcuno inedito, a cominciare da quello, decisamente corposo, che apre il libro: "Chi ha paura della didascalia?", una riflessione su uno strumento che è stato abbastanza messo in disparte, il più delle volte in modo non solo immotivato ma addirittura autolesionista.
- Tutte le recensioni fumettistiche che ho scritto nei giornali succitati, a cominciare da quelle della rubrica "La macchina del tempo" nelle quali mi sono divertito a far finta che esistesse una critica anche ai tempi della mia infanzia e adolescenza.
- Una serie di illustrazioni grandi e piccole (piccolissime quelle delle "Macchine del tempo") a corredo dei testi succitati.
- Un elenco certosino di tutto quello che ho scritto, disegnato, inchiostrato, illustrato e colorato in campo fumettistico (e "vicinanze") in cinquant'anni di professione. E non solo: c'è anche l'elenco di tutti i "giornalini fatti in casa" tra i dieci e i quindici anni (che conservo gelosamente in una scatola), di cui potete vedere qui sotto qualche copertina.



- Un "portfolio" di tavole, strisce (realizzate appositamente per il volume) e illustrazioni mai o poco viste, a cominciare dalle tavole di prova per la serie franco-belga Blake e Mortimer che mi furono richieste da un'agenzia internazionale (potete vederne una vignetta qui sotto).


Il libro, oltre che alle fiere del fumetto alle quali partecipo, si può acquistare direttamente dall'editore scrivendo a: onlineditasca@gmail.com (pagando con bonifico, senza spese di spedizione e con la possibilità di una mia dedica sul libro) o su Amazon.





martedì 26 novembre 2019

Si può farlo meglio

Ho letto in questi giorni il prezioso manuale di Oriana Staiano "Come presentarsi a un editore". Questo snello libro nasce a seguito dei corsi sponsorizzati da Shockdom "Saper disegnare non basta" che l'autrice ha tenuto nei mesi scorsi (e continua a tenere) presso alcune scuole di fumetto, e si propone di fornire una serie di informazioni ed esercizi per migliorare le proprie capacità di comunicazione, specificamente nel contesto della presentazione di una collaborazione a case editrici.


Da appassionato di psicologia (sono anche stato abbonato per anni a Psicologia Contemporanea) e pedagogia, conoscevo già alcune delle cose che vengono spiegate/insegnate nel volumetto, ma nonostante i miei quasi settant'anni di vita (cinquanta dei quali da fumettista, come spiego qui) vi ho trovato più di un utile suggerimento. A dimostrazione del fatto che non si finisce mai d'imparare e che nella vita, ahimè, gli esami non finiscono mai. Specialmente nella nostra professione.

Oriana è Trainer Internazionale in Programmazione Neuro-Linguistica, e sa dunque bene di cosa parla quando ci spiega che comunicare correttamente è una capacità che si tende a sottovalutare ed è invece importantissima quando si tratta di proporre un progetto o anche una collaborazione "aperta" a un editore. Perché i modi in cui si comunica sono molteplici, e spesso - se non apprendiamo a "governarli" - possono entrare in contraddizione l'uno con l'altro, rendendo la nostra presentazione caotica e non convincente.
Accanto alla comunicazione verbale, con la quale già è possibile impicciarsi usando involontariamente parole e frasi che finiscono per suggerire l'opposto di quello che era nostra intenzione dire, ne esistono infatti una paraverbale (volume della voce, pause, ritmo delle parole ecc.) e una non verbale (il classico "linguaggio del corpo").
Oriana, con semplicità e grande chiarezza guida il lettore in una serie di riflessioni ed esercizi che gli consentano di arrivare ad "allineare" i tre livelli di comunicazione in modo da rendere univoco e coerente il messaggio che si vuole trasmettere.
Non posso dunque che consigliare questo agile (ed economico: 10 euro) libretto, perché è vero che saper scrivere e/o disegnare bene è di per sé un biglietto da visita, ma può non bastare. Quante volte avete sentito dire: "Quello non è certo un genio, ma si sa vendere bene"? Come scrive l'autrice, "vuoi davvero lasciare il posto a coloro che, pur avendo la metà del tuo talento, delle tue idee, della tua preparazione, sanno come proporsi e come ottenere il meglio da sé e dagli altri?"
E poi una buona comunicazione, una volta che se ne sono appresi i meccanismi, è utile anche nella vita di tutti i giorni. Leggendo il libro di Oriana mi sono accorto, per esempio, che ad alcune delle "strategie di comunicazione" suggerite io sono arrivato, a forza di "picchiarci la testa" errore dopo errore, nell'utilizzo di Facebook, dove l'esperienza mi ha insegnato a stare attento a cosa, come e quando comunicare. Se avessi letto questo manuale cinque o sei anni fa, avrei risparmiato un bel po' di tempo, figuracce e incavolature!

Il volume è completato da due appendici; nella prima un editor fornisce consigli sui materiali da presentare a una casa editrice (quali e in quale forma) per giocare al meglio le proprie carte quando si avanza una proposta di collaborazione; nella seconda è raccolta una serie di testimonianze di allievi e allieve che hanno partecipato ai corsi di cui parlavo all'inizio. 

Da disegnatore (e grafico della domenica) mi permetto di aggiungere qui un "capitolo" al volumetto: sulla comunicazione visiva. Si dice che "un'immagine vale mille parole". Me ne sono convinto una volta di più osservando la copertina del libro di Oriana. Quando l'ho vista la prima volta, mi è sembrata ben fatta e adeguata al tema e al contenuto del libro: un giovane con la cartellina sotto il braccio stringe la mano a un editore che lo accoglie con entusiasmo. Perfetto.
Leggendo, invece, ogni volta che riprendevo in mano il libretto per affrontare un nuovo capitolo, quell'immagine mi appariva sempre più "stonata" e quasi respingente. Infatti l'entusiasmo e la passione che permeano il testo di Oriana sono totalmente assenti nella copertina, nella quale predomina un triste grigiore che sembra voler negare/contraddire l'energia positiva del contenuto. Suggerisco quindi, quando si arriverà a una seconda edizione, di affidare la "presentazione" esterna a toni più caldi: rossi, arancioni...
E gli "errori" non finiscono qui: il testo interno si rivolge a tutte le figure professionali del fumetto: sceneggiatori, disegnatori, coloristi... ora, non dico di mettere in copertina un vero e proprio elenco di mansioni, ma sarebbe giusto riconoscere almeno i due elementi costituenti del linguaggio con un "Saper scrivere e disegnare non basta".
Ancora: è vero che un tempo il fumetto era un "mondo per soli maschi" e Grazia Nidasio e Lina Buffolente, per non citare che le più conosciute, erano due mosche bianche in un ambiente pieno di testosterone, ma oggi non è più così; sceneggiatrici e disegnatrici sono sempre più numerose, e persino tra gli editori non mancano le figure femminili (Laura Scarpa per tutte). Perché allora mettere in copertina due maschi? Oltretutto se si pensa che sia il libro che la copertina sono opera di donne. Scott McCloud insegnava nel suo "Capire il fumetto" che se si disegna in modo realistico e con ricchezza di dettagli la faccia di un attore, quello che il lettore vedrà è quell'attore. Ma se si disegna un cerchio con due puntini per occhi e due linee per naso e bocca, il lettore vedrà sé stesso. Perché in un'immagine non connotata è più facile immedesimarsi.
Tornando alla copertina del libro, quel giovane disegnatore e quell'editore, quanto più caratterizzati, rischiano di risultare escludenti: se io fossi una giovane aspirante sceneggiatrice potrei pensare (anzi, "sentire") che quel libro non si rivolge a me: il giovane autore rappresentato infatti è maschio e disegnatore (la cartellina sotto il braccio). Suggerisco quindi nell'eventuale rifacimento della copertina di limitare l'immagine a due mani che si stringono, una maschile e una femminile come in quella qui sotto pescata in rete. L'illustrazione, così, non direbbe più chi è chi, e permetterebbe a chiunque di immedesimarvisi.




giovedì 24 ottobre 2019

Un bilancio positivo

Con questo libro, metto il punto a cinquant'anni di professione.



Si tratta di un traguardo di tutto rispetto, e penso che qualunque autore potrebbe ritenersi soddisfatto e appagato della gran mole di cose fatte nei dieci lustri d'attività: ho certosinamente elencato in appendice al volume tutti i lavori realizzati durante questo arco temporale. Confesso che mi meraviglio io stesso d'aver fatto tante e differenti cose.


Naturalmente nel volume non c'è solo quell'elenco. Per festeggiare tanto tempo passato in mezzo ai fumetti, ho pensato di raccogliere gli articoli più significativi scritti in questo periodo: riflessioni, ricordi, analisi e recensioni. Ho corretto, aggiornato e integrato tutti i pezzi apparsi su riviste come fox trot!, Fumo di China, Annuario del Fumetto o, online, in questo blog e su Giornale Pop. Ci ho aggiunto altri capitoli, fra cui quello - piuttosto lungo e articolato - che apre il libro, sull'uso della didascalia.


A corredo dei testi, ho aggiunto un gran numero di illustrazioni grandi e piccole (e anche piccolissime), qualcuna tratta dal Diario G del 1996 che celebrava i 100 anni del Fumetto, ma la maggior parte realizzate appositamente per il volume.


In chiusura ho inserito un portfolio di tavole a fumetti, illustrazioni e strisce umoristiche, a cominciare dalle dodici di Pier Giorgio che mi fecero da apripista su Off Side (furono pubblicate sulla Pagina dei Lettori) per il debutto del mio Dante. Col fallimento della casa editrice le strisce sparirono, e le ho ridisegnate per questa occasione: se lo meritavano! Ci sono anche le prime tavole di un volume per l'editore Paquet che rinunciai a realizzare, e le due - mai viste! - di Blake e Mortimer che mi furono commissionate da un'agenzia letteraria internazionale.


Insomma, credo che i motivi d'interesse per questo tomo da 256 pagine siano più d'uno. Oltre a portarlo alle (non molte) fiere del fumetto a cui parteciperò nei prossimi mesi, sto prendendo contatti in questi giorni per la distribuzione nelle fumetterie, ma se la cosa non andasse in porto sarà comunque acquistabile con un clic su Amazon o, se preferite, con bonifico direttamente dall'editore (senza spese di spedizione) scrivendo a: onlineditasca@gmail.com  



venerdì 18 ottobre 2019

Ricomincio da cinquanta


Con la pubblicazione del libro (50 anni con) "La testa tra le nuvolette" - ne parlo qui - ho ufficialmente chiuso un lunghissimo periodo della mia vita e della carriera professionale.
I cinquant'anni al servizio del fumetto mi hanno procurato quest'anno anche due premi, quello di Lucca Collezionando e quello di Cartoon Club.
Per iniziare i prossimi anni da fumettista, quanti che siano, il premio più bello arriva però ancora da Cartoon Club (per conto di Freecom).
In occasione dell'ultima Riminicomix, con Paolo Guiducci e Loris Cantarelli, ci siamo ritagliati un paio d'ore di brainstorming per ragionare su come affrontare le sfide che l'attuale crisi dell'editoria e le novità tecnologiche pongono a chi lavora nel settore. L'incontro è stato quanto mai proficuo. Le idee non sono mancate e più d'un progetto è stato messo in cantiere. I frutti si vedranno nei prossimi mesi.
Il primo però è già maturato, e porta il nome di Fritto Misto, lo stesso della pazza "rivista in scatola" che mi ero inventato con gli amici Paolo Di Pietrantonio e Stefano Casini negli anni Ottanta (ne ho parlato qui).



Come ho spiegato in un'intervista su Fumo di China di questo mese (è il n. 291, in arrivo nelle edicole in questi giorni; non perdetevelo: è, come sempre, un numero ricchissimo per chi ama i fumetti), con l'età ho capito che per il mio carattere il massimo della felicità professionale è poter curare una pubblicazione "minestrone" dove buttar dentro ogni volta quello che c'è nel frigo (cioè nella mia testa sempre in ebollizione e nei miei cassetti). E mi sono ricordato di aver già concepito una rivistina del genere, appunto Fritto Misto... anche se all'epoca eravamo in più d'uno a lavorarci.
Così, qualche mese fa ho messo insieme un numero "di prova" con materiali che avevo nel cassetto e ho spedito il mio progetto agli editori potenzialmente interessati. Il primo ad accogliere la proposta è stato Cartoon Club/Freecom, perciò questa estate abbiamo messo a punto i dettagli tecnici (posizionando la pubblicazione, per prezzo e formato, nel segmento occupato dallo Scottecs Megazine di Sio... anche se io non ho certo le sue legioni di followers) e adesso, dopo più di trent'anni, Fritto Misto torna in edicola. Consapevoli delle difficoltà che tutto il settore sta vivendo, abbiamo privilegiato i contenuti facendo un albo a basso costo di realizzazione ma, spero, ad alto tasso di divertimento. Ci direte (anzi, dimostrerete) voi se è stata una scelta giusta.

Avete visto sopra la copertina. Qui sotto, ecco un assaggio dei contenuti:
- si comincia con una parodia "in salsa gay" dell'Uomo Ragno; un episodio completo di 42 pagine;




- si prosegue con quello che rischia di essere il mio lavoro più impegnativo di sempre: DIO, la Bibbia a fumetti;



- ...e poi strisce già apparse qua e là ma poco viste come Tinì Trantran e l'orchetto Orki, qualche vignetta, una spruzzata di testi redazionali e, dulcis in fundo (che più in fundo non si può: l'abbiamo messo in quarta di copertina!) un mio nuovo personaggio, il Vecchio. Al quale spero di non somigliare mai.



Che altro dire? Se vi ho incuriosito abbastanza, fate un salto in edicola o in fumetteria con un paio di monete da due euro in mano... e buon divertimento.

Dati tecnici della pubblicazione:
Trimestrale
F.to 15x21 cm.
Spillato
64 pagine in B/N più copertina a colori
€ 4.00



Per l'acquisto online direttamente dall'editore:


lunedì 9 settembre 2019

Riaprono le scuole, che ridere!

Dall'11 settembre in alcune parti d'Italia riaprono le scuole (altrove il 12 o il 16).
Cercate di arrivarci preparati. Se nel programma scolastico ci sono uno o più classici della Letteratura, vi do un consiglio da amico: insieme al libro di testo, procuratevi le versioni a strisce umoristiche.
Moltissimi studenti, prima di voi, l'hanno fatto e in occasione delle mostre di settore vengono a ringraziarmi: "Ho fatto un'interrogazione fantastica!"; "Mentre i miei compagni brancolavano nel buio, io sapevo già tutta la storia!"; "All'esame la professoressa mi ha fatto i complimenti"!
E la cosa più bella è che per prepararsi così bene si erano fatti delle matte risate! Sì, perché leggendo la mia versione a fumetti è stato come passare le ore a sentir raccontare barzellette, ma senza accorgersene avevano imparato (e memorizzato facilmente) trama, personaggi e ambienti dell'opera che avrebbero poi dovuto studiare.
Ecco qui di seguito un rapido elenco dei "graphic bignami" che, negli anni, ho preparato per voi e i vostri figli/figlie.

Presso la Shockdom potete trovare la Divina Commedia, tutto Omero e i Promessi Sposi (anche in versione digitale).







Da Freecom/Cartoon Club trovate invece l'Eneide (con annessa biografia di Virgilio) e la Gerusalemme Liberata.






Se poi sentite ridere, in casa, non vi preoccupate: i ragazzi stanno studiando.