Riparte questa settimana la mia lunga serie de "La classe perduta".
Avevamo lasciato i liceali e i loro insegnanti a bordo del furgone blindato del commando giunto da un'altra dimensione in viaggio, attraverso ulteriori mondi paralleli, verso quello governato dal dittatore Madron la cui macchina quantica rischia di distruggerli tutti.
Se nelle prime otto puntate abbiamo assistito a un frenetico saltare da un mondo all'altro che ha visto i protagonisti vedersela con ogni genere di pericoli esterni, questa seconda serie li vedrà invece alle prese soprattutto con i propri problemi interiori. Anche se l'azione e la suspense continueranno naturalmente a farla da padrone.
Ai disegni ritroverete il valente Francesco Frosi, sempre più bravo e già al lavoro sulla terza e ultima parte della storia che con tutta probabilità apparirà sul settimanale delle Edizioni San Paolo l'anno prossimo. Per intanto, criminale chi si perde questo e i successivi sette numeri del Giornalino!
giovedì 5 gennaio 2012
Mondi interiori
giovedì 20 ottobre 2011
Graphic tales dal passato
Il recente trasloco mi ha costretto a tirar fuori dai cassetti lavori che avevo quasi dimenticato, apparsi anni fa qua e là su riviste e pubblicazioni varie. E mi ha fatto nascere l'idea che forse alcuni di quelli potevano ambire a una riproposta in volume.I primi a trovare nuova sponda editoriale, per i tipi di Cartoon Club, sono alcuni racconti (nove, per la precisione) realizzati negli anni Ottanta e Novanta. Si tratta di storie senza unità di luogo e di tempo, realizzate inizialmente su pubblicazioni come Fox Trot! di cui (insieme a Stefano Casini, Paolo Di Pietrantonio e altri) mi ero improvvisato editore per poter perseguire in assoluta libertà la mia personale ricerca di uno "stile", approdando a una linea chiara di gusto francese non dimentica delle mie radici saldamente piantate nel fumetto italiano d'autore e non.
Nell'ordine, il volume raccoglie i racconti (in rigoroso bianco e nero) "Leggi-le-facce", "Lettere d'oro", "Luna piena a Garretville", "La bella addormentata", "Candide ladre", "Il mago e il barbaro", "Il figlio della giungla", "La ragazza scomparsa" e "Kirova ulitza 21". Salvo problemi dell'ultima ora di stampa o rilegatura, il libro dovrebbe essere presente a Lucca nell'abituale formato 21x29,7 che caratterizza gli altri miei volumi pubblicati dalla casa editrice riminese.
Chi non ha avuto occasione di leggere (e guardare) quelle storie all'epoca della loro prima apparizione ed è curioso di seguire i passaggi della mia maturazione artistica nel fumetto non umoristico, ora può togliersi lo sfizio con soli 15 euro.
Le immagini: La copertina del volume (colori di Jacopo Toninelli) e una vignetta dal racconto "Lettere d'oro". World © Marcello Toninelli/Cartoon Club Editore.
Chi ha rubato il mio Berlusconi?
Ecco il primo risultato dell'affacciarsi in rete...
L'altra sera, spippolando col telecomando, mi sono soffermato qualche minuto su "Ballarò". Giusto in tempo per vedere un servizio su come Berlusconi sia ormai un "marchio" che fa vendere: dal bordello argentino battezzato "Palacio Berlusconi" al "Bunga bunga" scritto sulle tazze, all'effigie del Cavaliere su magliette e quant'altro. E cosa vedono a un certo punti i miei increduli occhietti? Il MIO Berlusconi (che anche voi potete ammirare qui sopra) riprodotto piratescamente su un paio di magliette stampate in non so quale paese (i miei irrefrenabili smadonnamenti hanno coperto l'audio della tivù, purtroppo). Beh, certo, i ladri non hanno aspettato la rete, per appropriarsi del lavoro di noi fumettisti senza pagare royalties... basta pensare agli albi di Dylan Dog che qualche anno fa un'attrezzata banda napoletana stampava scansionando copertina e pagine interne direttamente dagli albi originali. Fa comunque male, vedersi derubati dei propri (ancorché poveri) diritti.
Perseguire penalmente quei disonesti non sarà facile. Mi resta solo la soddisfazione che presto Berlusconi sarà solo un ricordo e anche il suo appeal commerciale svanirà nel nulla, così tutte le magliette che non hanno ancora venduto, i furboni potranno usarle solo come stracci per i pavimenti.
lunedì 26 settembre 2011
Quando se ne va un genitore
Ho appreso la notizia della morte di Sergio Bonelli dalle colonne di Facebook, postata da Luca Enoch. E sono rimasto lunghi istanti a guardare quelle righe pensando: "E' uno scherzo!", anche se il fatto che il link rimandasse al Corriere della Sera dimostrava il contrario.Una volta accettata la notizia, mi sono chiesto perché avessi avuto tanta difficoltà a crederla vera. Poi ho capito. Sergio era una di quelle figure, come i genitori, che "sono sempre state lì", da quando sei nato. Magari un genitore con il quale non vai d'accordo su tante cose e hai anche avuto screzi ai limiti del litigio, ma l'affetto per il quale non è mai stato comunque in discussione. Un genitore, appunto, che è sempre stato lì e che nell'intimo ti aspetti debba rimanerci per sempre, anche se sei ben consapevole di come le nostre vite siano tutte a termine.
E' con questo stato d'animo che ripercorro con la memoria il mio rapporto prima con le sue creazioni editoriali, dai volumetti a striscia, alla raccolta mensile di Zagor "da 200 lire", all'immensa Storia del West di D'Antonio, all'inconsueta, coloratissima collana "Un uomo un'avventura", alla scoperta di Mister No con gli originalissimi disegni di Roberto Diso, a Ken Parker e giù giù fino a Dylan Dog. E poi con lui, conosciuto di persona quando ho cominciato a collaborare come sceneggiatore a Zagor, continuando per dieci anni.
Alla fine il mio rapporto con la casa editrice si è guastato. Avrei voluto fare altre cose e fare diversamente le cose che facevo, ma all'epoca non c'era spazio per certe "avventure". Con Sergio, che avevo visto in tutto tre o quattro volte, il rapporto è rimasto "congelato" in una reciproca cortesia tra "colleghi" che hanno scelto strade diverse. Ci eravamo risentiti per via epistolare quando gli avevo suggerito un paio di idee editoriali (anche senza mio coinvolgimento personale come autore) che speravo potessero interessarlo. Purtroppo la distanza fra i miei sogni e i suoi "paletti" editoriali era ancora immutata, e la cosa si è spenta con le sue abituali lettere di risposta, cortesi ma schiette. Ci siamo rivisti l'ultima volta a luglio in occasione di Riminicomix, salutandoci con l'abituale tranquillità ma senza nulla da condividere, in realtà, se non (spero) il reciproco rispetto.
Così tutto quello che rimane di "irrisolto" tra me e lui sono tre sceneggiature, due di Zagor e una di Nick Raider, riaffiorate da un armadio quando, recentemente, ho traslocato. Storie che avevo scritto "a modo mio" per mettermi di traverso quando il rapporto con la casa editrice si stava irrimediabilmente sfilacciando, e che Bonelli ha regolarmente pagato ma deciso di non utilizzare mai.
Peccato, perché nell'ultima Cico riusciva (finalmente) a far sesso con una bella pellerossa! Dopo tanti anni di avventure in astinenza, il pancione se lo sarebbe meritato.

L'immagine in alto è uno schizzo "di suggerimento" al disegnatore per una pagina della storia di Zagor "La porta degli incubi", rimasta inedita. World © Marcello Toninelli.
sabato 2 luglio 2011
L'iPod è tratto!
Ebbene sì, anche le mie strisce da oggi si avventurano nel mare un po' misterioso (e vedremo quanto periglioso) delle App per iPhone, iPod Touch e iPad.Confesso di aver titubato un po', prima di risolvermi a questo passo. Nell'ambiente il dibattito sull'argomento è quasi al calor bianco: i navigatori di internet sono abituati ad avere tutto gratis e quello dei download selvaggi è dunque un rischio da tenere in seria considerazione. Ma alla fine mi sono deciso: la scelta non era più dilazionabile. I miei libri continuano a vendere (il volume dell'Inferno di Dante ormai è arrivato alla quarta edizione dopo le 4.000 copie vendute nella versione a fascicoli), ma bisogna riconoscere che le fumetterie somigliano sempre più a un imbuto e sempre meno a un megafono, e anche la distribuzione in libreria ha i suoi problemi. Per di più, la quasi totalità dei giovani (e non solo) ormai cerca sia l'informazione che il divertimento sui nuovi canali internettiani, ed è difficile intercettarla altrove. Così, grazie alla volontà e al lavoro della banda di ManFont, il mio "Berlustory" (la versione in volume è già alla seconda edizione) è da oggi fruibile sui supporti della Apple. E in futuro anche su altri.
Sarà seguito a breve da "Strip Wars - Guitti Stellari", esauritissimo nell'edizione cartacea. Il tutto a prezzi decisamente stracciati, come potete constatare sull'apposita pagina di mamma Apple.
Ci risentiamo su queste stesse colonne, fra qualche mese, per verificare l'esito dello stuzzicante esperimento.
mercoledì 8 giugno 2011
Dante al Pomodoro
Il titolo non tragga in inganno. Questa non è una ricetta che unisce Letteratura e Cucina Mediterranea. No, si tratta solo di qualche riga per informarvi che giovedì 9 giugno, alle ore 21.00, presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano, si parlerà di fumetti, con la presenza del sottoscritto e di altri beniamini del mondo fumettofilo.
Quei bravi ragazzi della Fondazione, Angelo Gallani in primis, hanno allestito una succosa mostra con le illustrazioni che Dalì e Rauschenberg hanno dedicato al capolavoro dantesco. Siccome non sono degli arnesi da museo un po' ammuffiti mentalmente, i baldi responsabili della Pomodoro hanno pensato bene di allargare il discorso ad altre riletture e interpretazioni della Divina Commedia, svariando in tutte le altre arti, dal cinema, al teatro, alla tv e, ovviamente, ai fumetti.
La serata che mi riguarda sarà "orchestrata" dal professor Giulio Giorello, filosofo, matematico ed epistemologo, che dialogherà da par suo con i F.lli Mattioli, Roberto Recchioni, Lorenzo Bartoli e lo scrivente.
Come recita il programma, "sotto la guida degli autori ospiti si ripercorreranno i corsi e ricorsi iconografici e concettuali che hanno fatto della Divina Commedia un prestigioso pretesto di discussione e di rappresentazione. In dialogo con gli illustratori, e attraverso la proiezione del materiale grafico dei loro progetti editoriali, il professor Giorello, partendo dalla propria passione per l’illustrazione, porterà un contributo di riflessione trasversale procedendo con gli strumenti e i problemi propri della filosofia. L’incontro sarà moderato da Angelo Gallani, co-curatore del ciclo di appuntamenti che coinvolgeranno, fino al 16 giugno 2011, personalità della cultura e dello spettacolo italiano per approfondire il tema della mostra, “L’Inferno di Dante. Dalì e Rauschenberg”, in programma alla Fondazione Pomodoro fino al 17 luglio.
Il ciclo primaverile dei Giovedì della Fondazione si chiuderà giovedì 16 giugno, con la proiezione del film d’animazione "Dante’s Inferno", realizzato dalla Sony Home Entertainment."
Anche se personalmente credo che gli autori di fumetti debbano parlare essenzialmente tramite le loro opere, l'occasione di incontrare un pubblico "trasversale" merita di essere còlta. Se servirà a far "scoprire" il mondo del fumetto a persone che non lo conoscono, la serata sarà stata spesa bene.
Per gli amici di Milano e dintorni che avessero voglia di salutarmi, la Fondazione Arnaldo Pomodoro è in via Andrea Solari n.35. L'ingresso costa 9 euro e consente la visita a tutte le mostre attualmente allestite.
Per ulteriori informazioni, andate su: www.fondazionearnaldopomodoro.it o telefonate allo 02.89075394.
martedì 7 giugno 2011
Supereroe da copertina

Che bello! Dopo una quarantina di episodi che l'hanno visto contrapposto a nemici come il Fantasma del Multisala, il Bimbistrello e Ladro Natale e alle prese con piccole invidie professionali nei confronti di più titolati giustizieri in calzamaglia come L'Uomo Canguro o Mister Molla, il mio piccolo (e imbranato) supereroe si è guadagnato il posto in copertina. Del Giornalino, naturalmente, il settimanale cattolico che ne ospita le avventure. Capitan G divide la cover col suo più tenace avversario, quel Ladroragno che proprio in questo numero torna a scassinare i bancomat cittadini. Se non l'avete già preso, correte in edicola (o nella chiesa più vicina, o in una delle tante librerie paoline). Ci rimarrà ancora solo un paio di giorni!
Per parte mia, al fine di soddisfare la curiosità dei fumettofili più sfegatati, posto qui sotto il mio disegno originale che la redazione di via Giotto ha liberamente rimaneggiato per accentuarne la forza d'impatto.

Un trasloco... spaziale!
Come avrete notato, torno su queste colonne dopo molti mesi. La mia assenza è dovuta in gran parte ai preparativi per un trasloco che si è compiuto il 13 maggio scorso, ma i cui strascichi non sono ancora del tutto esauriti. Per un mesetto, prima del trasloco effettivo, sono stato impegnato in vari lavori di ristrutturazione e sistemazione del nuovo appartamento. Sotto la paziente e sapiente guida del "capomastro" Elio Buonriposi, cugino di mia moglie, ho smontato e rimontato porte, raschiato e imbiancato pareti. Proprio mentre dipingevo, ho avuto la conferma della "forza" con la quale i fumetti (come sicuramente anche romanzi, film, canzoni e quant'altro) ci entrano dentro, pronti a risaltar fuori nei modi e nei momenti più inaspettati. Mentre, impugnandone il lungo bastone, immergevo il rullo nella vaschetta della vernice (bianco traspirante Paramatti, per la cronaca), ho infatti avuto un flash (e mai vocabolo è stato più adeguato): mi sono reso conto di essere nella stessa identica posizione in cui il grande Alex Raymond aveva disegnato il suo Flash (appunto) Gordon in una vignetta delle sue prime avventure sul pianeta Mongo (potete ammirarla qui sopra). È incredibile come una immagine che supponevo dimenticata da decenni mi sia saltata così prepotentemente alla memoria, un po' come certi odori che ti rimandano di colpo a situazioni e momenti lontanissimi nel tempo. Comunque, per un istante mi sono sentito un eroe spaziale... dell'imbiancatura!
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