sabato 4 ottobre 2014

Auguri, e ancora auguri!


Visto che l'evento è di quelli che non si festeggiano tutti i giorni, torno sull'argomento: il Giornalino ha compiuto 90 anni, e per ri-salutare l'importante traguardo pubblico qui di seguito l'articolo "autobiografico" che ho scritto per il catalogo della mostra dedicata al settimanale paolino in occasione dell'ultimo Comicon di Napoli (http://shop.comicon.it/il-glorioso-giornalino-90-anni-dalla-parte-dei-ragazzi/).
Buona lettura... e di nuovo auguri al Giornalino e alla sua indomita redazione!


Venticinque anni tra i ragazzi
Avevo tentato, inutilmente, già alla metà degli anni 80 di propormi come collaboratore a il Giornalino. All'epoca era responsabile dei fumetti Claudio Nizzi, che valutò i miei lavori inadatti al pubblico del fortunato settimanale per ragazzi. Per fortuna anni dopo a svolgere quell'incarico fu chiamato Gino D'Antonio che, viste alcune mie storie sulla rivista Fox Trot! che pubblicavo insieme a Stefano Casini e Paolo Di Pietrantonio, le valutò ben diversamente e fu lui a chiedermi di collaborare.
L'esordio fu con la storia autoconclusiva (o “finalino”, come viene chiamato in gergo nella redazione di via Giotto) “Candide Ladre” sul numero 35 del 1988. Seguirono altri brevi racconti, poi provai a proporre una serie, che venne subito accettata. Si trattava di Agenzia Scacciamostri. Il geniale professor Van Der Groot e il suo assistente alieno Pico che ne erano protagonisti debuttarono sul n. 19 del 1991 con l'avventura “Sotto i raggi della luna piena” affrontando il loro primo caso di invasione della Terra da parte di creature provenienti da mondi paralleli grazie alla temporanea apertura di “porte dimensionali”. La serie piacque ai lettori che, in uno dei periodici referendum indetti dal giornale per testare il gradimento dei vari personaggi, dopo solo un anno di pubblicazione lo elesse con 26.900 voti tra i dieci preferiti (dai maschi) tra ventidue in gara.
Un paio d'anni dopo, mentre portavo felicemente avanti la mia collaborazione, D'Antonio mi sorprese con una nuova e inattesa proposta. Gli portavo regolarmente i numeri della rivista Fumo di China che, nel frattempo, avevo portato in edicola con nuovi soci, e la paginetta mensile delle strisce del mio Dante, la Divina Commedia a fumetti aveva attirato il suo interesse: “Potrei proporre al direttore di pubblicarlo noi!”
Io rimasi stupefatto e incredulo. Anche se disegnati umoristicamente, i dannati del mio Inferno erano sempre disegnati nudi, e anche gli argomenti erano spesso poco adatti a un pubblico infantile come quello del settimanale cattolico: meretricio, omosessualità, incesti...
Lo feci presente al mitico Gino che, tranquillamente, disse che sarebbe bastato apportare qualche piccola correzione in questo senso, ma per il resto il progetto poteva stare in piedi. Naturalmente lo autorizzai ad avanzare la proposta, anche se non troppo fiducioso. Invece il padre de La storia del West ci aveva visto giusto una volta di più: il direttore, don Tommaso Mastrandrea (per tutti don Tom) fu entusiasta dell'idea: “Erano dieci anni che cercavo un modo per proporre la Divina Commedia sul Giornalino!”, mi disse. E io commentai che da venticinque cercavo un nuovo editore per la mia creatura dopo l'esordio su Off Side nel lontano 1969! “Peccato che non ci siamo incontrati prima!” aggiunsi con un sorriso.


Ripulite” di organi sessuali e situazioni inadatte al giovane pubblico (e “lucidate” da Giancarlo Agnello, indimenticato creatore grafico di Sadik, per superare problemi di “impastatura” dei retini presenti nelle strip originali), le mie strisce cominciarono ad apparire sul n. 41 del 1994. Anche se c'erano già pagine umoristiche autoconclusive, credo il mio Dante sia stato la prima striscia apparsa sul periodico. E fu un successo. Le segretarie mi dissero che era la prima volta che arrivavo telefonate in redazione per una serie a fumetti, lettori che chiedevano soprattutto se la parodia sarebbe poi stata raccolta in volume. Se ne parlò più d'una volta, sia con don Tom che poi con don Tarzia, chiamato sul finire del millennio a sostituire il primo, ma per vari motivi non se ne fece mai niente. E a guadagnare l'onore dell'edizione cartonata, per i tipi di Cartoon Club e Edizioni BD unite in joint venture, fu così esattamente dieci anni dopo la versione originale in bianco e nero.
Naturalmente il direttore mi chiese di concludere l'opera realizzando anche il Purgatorio e il Paradiso. E, dopo quelli, di mettermi al lavoro anche su Omero. “È importante che i classici della Letteratura, in qualunque forma vengano proposti, arrivino ai ragazzi, altrimenti tutta una serie di riferimenti culturali vanno perduti”, mi disse facendomi capire per la prima volta che la parodia iniziata per divertimento tanti anni prima poteva servire a molto più che far ridere i lettori.
Come ho avuto modo di scoprire in occasione di varie mostre del settore a cui ho partecipato negli anni, gli “effetti collaterali” del mio lavoro si sono dimostrati nei fatti persino superiori a quelli indicati da don Tom. Più di una persona è infatti venuta a ringraziarmi perché, dopo essersi “innamorata” del mio Dante in giovanissima età, aveva poi coltivato questa passione passando alla lettura e allo studio dell'opera originale e indirizzando su questa base i suoi studi.
Tutto merito, naturalmente, dell'edizione “popolare” (all'epoca, il Giornalino vendeva 150.000 copie alla settimana e raggiungeva mezzo milione di lettori) resa possibile dalle intuizioni di D'Antonio e dal coraggio di don Tom.
Nel corso del 1999 apparvero così prima l'Iliade (che ebbe anche l'onore della copertina) e poi l'Odissea, a cui fece seguito La Gerusalemme Liberata.


Abbandonata da qualche anno l'Agenzia Scacciamostri, sul finire del Novecento avevo presentato anche il progetto di una nuova serie, gli Hominidi. L'idea di affiancare ai preistorici Homo Habilis e Homo Robustus realmente esistiti un terzo tipo di hominide di pura fantasia che incarnasse il peggio dell'italianità, cioè l'Homo Furbens, mi era venuta qualche anno prima, e l'avevo “sperimentata” sull'unico numero della pazza “rivista in scatola” Fritto Misto pubblicata dalle mie Edizioni 50 nel 1987 in una manciata di paginette umoristiche. Su il Giornalino ebbi la possibilità di usare i personaggi in storie più lunghe, dalle 12 alle 24 pagine in formato “alla francese”. Purtroppo, subito dopo che il direttore mi aveva accettato il progetto, alle paoline cominciarono i problemi. La fine del contratto con la Sipra che garantiva introiti pubblicitari fissi fece saltare tutti i parametri economici dell'azienda, che si trovò costretta a riorganizzare su tutt'altre basi il lavoro editoriale delle varie testate. Il Giornalino aveva accumulato un gran numero di storie in attesa di pubblicazione, e il direttore chiamato a gestire la nuova fase bloccò tutta una serie di produzioni per poter smaltire le tavole giacenti. Anche i miei Hominidi furono stoppati dopo sette avventure, che apparvero sul settimanale fra il 2002 e il 2003.
Per qualche anno, le mie produzioni per i paolini si limitarono a una serie di sceneggiature di “finalini” finché, nel 2009, ci fu un nuovo cambio di direzione: al posto di don Tarzia arrivò padre Stefano Gorla, incaricato di rilanciare la testata e ben deciso a rivitalizzarla. Mi chiese di proporgli una serie di racconti autoconclusivi. Convinto che i “finalini”, per loro natura costretti ad andare sul “già visto”, non avendo a disposizione un numero di pagine sufficienti per sviluppare situazioni inedite, gli feci la controproposta di una serie “a continuazione”.
Presentai due progetti: “La classe perduta” e “Jungle Wars”. Ebbe la meglio il primo, che riprendeva in altro modo il tema delle dimensioni parallele già utilizzato in Agenzia Scacciamostri e venne affidato ai disegni di Francesco Frosi. Strutturato in tre “stagioni” di otto episodi ciascuna, debuttò sul n. 37 del 2010 per concludersi sul n. 25 del 2013.
Intanto mi era però venuta anche qualche idea per fare delle storielle autoconclusive sufficientemente originali e divertenti. Di quelle che proposi, fu accettata “Le fiabe sbagliate di nonno Nedo”, rilettura modernizzata e parodistica delle fiabe più famose. La prima ad apparire (sul n. 17 del 2010) fu “Biancanana e i sette spilungoni”, affidata agli estrosissimi disegni di Luca Salvagno. In seguito i miei testi sono stati visualizzati anche da Allegretti, Ripa, Frosi, Scoppetta, Meloni, Sommacal, Al & Piz e Usai.


Ma non finisce qui. Durante una visita in redazione, padre Stefano mi aveva fatto vedere la testata studiata per il rinnovamento grafico del settimanale, con una grande “G” che doveva diventare in qualche modo il “marchio” del giornale, il suo simbolo. Mentre tornavo in Toscana, quella G continuava a girarmi in testa... e d'improvviso mi ritrovai con l'idea di un personaggino che rappresentasse un po' la duplice “anima”, avventurosa e umoristica, della rivista: un piccolo supereroe coraggioso... quanto pasticcione! Il nome venne da solo: Capitan G, e le fattezze uscirono sul foglio praticamente al primo tentativo. Come modulo narrativo, dopo aver fatto qualche prova con tavole autoconclusive, finii per adottare quello della storiella suddivisa in 4 strisce consecutive che già da qualche anno utilizzava Stefano Frassetto per il suo Ippo.
Nella strip iniziale, apparsa sul n. 42 del 2009, il mio giovane quanto anonimo protagonista veniva colpito da un fulmine proprio mentre stava leggendo il Giornalino, acquistando così di colpo dei superpoteri.
Il resto... lo scopriremo soltanto leggendo il settimanale per ragazzi più longevo d'Europa, che compie infatti quest'anno 90 anni tondi tondi. Auguri a lui e a tutti i suoi lettori!  

giovedì 2 ottobre 2014

Novant'anni e non dimostrarli


Eh, sì... il Giornalino ha compiuto ieri 90 anni, e sembra ancora (editorialmente parlando) un ragazzino. Non è un compleanno da poco, per un settimanale. A quanto pare, è l'unico, in Europa, a vantare un simile traguardo.
Io ho avuto il piacere di accompagnarne il cammino per più d'un quarto di secolo (la mia prima storia, "Candide ladre", è apparsa sul n. 35 del 1988)... e spero di esserci ancora quando compirà i cento anni!




Nel numero che festeggia il novantennale, in edicola e presso le librerie paoline questa settimana (vedete qui sopra la copertina), ho dedicato all'evento due pagine (otto strisce in tutto) del mio Capitan G, divertendomi a fargli incontrare i responsabili redazionali e i personaggi classici della longeva rivista. Le prime due strisce potete leggerle qui sotto.


Più in basso pubblico la divertente illustrazione di Luca Usai che, in una "foto di famiglia" dei protagonisti del Giornalino, si è gentilmente ricordato anche del mio Dante.



E giacché siamo a tirar le somme di sì prolungata collaborazione, vi sciorino l'elenco completo di quanto ho prodotto in tutti questi anni. Cominciamo con le strisce: 

Dante, la Divina Commedia a fumetti - Inferno (versione per ragazzi, a colori; nei capitoli iniziali disegni di G. Agnello, “lucidati” dalle strisce originali) su Il Giornalino nn. 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51/1994; nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10/1995;

Dante, la Divina Commedia a fumetti - Purgatorio su il Giornalino nn. 41, 42, 43, 44, 45, 47, 48, 49/1996; nn. 2, 3, 4, 5/1997
Dante, la Divina Commedia a fumetti - Paradiso su il Giornalino nn. 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18/1998;
Omero a fumetti - Iliade su il Giornalino
nn. 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30/1999;
Omero a fumetti - Odissea su Il Giornalino nn. 42, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51/1999; nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14/2000;
L’Eneide a fumetti su Il Giornalino

n. 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14/2001

Rinaldo, la Gerusalemme Liberata a fumetti su Il Giornalino (inserto Conoscere Insieme) nn. 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20/2004; 
Agenzia Scacciamostri su “Il mio diario G 96, 100 anni di fumetto” (San Paolo Periodici, 1995);
Capitan G su il Giornalino nn. 42, 43, 45, 46, 47, 48, 50, 51-52/2009; nn. 4, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 13, 15, 16, 18, 19, 21, 22, 23, 26, 28, 33, 36/2010; nn. 2, 5, 9, 11, 12, 13, 15, 21, 22, 23, 29, 35, 40/2011; nn. 1, 21, 22, 23, 25/2012; nn. 4, 7, 11, 12, 19, 21, 22, 28, 30, 34, 36, 37/2013; n. 39/2014 (in corso di pubblicazione).


Passando alle storie di cui ho realizzato testo, disegni, lettering e indicazioni di colore, troviamo invece le storie autoconclusive:
“Candide Ladre” su Il Giornalino n.35/1988; “Il mago e il barbaro” su Il Giornalino n. 38/1988;
“Il figlio della giungla” su Il Giornalino n. 15/1990;
“La ragazza scomparsa” su Il Giornalino n. 35/1993;
“Il grande furto della notte di Halloween” su Il Giornalino n. 44/2006
“L’invasione dei polli galattici” su Il Giornalino n. 41/2009
“Cos’è successo alle formiche dei Broccoloni?” su Il Giornalino (inedito)
“Jurassic camping” su Il Giornalino n.18/2008


Le serie sono state due:
Agenzia Scacciamostri
Su il Giornalino n. 19/1991 “Sotto i raggi della luna piena”
Su il Giornalino n. 20/1991 “Nessie superstar”
Su il Giornalino n. 22/1991 “Il ritorno del Minotauro”
Su il Giornalino n. 24/1991 “C'era una porta al West”
Su il Giornalino n. 26/1991 “L'invasione dei mangiametallo”
Su il Giornalino n. 36/1991 “Yeti per un giorno”
Su il Giornalino n. 40/1991 “Non aprite quel frigo ”
Su il Giornalino n. 7/1992 “Pico nel mondo delle meraviglie”
Su il Giornalino n. 11/1993 “Il re nella giungla”
Su il Giornalino n. 14/1993 “Minaccia crescente”
Su il Giornalino n. 15/1993 “Trogloditi in città” (matite P. Mandanici)
Su il Giornalino n. 16/1993 “La clinica dell'errore” (matite P. Mandanici)
Su il Giornalino n. 17/1993 “Varco al centro della Terra” (matite P. Mandanici)
Su il Giornalino n. 20/1993 “Una giornata al Luna Park” (matite P. Mandanici)
Su il Giornalino n. 39/1993 “Botte dell'altro mondo”
Su il Giornalino n. 49/1993 “L'aliena bianca”
Su il Giornalino n. 1/1994 “Avventura su Krumian”
Su il Giornalino n. 4/1994 “Ma che divinità d'Egitto!” (matite P. Mandanici)
Su il Giornalino n. 6/1994 “Guardie e ladri”
Su il Giornalino n. 7/1994 “Assi dell'aria”
Su il Giornalino n. 14/1994 “La minaccia del trasformatore”
Su il Giornalino n. 17/1994 “La regina degli aztechi”
Su il Giornalino n. 44/1994 “Theo per due”
Su il Giornalino n. 49/1994 “L'attacco dei robot”
Su il Giornalino n. 2/1995 “I magnifici sei”
Su il Giornalino n. 6/1995 “Superiore e inferiore”
Su il Giornalino n. 21/1995 “Un mondo preistorico”
Su il Giornalino n. 29/1995 “Zanne nella foresta”
Su il Giornalino n. 41/1995 “I mostri del deserto”
Su il Giornalino n. 45/1995 “Minaccia dal cielo”
Su il Giornalino n. 50/1995 “Il popolo delle palafitte”
Su il Giornalino n. 5/1996 “Le cinque prove”
Su il Giornalino n. 7/1996 “L'appetito vien dal varco!”
Su il Giornalino n. 10/1995 “Due al cubo”
Su il Giornalino n. 21/1996 “Gli Uomini Ragno”
Su il Giornalino n. 28/1996 “Torna a casa, alieno”


Gli Hominidi

L’Homo Furbens si assicura” su il Giornalino nn. 2, 3, 4, 5/2002
L’Homo Furbens fa sport” su il Giornalino nn. 10, 11/2002
L’Homo Furbens nuota a rana” su il Giornalino nn. 37, 38/2002
L’Homo Furbens va in montagna” su il Giornalino nn.27/2003 (inserto Gfumetti)
L’Homo Furbens fa il giornalista” su il Giornalino nn.30/2003 (inserto Gfumetti)
L’Homo Furbens va in Oriente” su il Giornalino nn.32/2003 (inserto Gfumetti)
L’Homo Furbens si dà all’ippica” su il Giornalino nn.34/2003 (inserto Gfumetti)


Ho scritto anche molte sceneggiature, per racconti autoconclusivi (o "finalini", come li chiamano in redazione) e serie:
Due cuori e un'astronave: “Scappato da casa” su il Giornalino n. 25/1994, dis. di R. Rinaldi
“L'artiglio del Gorzzor” su il Giornalino n. 7/2001, dis. di M. Fantuzzi
“Il pericolo della giungla” su il Giornalino n. 29/2001, dis. di R. Calegari
“Settimo, non rubare” su il Giornalino n. 3/2002, dis. di M. Fantuzzi
“Il diario di Tobias Topperton” su il Giornalino n. 29/2002, dis. di N. Zeccara
“Il venditore di invasioni” su il Giornalino n. 37/2002, dis. di M. Fantuzzi
“Il mio amico Zannacurva” su il Giornalino n. 38/2002, dis. di N. Zeccara
“Una consegna difficile” su il Giornalino n. 39/2002, dis. di A. Calore
“Nella terra degli orchi” su il Giornalino n. 33/2005, dis. di M. Fantuzzi
“Tre cavalieri e un drago” su il Giornalino n. 25/2006, dis. di M. Fantuzzi
“Un barbone a corte” su Il Giornalino n. 27/2008, dis. di G. Sommacal
“Un alieno alla corte di Re Artù” su Il Giornalino n. 28/2008, dis. di G. Sommacal
“Favola dallo spazio” su Il Giornalino n. 51/2008, dis. di P. Camoriano
“Un film... d'evasione” su il Giornalino n. 10/2010, dis. di D. Bastianoni
“I tre sosia” su il Giornalino n. 14/2010, dis. di A. Allegretti
“Io, Tarzan e gli altri” su il Giornalino n. 15/2010, dis. di A. Allegretti
“Chi è Millefacce?” su il Giornalino n. 19/2011, dis. di A. Alessi

La classe perduta (dis.: F. Frosi)
Prima parte
“Terrore a scuola” su il Giornalino n. 37/2010
“L'attacco dei neobarbari” su il Giornalino n. 38/2010
“Battaglia notturna” su il Giornalino n. 39/2010
“Mondo d'acqua” su il Giornalino n. 40/2010
“Prigionieri degli oranghi” su il Giornalino n. 41/2010
“Guerrieri d'acciaio” su il Giornalino n. 42/2010
“Nelle mani dei robot” su il Giornalino n. 43/2010
“Fuga disperata” su il Giornalino n. 44/2010
Seconda parte
“Il nemico addosso” su il Giornalino n. 2/2012
“La colonia dei super-ragni” su il Giornalino n. 3/2012
“L'orrore nella mente” su il Giornalino n. 4/2012
“La nebbia assassina” su il Giornalino n. 5/2012
“Prigione d'acciaio” su il Giornalino n. 6/2012
“La minaccia verde” su il Giornalino n. 7/2012
“Il grande cervello” su il Giornalino n. 8/2012
“L'urlo dei vichingosauri” su il Giornalino n. 9/2012
Terza parte
“L'impero di Madron” su il Giornalino n. 18/2013
“Elekta!” su il Giornalino n. 19/2013
“Nelle viscere della terra” su il Giornalino n. 20/2013
“Il fiume sotterraneo” su il Giornalino n. 21/2013
“Il volto del traditore” su il Giornalino n. 22/2013
“Nelle mani del tiranno” su il Giornalino n. 23/2013
“La macchina della morte” su il Giornalino n. 24/2013
“Missione compiuta” su il Giornalino n. 25/2013

Le fiabe sbagliate di Nonno Nedo
“Biancanana e i sette spilungoni” su il Giornalino n. 17/2010, dis. L. Salvagno
“Alì bebè e i 40 tardoni” su il Giornalino n. 18/2010, dis. A. Allegretti
“La bella imbranata nel Web” su il Giornalino n. 20/2010, dis. S. Ripa
“La bulla e il bestione” su il Giornalino n. 21/2010, dis. L. Salvagno
“Camicetto rosso” su il Giornalino n. 47/2010, dis. F. Frosi
“Asol e Bretel” su il Giornalino n. 49/2010, dis. L. Salvagno
“Polverentola” su il Giornalino n. 50/2010, dis. S. Ripa
“Il matto coi giornali” su il Giornalino n.1/2011, dis. A. Scoppetta
“Pollo Cino” su il Giornalino n. 17/2013, dis. M. Meloni
“Il robottino di piombo” su il Giornalino n. 18/2013, dis. G. Sommacal
“I tre Marcellini e l'Ugo cattivo” su il Giornalino n. 19/2013, dis. M. Meloni
“Papironzolo” su il Giornalino n. 20/2013, dis. Di Al & Piz
“La lattina di Albertino” su il Giornalino n. 26/2013, dis. M. Meloni
“La C. Carla e la prof antica” su il Giornalino n. 27/2013, dis. L. Usai
“Bimbablù” su il Giornalino n. 28/2013, dis. M. Meloni
“Pelle d'alieno” su il Giornalino n. 29/2013, dis. S. Ripa
“La truzza Anna Broccola” su il Giornalino n. 36/2013, dis. G. Sommacal e L. Stroppi
“La piccola verduraia” su il Giornalino n. 39/2013, dis. L. Usai
“La gondoletta” su il Giornalino n. 29/2014, dis. L. Usai
“Gecco e la fagiana magica” su il Giornalino n. 30/2014, dis. S. Ripa
“Il vestito mutaforma dell'esploratore” su il Giornalino n. 31/2014, dis. S. Ripa
“Il tonto di campagna e la tonta di città” su il Giornalino n. 32/2014, dis. M. Meloni
“Il follettino Doro” su il Giornalino n. 33/2014, dis. U. Sacchelli
“I musilunghi del tema” su il Giornalino n. 37/2014, dis. A. Allegretti


Restano infine qualche copertina, per la precisione quelle de il Giornalino n. 7/1999, il Giornalino n. 12/2004 (inserto Conoscere Insieme), il Giornalino n. 23/2011 (qui sopra il disegno originale), e alcune pagine di promozione delle mie strisce, oltre a tutte le illustrazioncine per “Il mio diario G 96, 100 anni di fumetto” (1995) dove, su testi di Davide Castellazzi, mi sono divertito a disegnare "a modo mio" i più famosi personaggi del fumetto di tutti i tempi e "d'ogni dove". Compresi quelli del Giornalino, naturalmente.

E per il futuro? Ci sono ancora una decina di pagine di Capitan G già realizzate che appariranno nelle prossime settimane su il Giornalino, e sto lavorando alle sceneggiature della nuova serie che andrà a sostituire quella della Fiabe Sbagliate. Stavolta di "sbagliato" ci sarà la Storia che un professore particolarmente fantasioso cercherà di insegnare ai suoi allievi delle scuole medie. Insomma... ci sarà da divertirsi ancora insieme!

venerdì 16 maggio 2014

A tutto G!



Settimana nel segno della San Paolo Periodici, per me!
In attesa di rivedere sulle pagine de il Giornalino il mio imbranato supereroe Capitan G (ci tornerà presto; le nuove avventure sono in fase di colorazione), ho avuto il piacere di vedermi ricordato nella nuova edizione, fresca di stampa, del Diario G. Per festeggiare i 90 anni del settimanale cattolico (col quale collaboro ormai da un quarto di secolo), la tradizionale agenda scolastica per ragazzi è dedicata quest'anno all'importante ricorrenza e nelle sue pagine ripercorre i contenuti del giornale, dalle notizie storiche, alle curiosità scientifiche, alle barzellette, allo sport e, ovviamente, ai fumetti. Ad accogliere i giovanissimi lettori nel primo giorno del diario è proprio il mio Capitan G nella bellissima interpretazione di Luca Salvagno (ma quant'è schifosamente bravo, quest'uomo?) che ha illustrato tutta l'agenda. Altra mia serie citata (stavolta a inizio ottobre) è "Le fiabe sbagliate di nonno Nedo".


Ma i festeggiamenti per il Giornalino non si esauriscono qui. Questo mese anche Fumo di China gli dedica un approfondito dossier, e io non ho potuto dire di no alla richiesta dei direttori Guiducci e Cantarelli di realizzare una copertina per l'occasione. La potete ammirare qui sotto, nello splendore della colorazione di Jacopo Toninelli (con il prezioso aiuto della giovanissima colorista Silvia di quattro anni e mezzo).
Si tratta di una "foto di gruppo" nella quale ho cercato di raccogliere personaggi di almeno un cinquantennio di vita del settimanale. Nell'ordine, da sinistra a destra e dall'alto in basso, si tratta de: il commissario Spada, il professor Van Der Groot di Agenzia Scacciamostri, Dev Bardaj, Gray Logan, Larry Yuma, Pallino, Pico (l'assistente alieno di Van Der Groot), la Franci, Leo (giovane assistente di Aliseo), Johnny Falcon e De Pennutis, Susanna, Fra Tino, Dante, Pon Pon, Pinky, Ippo e, inevitabilmente, Capitan G.
Il Giornalino è stato protagonista anche del Napoli Comicon, con una splendida mostra e un ricchissimo catalogo che ospita anche i miei ricordi di cinque lustri di appassionata collaborazione alla testata. Ne riparleremo appena l'avrò in mano.


martedì 18 marzo 2014

Darkwood? Si trova in via degli Avvalorati


Chi abita a Livorno o paesi limitrofi (ma anche i pisani non stanno troppo lontano) e ha difficoltà a procurarsi il mio ultimo libro di cui vedete qui sopra la copertina, sappia che da oggi è disponibile anche alla libreria Erasmo in via degli Avvalorati 62, a due passi da piazza della Repubblica.
Naturalmente ci si trovano anche tutte le mie altre opere. Quelle fumettistiche, da "Dante, la Divina Commedia a fumetti" a "Leggi-le-Facce e altri racconti", e quelle in prosa, dalla succitata al romanzo "S'i' fosse morte...".
Il locale (vedi foto in basso) è ampio, luminoso e ben organizzato, e l'atmosfera quanto mai rilassante. Merita una visita, indipendentemente dall'interesse per i miei lavori.
Info: Libreria Erasmo, telefono 0586.211015.













sabato 8 marzo 2014

Piccoli libri poco conosciuti


In Italia vengono pubblicati molti più libri di quelli che possiamo trovare nelle librerie generaliste o sui siti di vendita online. C'è infatti un numero incontrollabile di piccoli o grandi libri stampati in tirature limitate e distribuiti in modo quasi clandestino. Spesso si tratta di opere di dubbio valore, servite da un pessimo lavoro redazionale e grafica raffazzonata. Ma a volte capita di imbattersi in piccoli gioielli sfiziosi. Come quello di cui vedete riprodotta qui sopra la copertina.
Si tratta di un libretto di trentadue pagine di carta color avorio ad alta grammatura, più copertina con risvolti. Un oggettino che è già un piacere tenere in mano. Quanto al contenuto, si tratta di un gustoso divertissement. L'autore, Filippo Sassòli, si è divertito a "pescizzare" una serie di oggetti della nostra quotidianità redigendo un vero e proprio manuale naturalistico delle sue "scoperte" e dando piacevolmente vita grafica alle sue invenzioni con un magistrale segno in punta di pennino.
Da artista qual è, apre la rassegna con il Pesce Pennello e la chiude con il Pesce Tubetto (di colore), ma in mezzo c'è di tutto, dal Pesce Molletta al Pesce Zuccheriera, al Pesce Cintura.
Come procurarsi questo originalissimo trattato fantastico? Insieme alle altre produzioni della Icone Edizioni, è in vendita in rete sul sito dell'editore.




giovedì 6 marzo 2014

Le Tinajas di L'Amour


Non è il titolo di un romanzo "rosa" italo-franco-messicano, ma solo il "riassunto" della mia storia di Zagor che appare per intero sul numero della Collezione Storica a Colori di Repubblica in edicola in questi giorni.
Come ho spiegato nel mio libro "Zagor 1982-1993, un senese a Darkwood" (vedi qualche post più sotto), infatti, per la storia di Jess lo Spietato ho attinto ad atmosfere e ambientazioni di alcuni libri del prolifico scrittore western Louis L'Amour.
Lo segnalo perché, dopo la parentesi dell'avventura monstre di Tiziano Sclavi col ritorno di Hellingen, da questa settimana tornano le mie storie: la succitata con Zagor e Cico alle prese con alcuni evasi sulle tracce di un bottino nascosto e, a seguire, "La belva di Wallock", uno dei migliori lavori di Michele Pepe.
Si tratta di due storie che sicuramente trovano posto nella mia personale Top Ten di quelle che ho scritto, per cui non posso che consigliare a chi apprezza il mio lavoro di sceneggiatore, se già non le ha lette a suo tempo, di non perdersele.
Peccato che, proprio nella storia della Maledizione di Tonka, Decio Canzio (che me l'aveva "salvata" trasformando un banale episodio di paralicantropia western alla Kerry il Trapper in un racconto epico sull'amicizia) nel corso della lavorazione redazionale abbia infilato una correzione... sbagliata. Per altri "errori" ho fatto in tempo a segnalarli alla redazione, in modo che questa prestigiosa ristampa ne fosse immune. Di questo, ahimè, mi ero dimenticato. E sì che all'epoca mi aveva infastidito a tal punto che ero andato da Canzio a chiedere se era possibile che io effettuassi una "ultima lettura" prima della stampa, proprio per evitare che da un'incomprensione redazionale potessero nascere errori di questo tipo. Anche perché, ormai da molti mesi, il mio nome appariva all'inizio dell'albo come autore della sceneggiatura e dunque anche gli eventuali interventi redazionali venivano attribuiti a me. La risposta fu negativa, e fu uno dei motivi di malumore che cominciarono a disamorarmi della collaborazione con la Bonelli.
Ma qual è l'errore? All'inizio dell'episodio "La belva di Wallock" vediamo Tonka e altri due indiani (tre in tutto, dunque) a caccia di cervi, finché non si imbattono in una creatura mostruosa. I tre si erano divisi per accerchiare la selvaggina, ma il grido di uno dei pellerossa costringe il giovane sakem a lasciar perdere la caccia per correre in aiuto del compagno. "Grande Manito! E' la voce di Kewah!" esclama Tonka. Quando lo raggiunge, Kewah è a terra, morto, e il "mostro" che l'ha abbattuto disarma e atterra anche il nuovo arrivato. A salvarlo dalla furia dell'animale sopraggiunge il terzo (e ultimo) pellerossa che, nella lotta, perde il coltello. Nell'ultima vignetta (pag. 209 della ristampa) si vede Tonka che raccoglie da terra un pugnale. Nella mia sceneggiatura originale l'amico di Zagor pensava: "Il coltello di Ukaj!": con tutta evidenza, Ukaj era il nome del terzo indiano (che nelle vignetta vediamo in balia della Belva di Wallock) e il coltello raccolto quello caduto a quest'ultimo due vignette prima.
Il cervello di ognuno di noi, però percorre strade sue particolari, e Canzio deve essersi proiettato nella testa un film diverso da quello da me ideato, immaginando che quel coltello e il nome Ukaj appartenessero a un altro indiano, quarto del gruppo, mai visto né nominato fin lì, né in seguito. Come conseguenza di questo cortocircuito mentale, si sentì in dovere di aggiungere un altro pezzo di frase al pensiero di Tonka: "Allora anche lui è stato...". Sottintendendo, immagino, "abbattuto dal mostro!"
Solo che un quarto indiano non c'è mai stato, né nel mio pensiero, né nei precisi disegni di Pepe.
Peccato che, rileggendo (ahimé rapidamente) la storia per renderne conto nel mio libro su nominato, questo particolare mi sia sfuggito. Avremmo potuto correggere anche questa svista di Canzio e regalare ai lettori una ristampa più curata.
Ma forse anche conservare queste piccole "pecche" rende tutto sommato più "verace" la ripubblicazione. E non rovina comunque la storia il cui merito, lo ripeto, va in gran parte attribuito all'intelligenza e alla professionalità di Decio.

Il locandiniere


Da un paio d'anni, come alcuni sanno, sono tornato ad occuparmi attivamente di politica. Non per ambizione personale (non intendo candidarmi a niente), ma perché ero stufo di stare in casa a lamentarmi di come andavano le cose senza far niente di concreto per cambiarle.
Così, tra una riunione, un'assemblea e un convegno, mi sono preso anche la briga di curare blog, siti e pagine Facebook del gruppo a cui avevo aderito (la sezione locale di ALBA, Alleanza per il Lavoro, i Beni Comuni e l'Ambiente) e, attualmente, di un Movimento locale che tenterà di presentarsi alle prossime elezioni comunali.
Da "uomo d'editoria" con qualche esperienza di grafica, mi sono incaricato anche di curare volantini e locandine con l'intenzione di portare un po' di "mestiere" e di gradevolezza in questo settore che, in associazioni, comitati e movimenti locali, è spesso affidato alla buona volontà di persone assolutamente impreparate.
Se può interessare a qualcuno, posto qui sopra e sotto alcuni dei risultati di questo mio "oscuro" lavoro che accompagna quello principale di fare fumetti.