giovedì 22 luglio 2021

Prudentemente Rimini


Nonostante il Covid non abbia ancora mollato la presa, lo staff di Cartoon Club ha portato a casa il risultato di una fiera del fumetto in presenza, con stand, cosplayer e spettacoli dal vivo. Una fiera importante, grande, storica qual è Riminicomix.


Nell'anno del settecentenario della morte di Dante Alighieri, è stata anche l'occasione per festeggiare in modi diversi il mio Somm(ess)o Poeta a fumetti. Gli sono state dedicate due mostre, una al Museo di Rimini e l'altra nella splendida cornice della Rocca Malatestiana di Verucchio, a pochi chilometri di distanza. Due anche gli incontri sul tema, sapientemente condotti da Paolo Guiducci. Al primo, quello verucchiese, dopo un picnic sul prato della fortezza ho avuto anche il piacere di dedicare il "Dante" edito da Shockdom ad alcuni miei giovanissimi lettori (uno dei quali aveva quasi "smontato" il libro, a forza di rileggerlo), cosa che non manca mai di intenerirmi e rendermi orgoglioso di come il mio "nasone", a distanza di più di cinquant'anni dalla sua prima apparizione sulle pagine di Off-Side, riesca ancora a "parlare" a lettori di tutte le età.















Il secondo, svoltosi nell'abituale sede della Palazzina Roma, ha visto la partecipazione, oltre a me, di Alfredo Castelli, di Emilio Guazzone autore di un'originale versione "fumett-illustrata" della Commedia pubblicata dall'editore Voilier e, in collegamento video, di Giuseppe Palumbo, autore del poster ufficiale.






Oltre che in un manifesto da me realizzato per l'occasione (in alto), il mio Dante è stato riprodotto su una litografia tirata in cento esemplari numerati, data in omaggio a chi ha partecipato all'incontro riminese. La n. 9 è andata invece in premio a Giorgio Prioli (nella foto sotto), vincitore del Dante Quiz proposto in rete nella settimana precedente alla manifestazione.



Massimo onore, a Dante sono anche state dedicate da Poste Italiane due cartoline con relativo timbro di annullo postale.



Unica nota dolente, se così si può dire, la mancanza di copie del volume che, momentaneamente esaurito (grazie alla ricorrenza dantesca, quest'anno le vendite hanno riscontrato un deciso aumento: la settima ristampa di mille copie dell'ottobre scorso era già tutta andata a febbraio di quest'anno, e l'ottava - di altre duemila copie - sold out a inizio luglio), era in ristampa proprio nei giorni dell'evento. Allo stand di Supergulp che, oltre a una sconfinata distesa di manga, esponeva alcune pubblicazioni della Shockdom, le poche copie recuperate in negozio sono sparite subito e quando sono andato a fare la mia seduta di firme, ho potuto dedicare solo i volumi di Omero e Renzo & Lucia.




Allo stand di Fumo di China (nella foto, presidiato da Paolo Guiducci e da due dei suoi figli), invece si è venduto soprattutto Enea e qualche copia della vecchia edizione dell'Inferno di Dante



Per il resto, il piacere immenso di rivedere (e in alcuni casi anche abbracciare fisicamente... si fotta il Covid!) amici/che, colleghi/e e lettori/rici dopo un anno e mezzo di confinamento con appena un paio di incontri... distanziati. E pure di farmi una foto con un Virgilio e un Dante... pardon, una Danta cosplayer.


Siamo anche tornati ad assaggiare la cucina romagnola a base di piadine, pasta e piatti di mare.




Domenica ci è pure scappata un'escursione a San Marino, facendo l'ultimo tratto di strada in funivia e arrivando in tempo per una bella esibizione di sbandieratori, tamburini e suonatori di chiarine (anzi, suonatrici, ché a suonar tamburi e trombe erano quasi tutte donne) che mi hanno ricordato l'atmosfera del Palio della mia Siena.








Domenica sera spettacolo in ricordo del compositore riminese Carlo Alberto Rossi col pianista Benedetto Franco Morri e noi disegnatori impegnati a scarabocchiare in video nel tempo d'una canzone. Io, ovviamente, ho sforato. Alla fine, foto con finto can can degli autori. Mi sono ripromesso di non partecipare mai più a "show" del genere.




Sul fronte delle letture, da questa edizione oltre al bel volume di Guazzone su visto riporto solo i lavori di due amicolleghi, che potete ammirare qui sotto e che sono ansioso di leggere.



Il coraggio degli organizzatori è stato premiato non solo dalla grande affluenza (con ingressi prudentemente regolamentati nelle varie zone ed eventi), ma anche dalle condizioni meteorologiche che, quasi catastrofiche nelle previsioni dei giorni precedenti, hanno invece regalato giornate di sole mentre le piogge si sono sfogate durante la notte o di prima mattina.

Visto il successo, Riminicomix ha diffuso oggi già le date per il prossimo anno: dal 21 al 24 luglio 2022. Intanto, per parte mia sono felice di aver vissuto questa festosa, amichevole, allegra e ricca nuova edizione. Un "ritorno alla quasi-normalità" che ha fatto un gran bene al cuore di chi c'era.



(Le foto sono di Serena & Alessio, presenti in alcune di esse)


venerdì 9 luglio 2021

La (falsa?) ripartenza di Martin Mystère


Sempre curioso di quello che si muove nel mondo del fumetto, e in particolare del settore sempre più disastrato delle pubblicazioni da edicola, ho acquistato il primo numero del "nuovo corso" di Martin Mystère.
Sinceramente, mi è sembrato un passo falso.
Piccolo riassunto: nato negli anni ottanta, MM fu il primo personaggio "attuale" di quegli anni in casa Bonelli accanto a vari western e a Mister No che era comunque ambientato negli anni cinquanta. Univa avventura e "misteri" del tipo di quelli che si potevano trovare sui libri di Peter Kolosimo. Con gli anni - per quello che ricordo - il lato avventuroso si era un po' rarefatto, il protagonista si era un po' imborghesito e il testo era diventato più verboso.
La generale crisi di vendite e l'inevitabile stanchezza delle serie di lunga durata (e MM si appresta a festeggiare i quarant'anni) gli hanno fatto perdere lettori, così da un bel po' di anni l'editore aveva deciso di trasformarlo da mensile "standard" bonelliano di 96 pagine in bimestrale di circa 160 pagine.


Nel bel mezzo dei festeggiamenti dell'ottantennale della casa editrice, nuovo cambiamento di rotta: si ritorna a 96 pagine e alla mensilità giusto in tempo per cavalcare il nuovo aumento di prezzo a 4 euro e 40. Le vendite però sono davvero basse: un paio d'anni fa gli venivano attribuite circa novemila copie, attualmente dovrebbe aggirarsi sulle settemila o poco più. Così, per far quadrare i conti, si è deciso di ridurre le pagine di fumetto a 78, riempiendo le restanti con redazionali e riciclando a puntate uno dei romanzi martinmystèriani.


Visto che in queste settimane è uscito un albo bonelliano di 80 pagine (sia pure in formato leggermente più grande; si tratta di "Attica" di Giacomo "Keison" Bevilacqua) a 4,40 euro, ci si domanda se non si poteva effettuare la ripartenza con la stessa foliazione, risparmiandosi - e risparmiando ai lettori - i risibili testi in appendice.
Le mie considerazioni nascono da una riflessione: come ho già scritto, la Bonelli stessa sembra finalmente aver capito che inseguire nuovi lettori che sostituiscano quelli che abbandonano non è impresa difficile, ma impossibile. L'unica cosa che può fare l'editore è dunque cercare di gestire al meglio gli appassionati che ancora seguono le sue testate. Il nuovo corso di MM non sembra dettato da questa convinzione. La storia che Alfredo Castelli ha scelto per "ripartire" è un parlarsi addosso dove l'avventura ruota attorno a un fumetto (!) ed è appesantita da una celebrazione virtuale della ricorrenza di cui parlavo sopra mettendo in scena i principali dirigenti e redattori della casa editrice, e facendo recitare la parte dell'esperto di "archeologia fumettistica" all'amico Gianni Bono. Tutto indiscutibilmente molto simpatico. Ma era davvero necessario? Non sarebbe stato meglio ripartire con un'avventura nuda e cruda evitando le ormai stucchevoli strizzate d'occhio metafumettistiche? Non per cercare nuovi lettori (mission impossible, come detto), ma per restituire a quelli affezionati almeno un po' dell'atmosfera delle prime magiche storie.
E' vero che essendo probabilmente ormai i lettori della collana solo gli iscritti alle due-tre associazioni di fan del personaggio che, grazie alle loro riviste, conoscono vita-morte-e-miracoli di autori e redattori, magari hanno trovato divertente l'operazione. Ma se si confida in questo, a che pro spiegare nei redazionali i perché e i percome dei cartacei festeggiamenti in redazione, visto che il fandom era perfettamente in grado di decodificare la cosa da solo?




Come se non bastasse, nel numero successivo lo sceneggiatore Carlo Recagno si lancia in un "riassunto" della storia del personaggio che occupa metà dell'albo. A beneficio di chi, se come abbiamo visto nuovi lettori non possono venire? L'unica carta che le collane storiche di via Buonarroti possono percorrere per cercare di aumentare un po' le copie vendute è quella di riacchiappare alcuni dei collezionisti che, nel tempo, si sono allontanati dalla testata. E non è certo raccontando loro una storia che già conoscono, che ci si può riuscire. C'è piuttosto il rischio di allontanare quelli che ancora comprano l'albo, come dimostra il commento di uno di essi, Cristiano Zuccarini, su Facebook: "Leggo Martin Mystère dal 1989, dal numero 90, Il cuore di Christopher. Ho tenuto duro fino a oggi. Ho lottato e continuato a prenderlo anche quando il livello era ai minimi storici. Fino a oggi. Le prime 40 pagine di questo albo sono un insulto personale a chi, come me, lo legge da 32 anni. Motivo per cui mi sono recato dal mio edicolante stamattina dicendo che dal prossimo mese non avrei più preso Martin Mystère; lui mi ha semplicemente depennato dalla lista. Sono davvero infastidito, ma ormai non è più un problema. Le prime 40 pagine più altre sparse qua e là sono un enorme riassunto totalmente inutile per i vecchi lettori. Mi ha infastidito veramente tanto."
Insomma, Alfredo è un grandissimo sceneggiatore (personalmente adoravo i suoi Speciali estivi di taglio più ironico), ma in questa ripartenza sembra aver fatto scelte poco razionali. Spero che nei prossimi numeri il tiro venga corretto e, per la gioia dei lettori, si ritorni davvero a storie più tradizionalmente avventurose e brillanti anche se, certo, dopo quasi 400 numeri trovare spunti narrativi e "misteri" inediti non è davvero impresa facile.