domenica 6 settembre 2026

Autori, redazioni e IA


L'editoria, non solo fumettistica, negli ultimi anni è agitata dall'arrivo nel settore di specifiche forme di Intelligenza Artificiale. All'argomento ho già dedicato un post, poi approfondito sul volume Foxtrot "La testa tra le Nuvolette".



Se solo tre-quattro anni fa l'IA cominciava a invadere il campo artistico con i lavori non scevri da pecche ed errori di MidJourney, le aziende e i programmi in poco tempo si sono moltiplicati e sono entrati fattivamente nella produzione libraria e anche, per adesso sporadicamente, nelle pubblicazioni da edicola.
I libri stanno cominciando a subire colpi di una certa sostanza, e gli editori stentano a trovare il bandolo della matassa dell'inedita situazione. Infatti, se da una parte sono attirati dalla possibilità di ricorrere ai nuovi programmi digitali che potrebbero far loro risparmiare soldi per la realizzazione di copertine, illustrazioni e anche testi di vario genere, dall'altro sono terrorizzati dall'ipotesi che qualche autore porti loro, spacciandole per opere proprie, romanzi o saggi scritti utilizzando l'IA. I lavori prodotti da "robot", a quanto pare, non sono protetti da copyright, perciò chiunque - una volta conclamata la vera natura del testo - potrebbe ristamparlo liberamente. Come si vede, una medaglia dalle due facce che sta facendo tremare case editrici e redazioni di mezzo mondo.
Nel fumetto, come detto, per ora si sono visti pochi utilizzi dell'IA, a volte correttamente dichiarati, altre volte celati salvo ammissione dopo essere stati sgamati. Si va dalla copertina variant di un numero di Nathan Never, a quella di un numero di linus (se ne parla esaustivamente sul primo Annuario Nuvolette), qualche locandina di fiere fumettistiche ecc.


Il caso più recente è quello della copertina del primo numero di Nippur, testata che sta per essere mandata in edicola dall'editore Sprea col marchio Lancio (di sua proprietà da qualche anno, quando iniziò a ripubblicare una serie di fotoromanzi della fu casa editrice romana). L'avete vista in apertura di post.
Dopo la pubblicazione sul sito dell'editore e l'immediato rilancio sui social, qualcuno ha postato quasi subito l'illustrazione originale di Lucho Olivera che vedete qui sotto.



E, naturalmente, si è acceso il dibattito, con più d'un commento scandalizzato per l'utilizzo di programmi d'Intelligenza Artificiale e per la mancanza di rispetto nei confronti dell'autore (che non è più tra noi dal 2005). Molti si sono anche dichiarati disgustati sostenendo che era meglio l'originale.
Credo valga la pena di fare qualche riflessione, in merito.
Intanto, a questo livello la valutazione della "bellezza" è inevitabilmente soggettiva e dunque ognuno è libero di avere la sua opinione, che non può però essere oggetto di dibattito.
Dobbiamo poi considerare che l'editore non ha fatto realizzare ex novo all'IA una copertina, ha solo utilizzato il programma per "correggere" un'opera già esistente e di cui - a meno che non l'abbia "piratata" scaricandola dalla Rete - si suppone detenga, dopo averli pagati, i diritti di riproduzione. Dunque così facendo non ha "tolto lavoro" a un illustratore, ha anzi "speso" qualcosa in più per far ritoccare un'immagine di cui aveva piena disponibilità.
L'eventuale problema si limiterebbe perciò alla valutazione dell'opportunità della scelta fatta.
Si tratta di un comportamento inedito?
Non credo proprio, se pensiamo ai millemila rimaneggiamenti redazionali di copertine e tavole effettuati dalla Bonelli (e da cento altri editori, adesso e in passato). Se fosse una questione di "rispetto" del lavoro degli autori, direi che nel seriale da edicola è vicino allo zero, semplicemente perché quelli commissionati dagli editori del settore non sono considerati lavori autoriali ma "di servizio".
Le copertina di Tex, nei decenni, sono state ritoccate, rimontate, ricostruite in mille modi. Qualche volta era Galleppini stesso a effettuare i rifacimenti, ma in moltissime altre occasioni si trattava di abituali interventi redazionali.


E non solo per riutilizzare vecchie copertine passandole da una collana all'altra, ma anche intervenendo sulla copertina alla sua prima uscita, come in quella di Zagor che vedete qui sotto, dove lo sfondo è con tutta evidenza del grafico Corteggi.


Sugli interventi relativi alle pagine interne delle avventure dello Spirito con la Scure ho già scritto su questo blog e nel volume delle mie memorie zagoriane.


E non sono comportamenti dell'ultima ora, ma una consuetudine antica. Cinquant'anni fa la Dardo rimontava le pagine interne di Capitan Miki, Blek e Kinowa passando dal formato a striscia a quello a quaderno ed erano i grafici della redazione ad allargare e tagliare le vignette per adeguarle al diverso formato.



Lo stesso fece la Mondadori passando dall'edizione di grande formato degli Albi d'Oro di Pecos Bill a quella tascabile, ritoccando disegni e testi.



Dunque, qual è la colpa della Sprea? Di aver usato per sua comodità l'IA per fare una cosa che gli editori di fumetti da edicola hanno sempre fatto e continuano a fare, "sistemando" la copertina come, a torto o a ragione, riteneva utile? Lavoro, fra l'altro, che probabilmente poteva essere fatto anche solo usando Photoshop con opportuni interventi. Avrebbe scatenato le stesse reazioni?
Personalmente, in genere non amo le Intelligenze Artificiali applicate al lavoro editoriale. Sono un "dinosauro" che fa i suoi fumetti tradizionalmente su carta e uso il digitale solo per le fumettature e la colorazione, oltre che per l'impaginazione dei miei libri. Con tutto ciò non innalzo barricate a priori e se devo dare un parere estetico trovo che la copertina incriminata ha sicuramente più impatto per l'esposizione in edicola, rispetto all'originale. Certo, "artisticamente" è più banale e richiama il look degli innumerevoli meme e illustrazioni di vario genere fatti dall'IA con cui i social ci inondano quotidianamente, ma all'editore interessa acchiappare l'attenzione del lettore e in questo senso forse la scelta non è stata peregrina. 

giovedì 3 settembre 2026

Crederci


Nelle more dell'ultima (seppur non originale) trovata di marketing della Bonelli per festeggiare il quarantennale di Dylan Dog, le quattro diverse copertine nascoste in Busta Cieca (chi sa le lingue la chiama Blind Bag) con vari livelli di rarità numerica e il conseguente psicodramma collettivo che da qualche settimana agita collezionisti e lettori tenendo banco sui vari social, per sdrammatizzare e riderci su mi sono inventato una promozione similare per Tex.


Ho pescato in rete un'immagine del ranger (quella che avete visto in apertura di post qui sopra, opera di Mike Deodato), ci ho aggiunto la testata di Tex e la scritta "100 anni" e ho sparato sul gruppo di Fumettoso una notizia con tutta evidenza, per esagerazione ed errori, falsa. Questa:

SCOOP!
In occasione dei cento anni del personaggio, ad aprile del 2027 uscirà un numero speciale di Tex.
Tiratura, 1 milione di copie.
10 copertine diverse (autori: Villa, Civitelli, Milazzo, Alessandrini, Casini, Torricelli, Perucca, Cavazzano, Ortolani, Sio).
Confezione cellofanata che impedirà di sfogliare l'albo.
Solo il 10% degli albi conterrà la storia, a colori.
Nell'altro 90% le pagine saranno bianche (non in B/N, proprio BIANCHE).

Per maggiore chiarezza ho anche aggiunto nel primo commento che la data di uscita era il primo del mese, cioè il primo aprile... ma tanto Facebook quando ce ne sono tanti nasconde subito i primi commenti.
Se, per fortuna, la maggior parte dei frequentatori del gruppo (più di centomila iscritti) ha capito che si trattava di uno scherzo per ironizzare sulle scelte editoriali della SBE che, continuando a perdere lettori come tutta la stampa, è costretta a sfruttare sempre più i collezionisti, non sono mancati i commenti tra lo scandalizzato e il preoccupato di chi ha preso l'annuncio sul serio. Eccone qualche esempio:

- Per me potete tenerveli tutti. Non apprezzo questo genere di cose tipo gratta e vinci. Byebye.

- Poveri i presunti collezionisti che non dormiranno la notte!

- Nel 2027 la Bonelli non ci sarà più perché è fallita!!!

- Chiaramente, da comprare solo di seconda mano... in ogni caso, è una boiata possibile da chi, sempre più esclusivamente, cerca solo il guadagno.

- Lo stile Sergio Bonelli è morto con lui. Si raschia sempre più il fondo del barile.

- 100 anni? Tex era uscito come striscia nel 1948. Di cosa state parlando?

- Che tristezza! Che boiata! E poi, Tex col mascellone da duro mussoliniano fascista! Bah...

- Ma anche basta con queste stronzate! Cos’è una caccia al tesoro? Ma che stronzate!


C'è da chiedersi se davvero molti collezionisti siano stati ormai anestetizzati a tal punto dal crescendo di iniziative "speciali" che (come ha affermato qualcuno in un apposito video su YouTube) rasentano addirittura il gioco d'azzardo e la caduta nella ludopatia, da prendere per buoni anche post ironici dai contenuti assurdi come il mio.









domenica 2 agosto 2026

Marcello? Mettetelo al muro!


Si è svolto nel primo weekend agostano il Campionato della Bugia, giunto alla sua cinquantesima edizione (ma aveva mosso i primi passi già dieci anni prima). Quest'anno, per la concomitanza col duecentenario della nascita di Carlo Lorenzini detto il Collodi nato a Firenze il 24 novembre 1826, nelle more della prossima uscita della mia versione a strisce umoristiche del Pinocchio (in arrivo a inizio autunno per i tipi di Nicola Pesce Editore) gli organizzatori mi hanno invitato a partecipare con una mostra di strisce scelte dal libro in arrivo.


Come è tradizione della manifestazione, i relativi pannelli sono affissi sulle pareti delle case nella pubblica via e ci resteranno per tutto il mese, per cui se passate dalle parti dell'Appennino pistoiese e avete voglia di leggere un'anteprima della mia opera fermatevi a Le Piastre e fate due passi in paese.




La prima sera, cena in piazza con spettacolo al quale sono stato chiamato a partecipare con una breve intervista (la trovate per esteso qui) tra il secondo e il dolce, per parlare del Pinocchio a fumetti.



Come è naturale, abbiamo parlato anche della mia carriera in generale cominciando ovviamente dal longseller Dante di cui trovate in libreria (se non l'hanno finita: la prima edizione di 1200 copie è andata in esaurito tecnico in due mesi; a settembre arriva la prima ristampa) la nuovissima e rutilante edizione NPE.


Sul palco ho ricevuto la prima laurea honoris causa della mia vita, quella di Bugiardo, con relativa statuetta monumental-pinocchiesca (avete visto entrambe in apertura di post). Sappiate perciò che d'ora in avanti sono autorizzato a mentire. Qui e sui social i miei fake si sprecheranno, e non potrete dire niente!

Qui sotto sono ritratto insieme allo scrittore e "pinocchiologo" Fabio Stassi (primo a sinistra) e al mio intervistatore Stefano Di Cecio.


PS - Pernottando in un grazioso albergo della zona ho scoperto (con divertimento) una cosa di cui non sospettavo nemmeno l'esistenza: il lavandino scorrevole (vedi foto sotto). Se ti vuoi sedere sul water lo sposti a destra, se ti devi fare il bidet lo sposti a sinistra.



martedì 9 giugno 2026

Un quadrotto dopo l'altro


Il primo volume Foxtrot che ho deciso di fare in formato quadrato... non l'ho ancora fatto.

Avevo deciso di riprendere Marshal Mickey, pubblicato in un albetto a striscia uscito come supplemento della rivista Fox Trot! negli anni ottanta. All'epoca progettai di realizzarne tre episodi come affettuoso omaggio a due personaggi molto amati da ragazzo, Capitan Miki e Kinowa. Portai il primo in regalo ad alcuni amici e colleghi tra cui Tiziano Sclavi (che dopo averlo letto mi telefonò per chiedermi di disegnare Dylan Dog, oltre a sceneggiarlo... ma questa è un'altra storia), nonché a Casarotti che dei personaggi dell'EsseGEsse era stato l'editore. Lui, al contrario di Tiziano, storse la bocca poco felice di quello che gli sembrava un plagio. Così mi fermai lì.



Un paio d'anni fa, con le "edizioni" Foxtrot ormai più che rodate, decisi di rimettere mano a quel progetto, scrivendo e disegnando finalmente il secondo episodio, "Il sangue negli occhi", in cui Mickey incontra Kinowa. Ne ho accennato qui.


Altri progetti si erano però imposti per varie ragioni e il mio Marshal era tornato nel cassetto in attesa di tempi migliori. Il formato "quadrotto" mi era intanto entrato in testa, così cominciai a usarlo per altri lavori, a cominciare nel novembre del '24 dal libretto per bambini "Riccio Pasticcio e l'ananasso di Tasso Gradasso".


Poi fu la volta, nel settembre dell'anno successivo, di "Le targhe parlano".


Nel dicembre dello stesso anno è arrivato "Dante - Ma cos'è questa bolgia?".


L'ha seguito a marzo di quest'anno "Catturatelo! Quel malinquente di Alfio Bobbò".


Dulcis in fundo, è di questi giorni l'uscita di "Dante - Il Divino Sunto".


Quale sarà il prossimo? Sarebbe bello portare finalmente a termine Marshal Mickey, ma gli impegni che ho già in cantiere non fanno prevedere tempi brevi, per lui.





domenica 7 giugno 2026

Come un Bignami


Nel 2021, ricorrenza del settecentenario della morte di Dante, l’editore della mia Divina Commedia a fumetti pensò di celebrare l’evento (e festeggiare le vendite del libro che già da più d’un lustro stava macinando un migliaio di copie dopo l’altro e quell’anno triplicando le vendite abituali) con un’edizione speciale, di grande formato e con la copertina rigida.


Mi telefonarono per informarmi del progetto e chiedermi se avevo un’idea per rendere ancora più speciale il volume. La prima cosa che mi venne in mente fu di aggiungere il poema originale alla mia versione a strisce umoristiche. Il suggerimento fu prontamente adottato. Nelle settimane successive insieme a Chiara Zulian, curatrice del libro, e Stefano Antonucci, grafico e impaginatore, pensammo che sarebbe stata buona cosa arricchire ulteriormente l’opera con delle piccole illustrazioni alla fine di ogni Canto della parte letteraria.



Per non dover affrontare impietosi paragoni con il Doré, decisi di rimanere nel mio campo realizzando una specie di “vignette mute”, e tanto per diversificarle dalle strip mi tenni alla larga da pennelli e pennarelli affidandomi a una semplice matita “grassa”.
Nacque così l’Edizione Somma di “Dante, la Divina Commedia classica e a fumetti”, che in occasione delle varie fiere a cui ero invitato a partecipare per incentivare le vendite con dediche e disegnini fu prontamente ribattezzata dallo staff dello stand “il Dantone”, appellativo giustificato dalla grandezza come dal non indifferente peso, circa due chili e mezzo.


Se per Inferno e Purgatorio scelsi di trovare nuovi spunti ironici su personaggi e situazioni del poema dantesco, per il Paradiso preferii evitare ulteriori “scherzi coi Santi” già messi alla berlina nelle pagine a fumetti e tirai invece fuori dal cassetto una vecchia idea: da almeno vent’anni meditavo di fare una serie di “santini” tutti da ridere, così recuperai i due o tre che avevo già buttato giù e ce ne aggiunsi una trentina per coprire tutti i Canti del Paradiso.








Come ci racconta la cronaca editoriale, nel 2024 ci fu il fallimento della Shockdom con conseguente ritiro dalle librerie fisiche e online di tutti i volumi della casa editrice.


Il mio “Dante” nel frattempo ha trovato un nuovo editore, la NPE di Nicola Pesce, ma il Dantone non sarà mai più ristampato. Ho pensato così di recuperare il lavoro fatto a corredo delle terzine dantesche con questo libretto utilizzabile anche come “bignami” per un veloce ripasso in vista di un’interrogazione o di un esame, evitando a questa mia fatica di sparire per sempre dai cataloghi. Lo trovate in vendita qui, e solo qui.
Ciò detto, non mi resta che... augurarvi buona lettura e buon divertimento.





giovedì 28 maggio 2026

Per confondere i robot


Chi mi segue sa che da qualche mese le visualizzazioni dei miei post qui sopra sono aumentate notevolmente, e si mantengono molto alte (dalle abituali 20-30 al giorno siamo passati alle 3-400 quotidiane con punte ricorrenti di 1000-1500).

Qualcuno mi ha suggerito che potrebbe essere opera di "bot" che si aggirano in rete per nutrire le varie IA. Ecco dunque un post per provare a mandarli in tilt. Se non siete robot, potete anche smettere di leggere.

"Dante" paruzza svaita manca trosti furlandani la porta tulludinaria fisti anporca. Realizzanda sgritti vastallani marotta scicchi tropp'anda' mericchi siana. E non vritti pustianazza maggiona, per quantra malozzamenti anvetti sulla spiccia, tramantannante purga soviettola mazzarana.

Ochi lusti si vengion gradantantanto spilli spispilli camiolango fuzzi-allà.

Non val bartanare wikli mozzoggione trippia sardamanango faluggio partenonzante le sette scrugge ch'aridosso ammaga. E non è giucco!



lunedì 25 maggio 2026

L'Aurea di Schrödinger


Da circa un mese l'Aurea ha interrotto le uscite in edicola delle sue testate pubblicando negli ultimi numeri un "messaggio" che recitava così:
"Nei prossimi mesi la distribuzione in edicola potrebbe diventare più incerta. Sempre più punti vendita chiudono o riducono gli spazi riservati alle riviste, e questo significa che trovare ogni settimana Lanciostory o Skorpio potrebbe diventare più difficile. Per questo stiamo valutando una soluzione che molti lettori ci chiedono da tempo: rafforzare il sistema degli abbonamenti diretti, che permettono di ricevere le riviste a casa senza dipendere dalla distribuzione in edicola." Nello stesso numero delle riviste c'era un modulo da compilare per dichiarare senza impegno il proprio interesse per l'iniziativa. "Se il numero di richieste sarà sufficiente ad attivare il servizio, vi contatteremo direttamente via email", proseguiva il comunicato. Dopo di che, il silenzio. Tutte le pubblicazioni della casa editrice romana sono sparite dai chioschi e dai supermercati e pure la pagina Facebook è scomparsa dalla Rete.


Il 24 maggio Emilio Balcarce, autore che con l'Eura/Aurea ha collaborato per decenni, posta alcune copertine di suoi lavori disegnati da Juan Zanotto e scrive: "Con profonda tristezza mi dispiace comunicare che, sebbene la storica Editoriale Aurea non abbia ufficialmente chiuso, ha sospeso da aprile la pubblicazione delle riviste settimanali Lanciostory e Skorpio, scomparse dalle edicole. La loro attività editoriale sembra essersi completamente interrotta e hanno messo in vendita i loro uffici. Quasi mezzo secolo ho lavorato per loro, 49 anni dal 1977. L'Italia è stata la mia seconda patria fumettistica, anche se la prima in numero di lettori: in Argentina ho lavorato per 20.000 e lì per 50.000. Mi hanno pubblicato i primi tre libri della mia carriera quando si chiamavano Eura, che qui posto, e mi hanno comprato più di mille sceneggiature, essendo una fonte di lavoro anche per molti altri sceneggiatori e disegnatori argentini. Quindi è molto triste dirti ciao cara Aurea, eternamente grato."
Nei commenti aggiunge il banner (di ignota provenienza) che vedete qui sotto.


Da una rapida ricerca su internet salta fuori questa voce su Wikipedia (non si sa da chi postata): "Editoriale Aurea era (il corsivo è mio) un editore italiano di fumetti con sede a Maccarese, frazione di Fiumicino. Fondata e guidata da Enzo Marino (...) la casa editrice ha sospeso le pubblicazioni a partire dal 6 aprile 2026 ed ha presentato in data 12 maggio, presso il Tribunale Fallimentare di Roma dichiarazione di fallimento."
Una ricerca alla Camera di Commercio effettuata da un iscritto a un gruppo texiano non ha però trovato traccia di presenza della casa editrice nelle procedure di liquidazione in corso.
Dunque, come per il gatto di Schrödinger, dobbiamo dire che per il momento la casa editrice è sia viva che morta.