sabato 22 ottobre 2022

Per non dimenticare Pini Segna


Nel 1925 nasceva oggi a Firenze Pini Segna.


Se fra tre anni sarò ancora qui, proverò a inventarmi qualcosa per celebrare il centenario della sua nascita.
Di lui ho già parlato in un altro post, scritto in occasione della sua scomparsa, ormai dieci anni fa, e ne ho parlato pure in una lettera a Luca Boschi (altra grande perdita, per me) pubblicata sul suo blog. Non ho molto da aggiungere a quanto detto allora. Dispiace solo che quel piccolo grande tuttofare del fumetto se ne sia andato con un bel po' di rabbia in corpo verso quel mondo che, in maniera totalizzante, era stato il suo e dal quale nei suoi ultimi anni di vita si è sentito tradito e trascurato.


Come ho scritto in un commento in calce al post linkato, se chi l'ha conosciuto e apprezzato può averlo pianto al momento della sua dipartita, in realtà - per come ha vissuto in modo pieno, ricco e frenetico il suo "mestiere" di fumettista a trecentosessanta gradi - è forse più giusto invidiarlo.










lunedì 17 ottobre 2022

Tutti i Benito del fumetto


Il Benito della mia biografia a strisce umoristiche non è certo il primo ad approdare sulle pagine di albi e volumi a fumetti.
Nel periodo di massima fascistizzazione dell'Italia il "testone" aveva già fatto la sua comparsa propagandistica nel mondo dell'arte sequenziale, anche se privo delle caratteristiche "nuvolette" che il Duce aveva in odio in quanto parto della cultura statunitense. Qui sotto potete vedere una striscia della rubrica "Ultime notizie" da Topolino n. 265 del 20 gennaio 1938. I disegni sono di Kurt Caesar.


Gli autori d'oltreoceano, d'altronde, dopo la dichiarazione di guerra di fatto dell'attacco a Pearl Harbor, avevano fatto di Hirohito, Hitler e Mussolini delle macchiette da sbeffeggiare sulle copertine e nelle storie dei loro comic book supereroici e umoristici. I tre dittatori dell'Asse le buscavano regolarmente dai valorosi protagonisti a stelle e strisce, prima sulle pagine dei fumetti e poi anche nella realtà.





Finita la guerra, Mussolini appare in "Battista l'ingenuo fascista" di Benito (!) Jacovitti che, a cadavere ancora caldo del regime, ne dà una lettura parodistica da par suo.


Negli anni successivi l'interesse per il padre del fascismo, d'altronde argomento spinoso per un Paese che col ventennio non ha mai fatto davvero i conti, viene del tutto meno. Ci vogliono gli anni settanta per ritrovare il Duce su un fumetto.
Una vera e propria biografia del dittatore viene disegnata nel 1972 da Roberto Molino su testi di Amedeo Gujon, Mariangela Ferrara e Giovanni Felettig nel terzo volume dell'opera "Eroi e personaggi parlano".


Nel dilagare di tascabili seguito al successo di Diabolik e poi dei primi fumetti sexy, qualcuno pensò di giocarsi anche la carta di Mussolini spedendo in edicola una pubblicazione davvero insolita dal significativo titolo di "Mascellone". I testi sono di Nino Cannata, le matite di Luciano Milano, gli inchiostri di Domenico Marino. Non fu un successo: il giornaletto non superò i due numeri.



Ho rintracciato in rete anche questa vignetta opera di uno dei più versatili artigiani del settore di quegli anni, Leo Cimpellin. Probabile che sia tratta da un numero di Jonny Logan, il tascabile uscito sulla scia della fortuna editoriale di Alan Ford dal quale si distaccava proprio per l'ambientazione italiana e l'abitudine alla satira sociale e politica.


E' sempre di quegli anni un'altra parodia del Duce che Bonvi ridicolizza nella figura del Fiero Alleato Galeazzo Musolesi sulle sue fortunatissime Sturmtruppen.


Nel 1977 Mussolini appare anche in un racconto del mensile Uomini e Guerra dell'Editoriale Dardo col soggetto di Franco Fattori e i disegni di Buscaglia (Enrique Breccia).



Per il resto, lo ritroviamo in "Italiani" di Enzo Biagi dove, in due svelte paginette disegnate da Alarico Gattia, ci si limita a tratteggiare il rapporto del dittatore con l'amante Claretta Petacci. Se ne parla anche ne "La Storia d'Italia a fumetti", sempre di Biagi, in diversi capitoli affidati per i disegni ancora a Gattia, Paolo Ongaro e Giacinto Gaudenzi



Negli anni novante le Nuvole Parlanti tornano a occuparsi di Benito con vari cicli di racconti scritti da Gino D'Antonio e disegnati da Ferdinando Tacconi e Renzo Calegari sulle pagine de il Giornalino. Si tratta di "Storia di tutti i tempi. Il peccatore" del 1986, di "Seconda Guerra mondiale. Uomini senza gloria: Tramonto a Berlino", de "Il figlio ritrovato" del 1995 e di "Un avvocato in prima linea" dello stesso anno.
  

Più recente il volume tratto dai memoriali dello stesso Mussolini con i disegni di Enrico Cumino, riguardante il periodo della prima Guerra Mondiale.


La Shockdom, prima del mio volume di strip, si era già occupata del Duce con i fortunatissimi fascicoli da edicola di "Quando c'era LUI" di Antonucci, Fabbri e Perrotta, poi raccolti in volume che sarà rilanciato in libreria, insieme al mio "Benito", il 28 ottobre in occasione del centenario della Marcia su Roma. 



Della storia editoriale della mia biografia a fumetti ho già parlato, perciò resta solo da accennare a un volume di Giulio C. Cuccolini e Claudio Dell'Orso per le edizioni Il Penny che, meglio e più approfonditamente di quanto ho fatto io su queste colonne, ha analizzato la presenza del Duce nel mondo del fumetto.





sabato 1 ottobre 2022

Histoire de B.



Risalire alla nascita di un'idea è sempre compito arduo.
Nel 1999, per il trentennale della nascita del mio Dante sulle pagine della rivista Off Side, avevo realizzato una biografia del Sommo Poeta, pubblicata in un albetto spillato di 24 pagine delle Edizioni Foxtrot che, dopo la cessione di Fumo di China ai ragazzi riminesi di Cartoon Club e la chiusura della Ned 50, avevo trasformato in ditta individuale. Feci realizzare anche una bellissima "pin" del mio nasuto personaggino e vendevo fascicolo e spilla insieme o separatamente a mostre e distributori di fumetterie.
Dev'essere lì che dalle sinapsi del mio cervello sempre in fermento è scaturito il progetto di fare altre biografie, e quella di Mussolini si è imposta di forza viste l'importanza storica dell'individuo e la sua permanenza divisiva nella politica e nella società italiana.
Avrei voluto pubblicare il "Benito, storia del Duce a fumetti" su rivista, in modo da finanziarmene la produzione per raccoglierlo in volume in un secondo momento. Il periodo però era il meno felice, e riuscii (ne parlo più ampiamente nella postfazione sul tomo di cui avete visto qui sopra la copertina) a vendere all'editore Portoria solo una biografia condensata in ottanta strisce che uscì allegata a Storia Illustrata.


Le altre strisce iniziali già realizzate per la versione più dettagliata che avevo in testa finirono così nel cassetto. Con la mia casa editrice casalinga acquistai poi dalla Portoria 1500 copie dei resi della rivista storica, feci aggiungere dal mio tipografo un'apposita copertina e mandai in fumetteria quel giornaletto spillato, rapidamente esaurito.


Poi, per Benito, è iniziato un lungo sonno, mentre affrontavo altre biografie: quella di Berlusconi pubblicata in allegato a Fumo di China in tre parti poi raccolte in volume, quella di Virgilio in appendice all'edizione cartonata di "Enea, l'Eneide a fumetti", e quella di Bossi in versione conaniana, fermatasi a un primo albo di poche pagine.




In un mercato completamente mutato rispetto a quello di passaggio del secolo che aveva visto nascere il Benito in strisce, avevo ripreso il progetto in mano per inserirlo nella rivistina Fritto Misto che la Freecom aveva provato a portare in edicola. Nel momento peggiore possibile: le non esaltanti (ma sufficienti per andare avanti) vendite del primo numero crollarono verticalmente col secondo uscito in piena emergenza Covid, e le strisce mussoliniane che avevo ripreso a scrivere e disegnare tornarono di nuovo nel cassetto.


Fino all'inverno scorso quando mi cadde sott'occhio la data della Marcia su Roma: 28 ottobre 1922! Il centenario di quell'evento poteva essere l'occasione per portare finalmente a termine l'opera e, visto il successo delle varie edizioni di Dante in occasione dei 700 anni, l'editore Shockdom si è dichiarato d'accordo con me e, in fretta e furia (i tempi di realizzazione autoriale e redazionale di un volume sono abbastanza lunghi), ci siamo messi all'opera riuscendo a portare a compimento il progetto entro la scadenza programmata, con un po' d'affanno ma molta soddisfazione.
"Benito, storia del Duce a fumetti" è così finalmente pronto ad affrontare librerie, fumetterie e vendite online e parte in questi giorni con una prevendita supportata da un gadget davvero originale: una tessera di "partito" che potete vedere qui sotto (fronte e retro).



Il libro ha 104 pagine di grande formato (A4, cioè 21x29,7 centimetri) ed è cartonato e tutto a colori, con le abituali quattro strisce per pagine, al prezzo di 23 euro. All'inizio, ospita la prefazione dello scrittore e grande esperto di fumetti Leonardo Gori (non lo ringrazierò mai abbastanza per averla scritta) e alla fine una mia breva postfazione.
Consegnato alla Storia d'Italia il 28 aprile del 1945 quando fu ucciso dal "colonnello Valerio" per ordine di un "tribunale rivoluzionario", il Duce viene ora consegnato a quella del fumetto e al divertimento di chi vorrà leggerlo.