sabato 11 settembre 2021

Che fantastica cosa, il Mestiere!


Questa estate è tornata prepotente la voglia di scrivere. Così ho dato un'occhiata a tutti i concorsi letterari che giravano in rete e alla fine ho partecipato a ben quattro di essi. Mica per vincere (poi, se succede, meglio), ma solo per impormi di rubar tempo all'attività fumettistica e mettere intanto in magazzino materiale che mi tornerà buono per future raccolte di racconti o come capitolo di qualche romanzo.

Alla fine ne sono usciti due brevi testi gialli con protagonista il maresciallo Tinti (di cui avevo già raccontato una prima avventura), un racconto di fantascienza con Shanna Shokk (già recuperata letterariamente su un'antologia curata dall'amico Paolo Motta), e nientepopodimenoche... un sonetto dantesco sulla pandemia (trattandosi di opera ironico-satirica, spero che chi la leggerà mi perdonerà gli errori di metrica che ho sicuramente commesso).



Mai come in questo frangente ho apprezzato quella meravigliosa risorsa che è il Mestiere!

Il difetto di questi concorsi è infatti che hanno quasi sempre dei limiti di lunghezza: non meno di tot battute, non più di tot battute. E visto che io scrivevo per le mie necessità, ho realizzato i testi senza pormi paletti di alcun tipo. Così, solo dopo aver terminato il primo raccontino giallo che avevo tenuto stringato perché m'interessava esclusivamente il gioco del colpo di scena finale, ho scoperto con orrore che invece delle mie 12mila battute, il regolamento ne prevedeva da 20 a 30mila. Chi è venuto in mio soccorso a quel punto? Eh, sì, il Mestiere coltivato e maturato in cinquant'anni di professione. Allo scarno avvicendarsi degli eventi e degli indizi ho così aggiunto personaggi secondari, dettagliato le domande ai testimoni, inserito descrizioni... finché sono riuscito a portarmi alla lunghezza richiesta senza che si avesse alcun effetto di "allungamento del brodo" ma solo un tipo di narrazione più ricca.

Col secondo racconto, mi sono trovato nella situazione opposta: avevo scritto quasi 20mila battute, ma il concorso ne richiedeva 9-10mila. Purtroppo, anche se avessi lavorato contemporaneamente alle due vicende, non avrei potuto semplicemente sostituire l'una all'altra, perché una aveva anche un tema. Così, stavolta ho dovuto lavorare di forbici ed essenzializzare la narrazione. Grazie al Mestiere, è stato un gioco da ragazzi. Altra complicazione, quando ho letto il bando del concorso mancavano solo sette giorni alla scadenza. E non avevo ancora la minima idea della storia da scrivere. Ancora una volta, mi ha soccorso l'esperienza. Mi sono preso quattro-cinque giorni per mettere insieme un'indagine che stesse in piedi (mentre andavo avanti col lavoro fumettistico). Quando mi sono trovato senza un movente che giustificasse il ricorso all'omicidio ho preso una rivista di enigmistica (ancora il Mestiere) e mi sono messo a leggere le definizioni di uno schema di Parole Crociate... finché una non ha fatto scattare la scintilla creativa che si rifiutava di venire. Nei due giorni residui ho scritto il racconto, l'ho ridimensionato come su detto, riletto, corretto e spedito... un'ora prima della scadenza.

Per quello di fantascienza, mi sono limitato a riprendere l'idea di base da un episodio fumettistico della mia Shanna e costruirci sopra una vicenda un po' diversa. Anche qui, sforando il numero di battute concesse. Un pomeriggio è bastato, grazie al Mestiere, per limare la lunghezza salvaguardando le parti più specificamente riferite al tema richiesto. Ho consegnato con un giorno d'anticipo.



In ognuno dei tre casi, naturalmente, ho conservato anche la versione originale dei racconti (e qui un grosso grazie va invece ai programmi di scrittura digitale), e quando si tratterà di riutilizzarli in futuro deciderò caso per caso quale sarà più adeguata.

Quanto al sonetto, beh, per quello l'esperienza accumulata è recente. Mi riferisco alla parte in versi del "Dante 2.0 - Ritorno all'Inferno" appena pubblicato da Shockdom. Comunque, Mestiere anche qui: terminata la scrittura delle terzine mi sono accorto che il regolamento richiedeva che una delle parole utilizzate contenesse il termine "dante" (tipo "comandante", "andante", "ritardante" ecc.); ho trovato in due secondi una parola con quel requisito che andasse a sostituirne una scritta in precedenza senza perdere il senso della frase.



Dunque, mentre torno alle strisce dell'Omoragno (che come ho detto avevo comunque portato avanti insieme a questi esercizi di scrittura), non posso che ringraziare ancora una volta il Mestiere. Che, guarda un po', mi è stato utile anche per questo lavoro fumettistico: giunto quasi alla fine, mi sono accorto di non aver sfruttato le potenzialità di una doppia gag usata all'inizio della storia; così, con un lavoro di taglia e cuci su alcune pagine, da due strisce ne ho ricavate quattro più divertenti delle originarie.

Che dite, se lo merita un monumento, 'sto Mestiere?



3 commenti:

  1. Ieri c'è stata la cerimonia del Premio Letterario Boccaccio, assegnato quest'anno a Claudio Piersanti. Mi informerò come si propongono le candidature...!!!

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  2. Grazie... provo a dare un'occhiata anch'io. Comunque per quest'anno penso di essermi sfogato quanto basta, con la scrittura. :-)

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  3. Ho dato un'occhiata. Pare che sia riservato agli studenti... categoria che ho abbandonato 52 anni fa. :-D

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