Visualizzazione post con etichetta il Giornalino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta il Giornalino. Mostra tutti i post

mercoledì 8 maggio 2013

Questa volta ho fatto tris!


Nel mio lavoro succede così... si producono vari materiali nell'arco dell'anno senza sapere di preciso quando verranno pubblicati. Al tempo della mia collaborazione zagoriana con la Bonelli scrivevo contemporaneamente anche tre o quattro sceneggiature per consentire ai disegnatori di non restare inattivi, poi l'ordine di uscita delle singole avventure non era necessariamente quello della scrittura. Dipendeva dai tempi di realizzazione dei singoli autori e anche da scelte redazionali: magari si dava la precedenza a una storia piuttosto che a un'altra perché consentiva, a volte con l'aggiunta o il taglio di qualche pagina, di chiudere l'avventura a fine albo (necessario, per esempio, nei numeri che finivano in 99, visto che le uscite "centenarie" contenevano storie autoconclusive a colori).
Ancora più "complicata" è la gestione delle mie collaborazioni con il Giornalino per il quale realizzo diverse serie, alcune da autore completo e altre in veste di mero sceneggiatore. Capita che, nonostante la mole di lavoro prodotta, per interi mesi sul settimanale non appaia niente di mio. Poi, invece, mi vengono pubblicate più opere contemporaneamente.
Questa settimana ho fatto l'en plein!

Nel n. 17, quindici giorni fa, con "Pollo Cino" (versione pazzerella di indovinate quale famosa fiaba) è ripresa infatti la pubblicazione continuativa de "Le fiabe sbagliate" (con l'esordio alle matite di Marco Meloni); sul n. 18, mentre proseguivano la fiabe riviste e (s)corrette (stavolta coi disegni di Giorgio Sommacal), ha fatto ritorno (ambo!) anche "La classe perduta", terza e ultima parte della lunghissima avventura illustrata con grande costanza e perizia grafica da Francesco Frosi, che vede i ragazzi della terza C e i loro insegnanti su una Terra alternativa alle prese con i militari e gli uomini del controspionaggio del dittatore Madron... e anche con qualche adolescenziale problema di cuore; questa settimana, infine, alle due serie da me sceneggiate (su "Le fiabe sbagliate" ritorna Meloni) si è aggiunto (terno!) anche il mio piccolo Capitan G, alle prese con il temibile Topo di Biblioteca!
Sono piccole soddisfazioni: non capita spesso di occupare così tante pagine dello stesso numero di una rivista, con tre proposte diverse. Come diceva il comico... ho vinto quacche ccosa?


lunedì 28 gennaio 2013

Capitan G, il ritorno


Mancava da qualche mese, sulle pagine de il Giornalino. Lo confesso: impegnato con altre produzioni (a cominciare dalle sceneggiature de Le fiabe sbagliate e "La classe perduta", sempre per il settimanale paolino), avevo trascurato il mio piccolo supereroe imbranato, ma sul finir dell'anno (con strascichi sull'iniziare) sono riuscito a ricostituire una ragionevole scorta di strisce, e da questa settimana Capitan G è ritornato, con ben due avventure: "Il candidato" che lo vede alle prese con la scelta di un giovane assistente dai superpoteri, e "La supermaestra" dove invece deve vedersela con due supercriminali di provenienza... scolastica.
Per una fortuita coincidenza questa stessa settimana è il mio turno di far sorridere, con una cinquina di classicissime barzellette, anche i lettori di Famiglia Cristiana nella consueta pagina del "Buonumore" dove, da qualche tempo, ho preso l'abitudine di infilare un mio vecchio personaggio nato sulle pagine della rivista per baristi, ristoratori e titolari d'albergo Fuoricasa, Rico, utilizzandolo ogni volta che la vignetta richiede un pizzaiolo piuttosto che un gelataio o, come in questo caso, un parrucchiere. Che ci volete fare, quando una testata chiude o decide di fare a meno del personaggio che ospitava, per un autore è come veder licenziare un figlio. Così, appena ce n'è l'occasione, si cerca di ritrovargli un posticino, sia pure part time. I figli (e i personaggi) so' piezz'e core!


In alto, una striscia di Capitan G; in basso la barzelletta di Famiglia Cristiana che vede protagonista Rico.
World © Marcello. All rights reserved.

sabato 10 novembre 2012

Per ripagare un'emozione























Ho "conosciuto" Renzo Calegari sulle pagine di Big Davy, probabilmente senza sapere chi era quel solido e piacevole disegnatore. Ma l'amore per lui è scattato quando, insieme a Gino D'Antonio, l'autore genovese si è inventato quella pietra miliare del fumetto italiano (e non solo) che è "La storia del West". Per la prima volta alle mirabolanti e poco credibili imprese di Piccoli Sceriffi e Ranger tutto d'un pezzo si sostituivano vicende più realistiche che, in forma romanzata, ci raccontavano la vera epopea western, con i personaggi storici che l'hanno costruita, attraverso le vicende di una famiglia di fantasia, i MacDonald, dal 1804 (anno d'inizio della spedizione di Lewis e Clark) al 1890, anno della grande corsa all'assegnamento delle ultime terre indiane in Oklahoma.
Prima e dopo, Calegari ha spaziato con il suo disegno di anno in anno più graffiato e sintetico, ma sempre efficacissimo nel creare atmosfere inimitabili, in ogni genere di racconti e illustrazioni, dalle pagine de il Giornalino a quelle di Skorpio, dai volumetti bonelliani - Tex compreso - alle copertine per i romanzi della casa editrice La Frontiera.
Quando un autore è capace di regalare ai suoi lettori emozioni come quelle che per decenni Calegari ha dispensato con amore e personalissima autorialità, entra di diritto nel numero dei Grandi Artisti della Letteratura, che sia disegnata o meno.
Calegari in questo momento, dopo la morte della moglie, attraversa un periodo di grande difficoltà. La Regione Liguria si sta adoperando per fargli ottenere i benefici della Legge Bacchelli. Credo che tutti coloro che hanno ricevuto da lui il dono di almeno un'emozione debbano adesso stringerglisi attorno e sostenere questa richiesta affinché i prossimi anni gli siano più lievi, come dovrebbe essere per tutti coloro che hanno speso una vita al servizio dell'Arte e della Cultura, sovente senza preoccuparsi troppo del lato più venale del mestiere di vivere.