Il lavoro "grosso" a cui sto lavorando al momento è il graphic novel "Gli anni del Grattacielo", fumetto autobiografico sulla mia infanzia. So che i romanzi "ombelicali" sono in genere di scarsa qualità, ma per me è un'esigenza molto forte e credo di aver scritto e disegnato abbastanza cose d'ogni tipo da non poter essere accusato di raccontare solo le mie personali paturnie.
Purtroppo non riesco a dedicare a quest'opera tutto il tempo che vorrei: c'è sempre un impegno che mi "costringe" a interromperlo momentaneamente (le barzellette per Famiglia Cristiana, necessità tecniche per i libri che pubblicherà NPE, qualche "urgenza" delle mie Edizioni Foxtrot come, per esempio, l'Annuario Nuvolette 2025 che andava chiuso entro la fine dell'anno...), ma sono comunque arrivato a una trentina di tavole.
Tanto per aggiornarvi sullo stato dei lavori e per farvi capire per bene di cosa tratta, pubblico qui di seguito qualche altra tavola dopo quelle già postate.
Per cominciare, si entra nel vivo dei problemi di famiglia con la "separazione in casa" dei miei genitori, avvenuta quando ancora non andavo a scuola. Ripensandoci, mi rendo conto di non avere alcun ricordo dei miei genitori a letto insieme. Alla base di molto, se non di tutto, c'erano le incrollabili convinzioni religiose di mio padre che si scontravano con la voglia di vivere di mia madre che annusava le nuove libertà già erano nell'aria in quel primo dopoguerra.
Il resto arriverà nelle non so ancora quante pagine (la sceneggiatura è scritta in gran parte ma mancano ancora degli episodi e comunque, credo per la prima volta nella mia vita, sto scrivendo senza suddividere il testo in tavole). Anche se la nostra infanzia aveva continuato a scorrere abbastanza tranquillamente tra scuola, giochi in casa, con i ragazzi del quartiere e i compagni di scuola, tra le mura si agitavano tentativi di omicidio, avvelenamenti da sonniferi, voglie di fuga mai realizzate, un nuovo amore...
Non so quanto riuscirò a trasmettere di quel periodo insieme terribile e piacevole, ma è certo che mi sta già regalando forti emozioni che proverò a raccontare.
Solo quando il lavoro sarà finito comincerò a cercare un editore interessato a pubblicarlo così com'è, perché questa è la più personale delle mie opere e deve rimanere come mi uscirà dalla memoria e dalle mani. Anche se la storia di quei dieci anni trascorsi al Grattacielo non dovesse interessare a nessuno, averla messa su carta per me sarà stato molto importante... e potrò comunque pubblicarmela su Amazon.
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