venerdì 1 febbraio 2013

Dante (e gli altri) a Livorno


Chi ha cercato di procurarsi uno dei miei libri sa che non è impresa facile: Cartoon Club non distribuisce nelle librerie generaliste, e le fumetterie raramente fanno "scorta" di volumi: se hai bisogno di qualcosa, lo ordini e - quando va bene - nel giro di una settimana puoi tornare a prenderlo. Restano le mostre-mercato (Cartoon Club è sempre presente a quelle di Lucca, Milano e Rimini, e talvolta alle altre, magari in "duplex" con altri piccoli editori come Allagalla, per esempio) e gli ordini online.
Così, quando qualche amico o conoscente, a Livorno dove abito, mi chiedeva dove poteva trovare i miei lavori, non era facile dargli un'indicazione. Per sopperire a questi problemi, almeno nella città in cui vivo, ho deciso anni fa di fare un accordo diretto con almeno una libreria per rendere sempre reperibili i volumi. Accordo che si concretizzò con la Gaia Scienza, le bella libreria gestita da Franco Ferrucci, ed è andato avanti fino a pochi mesi fa con reciproca soddisfazione: i miei volumi si sono sempre venduti bene, grazie anche all'esposizione in bella evidenza (un intero scaffale dedicato a essi, coi libri non visibili solo di "costa", ma frontalmente), e io ho sempre provveduto tempestivamente a rifornire la libreria con nuove copie dei titoli via via esauriti e delle novità.


Qualche mese fa Ferrucci ha dovuto decidere "cosa fare da grande" e, nell'attuale situazione di mercato, ha optato per portare avanti la sua attività con un locale più piccolo, specializzandosi sul tema della toscanità, degli autori e/o degli argomenti, portando al contempo avanti con gli stessi criteri la sua attività di editore, e cedendo la vecchia struttura alla Feltrinelli, interessata ad aprire un punto vendita a Livorno.


I miei volumi hanno seguito Ferrucci (che è un libraio "vero", non come il personale di certi "supermercati" del libro), e da oggi potete trovarli nella sua nuova libreria che si chiama Erasmo (come la casa editrice) e ha sede in via degli Avvalorati al n.62, a due passi da piazza della Repubblica e praticamente di fronte alla Fortezza Nuova.
Il locale è luminoso e l'atmosfera piacevole. Se abitate in città o passate da Livorno, fateci una capatina. Non solo per comprare i miei libri.


Nelle immagini, dall'alto in basso: copertine dei miei volumi danteschi e omerici (© Cartoon Club Editore); Franco Ferrucci, titolare della Libreria Erasmo di Livorno; le cover del mio primo romanzo e della biografia berlusconiana (© Cartoon Club Editore); la Libreria Erasmo. 

lunedì 28 gennaio 2013

Capitan G, il ritorno


Mancava da qualche mese, sulle pagine de il Giornalino. Lo confesso: impegnato con altre produzioni (a cominciare dalle sceneggiature de Le fiabe sbagliate e "La classe perduta", sempre per il settimanale paolino), avevo trascurato il mio piccolo supereroe imbranato, ma sul finir dell'anno (con strascichi sull'iniziare) sono riuscito a ricostituire una ragionevole scorta di strisce, e da questa settimana Capitan G è ritornato, con ben due avventure: "Il candidato" che lo vede alle prese con la scelta di un giovane assistente dai superpoteri, e "La supermaestra" dove invece deve vedersela con due supercriminali di provenienza... scolastica.
Per una fortuita coincidenza questa stessa settimana è il mio turno di far sorridere, con una cinquina di classicissime barzellette, anche i lettori di Famiglia Cristiana nella consueta pagina del "Buonumore" dove, da qualche tempo, ho preso l'abitudine di infilare un mio vecchio personaggio nato sulle pagine della rivista per baristi, ristoratori e titolari d'albergo Fuoricasa, Rico, utilizzandolo ogni volta che la vignetta richiede un pizzaiolo piuttosto che un gelataio o, come in questo caso, un parrucchiere. Che ci volete fare, quando una testata chiude o decide di fare a meno del personaggio che ospitava, per un autore è come veder licenziare un figlio. Così, appena ce n'è l'occasione, si cerca di ritrovargli un posticino, sia pure part time. I figli (e i personaggi) so' piezz'e core!


In alto, una striscia di Capitan G; in basso la barzelletta di Famiglia Cristiana che vede protagonista Rico.
World © Marcello. All rights reserved.

Dante, Shakespeare e P. D. James



Grazie alla segnalazione di Patrizia Mandanici, che ben si merita una volta di più l'appellativo di "fumettista curiosa" che si è data nel suo blog, scopro di essere stato preso ad esempio in un post dove si parla di "cose serie": la tendenza tutta italica a considerare "intoccabili" i Classici, paragonando l'atteggiamento degli inglesi nei confronti del loro Shakespeare a quello italico nei confronti della Divina Commedia o dei Promessi Sposi (che sto attualmente parodiando ogni mese sulla rivista Fumo di China, come ben sanno i miei lettori più fedeli).
Da irriverente strisciaiolo quale mi sono dimostrato nel corso della mia ormai lunga carriera reinterpretando a strisce umoristiche di tutto, da Dante a Omero, da Zagor a Guerre Stellari, dalla vita di Mussolini a quella di Berlusconi, non posso che concordare con l'analisi dell'autrice del pezzo, Chiara Prezzavento. Ringraziandola per l'esplicito complimento che fa al mio lavoro: gli apprezzamenti, anche en passant, fanno sempre piacere.


In alto, la copertina dell'edizione in volume di "Dante, la Divina Commedia a fumetti - Inferno" (terza ristampa); in basso, una striscia da "Renzo & Lucia, i Promessi Sposi a fumetti". World © Marcello. All rights reserved.

domenica 27 gennaio 2013

La Memoria fatta a strisce


Nel giorno della Memoria, istituito per ricordare (anche ai fanatici che si intestardiscono a negare gli orrori compiuti da quel nazifascismo che criminalmente rimpiangono) cosa è accaduto settant'anni fa, per una volta faccio anch'io la mia parte. Con le tre strisce (già apparse su Facebook e ora "storicizzate" su questo blog; per ingrandirle, basta cliccare sull'immagine) che ho realizzato per gli organizzatori della mostra "Bambini della Shoah" tenutasi al Museo Archeologico della Valle del Sarno dal 2 gennaio fino, ovviamente, a oggi.
Anche se l'argomento era quanto mai delicato e dolente, sicuramente poco adatto per una interpretazione a strisce umoristiche, non mi sono sottratto alla sfida. Il risultato è qui sopra.
Confidando di riuscire una volta di più a strapparvi un sorriso (per quanto amarissimo), contribuisco volentieri con questo piccolissimo tassello alla costruzione del gigantesco mosaico che da anni si va componendo per non far sbiadire il ricordo di quella spaventosa pagina che fu l'Olocausto.

venerdì 4 gennaio 2013

Con un sorriso sornione


Se n'è andato stanotte, a 82 anni, Decio Canzio.
Con lui sparisce l'ultimo pezzo della "vecchia guardia" di teste pensanti e/o scriventi della Bonelli, i quattro moschettieri del fumetto italico: Gianluigi, Sergio, Tea Bonelli e, appunto, Decio. Lavorava soprattutto nelle retrovie editoriali, e solo occasionalmente si è presentato alla ribalta firmando alcune significative sceneggiature. In questa veste mi piace ricordare il suo lavoro di "riposizionamento" del Piccolo Ranger ereditato dal creatore Andrea Lavezzolo. Senza snaturarlo, lo aveva irrobustito con potenti iniezioni di azione e ritmo narrativo, facendolo "suo" con convinzione e leggerezza.
La leggerezza sorniona era d'altronde la sua cifra anche nel lavoro redazionale e, suppongo (non avendolo mai frequentato fuori dall'ambito editoriale), anche nella vita.
Appassionato di Nero Wolfe, ne aveva la stazza e anche l'intelligenza tagliente, ma certamente non il caratteraccio. Anzi, anche quando diceva le cose più terribili (gli ho sentito profferire a un collaboratore queste esatte parole: "Non m'interessa da chi fai controllare il lavoro. Quando me lo porti, metti l'uccello sulla mia scrivania e, se trovo un errore, te lo taglio!") conservava quel suo sorriso appena accennato che al contempo negava la minaccia e la rendeva terribilmente seria.
Non starò a riportare qui tutte le cose che si dicevano e si diranno in questo triste momento sulla sua diabolica abilità di scopritore di refusi o sulla sua passione per Garibaldi, di cui era discendente. E non posso neppure pensare alle cose che ci hanno divisi e mi hanno portato a suo tempo a interrompere la collaborazione con la casa editrice. Voglio invece ricordare tutto quello di buono che lui (e Sclavi, altro mio referente redazionale) hanno fatto per la mia crescita come sceneggiatore correggendomi, istruendomi e consigliandomi. Un "aiuto" per tutti, quello che mi ha dato sulla storia "La maledizione di Tonka" che, nel mio soggetto, si concludeva banalmente con l'intervento di uno stregone della tribù che somministrava all'amico di Zagor una pozione risolutiva, e che grazie al suggerimento di Decio è diventata invece quel viaggio della speranza e della paura che ha così felicemente ispirato i disegni di un Michele Pepe al suo meglio.

Con la scomparsa di Canzio, si chiude definitivamente un periodo "storico" del fumetto italiano. E, qualsiasi cosa ci attenda in questo sempre più incomprensibile nostro mondo, dovremo affrontarlo da soli. Non ci saranno più un Sergio o un Decio a incoraggiarci con un consiglio, o a riportarci in carreggiata con un rabbuffo o un commento sornione.








sabato 10 novembre 2012

Per ripagare un'emozione























Ho "conosciuto" Renzo Calegari sulle pagine di Big Davy, probabilmente senza sapere chi era quel solido e piacevole disegnatore. Ma l'amore per lui è scattato quando, insieme a Gino D'Antonio, l'autore genovese si è inventato quella pietra miliare del fumetto italiano (e non solo) che è "La storia del West". Per la prima volta alle mirabolanti e poco credibili imprese di Piccoli Sceriffi e Ranger tutto d'un pezzo si sostituivano vicende più realistiche che, in forma romanzata, ci raccontavano la vera epopea western, con i personaggi storici che l'hanno costruita, attraverso le vicende di una famiglia di fantasia, i MacDonald, dal 1804 (anno d'inizio della spedizione di Lewis e Clark) al 1890, anno della grande corsa all'assegnamento delle ultime terre indiane in Oklahoma.
Prima e dopo, Calegari ha spaziato con il suo disegno di anno in anno più graffiato e sintetico, ma sempre efficacissimo nel creare atmosfere inimitabili, in ogni genere di racconti e illustrazioni, dalle pagine de il Giornalino a quelle di Skorpio, dai volumetti bonelliani - Tex compreso - alle copertine per i romanzi della casa editrice La Frontiera.
Quando un autore è capace di regalare ai suoi lettori emozioni come quelle che per decenni Calegari ha dispensato con amore e personalissima autorialità, entra di diritto nel numero dei Grandi Artisti della Letteratura, che sia disegnata o meno.
Calegari in questo momento, dopo la morte della moglie, attraversa un periodo di grande difficoltà. La Regione Liguria si sta adoperando per fargli ottenere i benefici della Legge Bacchelli. Credo che tutti coloro che hanno ricevuto da lui il dono di almeno un'emozione debbano adesso stringerglisi attorno e sostenere questa richiesta affinché i prossimi anni gli siano più lievi, come dovrebbe essere per tutti coloro che hanno speso una vita al servizio dell'Arte e della Cultura, sovente senza preoccuparsi troppo del lato più venale del mestiere di vivere.



mercoledì 31 ottobre 2012

Una Lucca omerica


Autunno. Cadono le foglie e fioriscono i tendoni. Almeno a Lucca, dove anche quest'anno (dall'1 al 4 novembre) si replica la più importante manifestazione del settore fumettistico, Lucca Comics and Games.
Come ogni anno dalla metà degli anni 80 (e per un certo periodo ogni sei mesi), sarò dietro il bancone di uno stand a far dediche per i miei fedeli lettori. Cambia la collocazione. Espulsi dal tendone principale di piazza Napoleone a causa di una complicata ristrutturazione degli spazi, siamo andati... poco lontano. Per tutti e quattro i giorni della kermesse troverete me e l'allegra banda di Cartoon Club/Fumo di China (a cominciare dall'ineffabile Egisto Seriacopi che tiene anche un piede nella scarpa della sua Dada Editore) nella tensostruttura di piazza del Giglio, stand n. E343. Come potete vedere nella mappa qui sotto, se venite da piazza Napoleone, siamo il secondo stand dopo quello d'angolo nel primo corridoio a destra. Impossibile perdersi.


Cosa ci sarà di nuovo sul bancone? Per quello che mi riguarda, altri due volumi delle mie parodie a strisce umoristiche. Niente di nuovo, in realtà. Si tratta di Omero a fumetti, Iliade e Odissea. Già apparse negli anni 90 del secolo scorso sulle pagine de il Giornalino, le mie rivisitazioni dei due classicissimi poemi greci sono state successivamente raccolte in fascicoli nella collana Smile Album delle mie Edizioni Foxtrot. Molti numeri di quegli albetti sono ormai esauriti (restano ancora alcune copie di due o tre uscite: chi deve "chiudere" la sua collezione si affretti a ordinare i numeri che gli mancano o venga a comprarli allo stand, prima che spariscano anche quelli) e si è dunque resa necessaria l'edizione in volume.
Ci saranno anche ben due numeri nuovi di Fumo di China, che ospita in appendice Renzo & Lucia, la mia reinterpretazione dei manzoniani Promessi Sposi. Quattro strisce a numero, per chiudere con un sorriso la lettura della sempre interessante rivista di critica e informazione sul fumetto, la prima e la più importante.
Dunque... ci vediamo a Lucca!



lunedì 8 ottobre 2012

Monsieur Dante


Da quell'esiliato senza meta che è, il mio piccolo Dante continua a gironzolare all'estero. Stavolta l'occasione è una fugace ma non banale apparizione sul libro scolastico di Lingua Italiana "Piacere" dell'editore Belin (che non è di Genova, ma di Parigi... dal 1777! I maliziosi trattengano dunque le facili battute) per gli studenti di livello "Terminale LV2 e LV1" (prima e seconda lingua, corrispondenti alla nostra classe Quarta delle Superiori) delle scuole francesi. In due pagine - che potete osservare in basso; per ingrandire, cliccate sull'immagine - dedicate ai fumetti, sono stato accostato addirittura a Hugo Pratt in un quartetto dumasiano di Moschettieri del Fumetto. C'è di che montarsi la testa!
Autrice di questo primo capitolo del libro è Alexandra Rainon Martinez, mia fan da tanti anni, che utilizza nell'insegnamento il mio Dante per far meglio capire ai ragazzi d'Oltralpe la Divina Commedia.
Che per il mio poeta cartaceo sia un primo passo verso la (ri)conquista delle terre galliche? Se son rose...